S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

segreteria provinciale di Siracusa

Documento sulle condizioni della
POLIZIA MUNICIPALE
inviato agli organi istituzionali della Provincia di Siracusa

Parlare  oggi della Polizia  Municipale non è impresa facile, a dispetto di quanti (e sono ancora molti) pensano che il ruolo della P.M. nell’ambito della sicurezza urbana sia una questione di scarsa entità.  Tuttavia  grande è il dibattito che in questi tempi si sta svolgendo a tutti i livelli,  purtroppo sempre in assenza dei veri protagonisti della sicurezza  nelle città: i Vigili Urbani. 

Ormai è un dato incontrovertibile, che il terreno d’azione della Polizia Municipale si è fatto più grande, perché sempre maggiori sono i compiti attribuiti ad Essa. Certamente per effetto di una copiosa legislazione che, navigando  tra i dettati della Costituzione, col decentrare funzioni un tempo proprie dello Stato, sta gravando i Comuni di competenze amministrative che non possono non tenere  in debito conto la questione della sicurezza urbana. Si vedano le tre leggi “Bassanini”, il D.Lgs 112/98 e ancora la legge 142/90,  le leggi regionali 10/91 e 48/91,  il D.Lgs.29/93 e tutte le successive modificazioni ed integrazioni, le  leggi di riforma del T.U.L.P.S., la legge 65/86 e la relativa  legge regionale di attuazione 17/90 riguardanti l’Ordinamento della P.M., il D.Lgs. 507/99, la normativa sull’elezione diretta dei Sindaci e per ultimo il decreto che statuisce la presenza dei Sindaci nei Comitati Provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.  Cosicché, se provassimo per un attimo a riflettere sul significato dell’attività di polizia, esercitata dai Comuni attraverso il controllo delle attività umane e produttive del corpo sociale, troveremmo di sicuro una grande difficoltà a distinguere i confini tra le funzioni di polizia giudiziaria, polizia amministrativa e di sicurezza. Il campo è indubbiamente vasto, articolato, ma omogeneo.  

La Polizia Locale e Municipale in particolare rafforza il suo ruolo di organismo fondamentale ed imprescindibile nell’universo amministrativo dei Comuni, tant’è che l’esigenza di un più accurato controllo delle città su questioni  divenute ormai notevoli, come ad esempio la microcriminalità o il flusso degli extracomunitari, l’abusivismo commerciale ecc., non può essere disattesa da nessuno,  né può certo essere esonerata la Polizia Municipale dai compiti di vigilanza. Ma, per fare fronte a tutte le incessanti richieste di sicurezza urbana, la Polizia Municipale ha bisogno di essere tutelata dalle insidie ingiustificabili ed oramai insostenibili della carenza degli organici, dei mezzi e delle strutture in generale.  Le singole Amministrazioni Comunali,  anche in forma consortile, e per Esse in primo luogo i Sindaci, debbono provvedere:
  
     
1) a garantire che la Polizia Municipale, nello svolgimento delle proprie funzioni, non incontri  ostacoli di natura politica  durante l’esercizio dei compiti di vigilanza urbana, mediante una accurata e seria  programmazione su tutti quei settori  di indiscutibile interesse,  tesa ad ottimizzare e sviluppare,  dietro il profilo qualitativo, l’amministrazione delle città;  
         2) assicurare al  Personale in servizio tutte quelle forme di tutela, che la vigente legislazione contempla riguardo a questioni come la salute psico-fisica del lavoratore, la salubrità e la sicurezza nei luoghi e negli ambienti di lavoro, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, etc.

Ma partendo da questi due punti, che riteniamo siano divenuti propedeutici ad ogni discorso sulla efficienza dei servizi da rendere agli utenti, non possiamo non denunciare la scarsissima attenzione prestata dalle Amministrazioni Locali  verso una problematica ancora più estesa, verso la quale silenzi e reticenze ne hanno accresciuto la contraddizione ed inoltre reso ancora più difficoltoso il lavoro degli operatori della polizia municipale e locale.

        Di sicuro non potrà essere esaustiva la disamina dello stato in cui versano i Corpi di P.M. della provincia di Siracusa,  ma ciò nonostante tenteremo di focalizzare, in maniera concisa e serena, i punti della problematica che qui interessa,  tenendo conto del quadro normativo e giuridico all’interno del quale si  articola l’attività della P.M. e che ha modificato i rapporti tra la Pubblica Amministrazione e la città.  A seguito di ciò è stata abbandonata la vecchia figura del Vigile Urbano, nel  passato caratterizzata da comportamenti improntati ad un puro vassallaggio nei confronti degli amministratori di turno, venendo  invece OGGI ad assumere un profilo e ruolo ben diversi: di Polizia Locale.

        Organismo questo che,  per effetto del notevole riassetto legislativo in materia di autonomie locali, acquisisce  una diversa connotazione professionale, dovendo altresì essere  ben radicata nel territorio e chiamata a garantire che la convivenza civile sia attuata nel rispetto di tutte quelle regole, che oggi sono ricomprese nel concetto di Sicurezza Urbana. ( Basti pensare ai protocolli sulla sicurezza siglati tra le molte Prefetture ed  i Sindaci, al fine di assicurare un maggiore controllo del territorio, sia quantitativamente, sia qualitativamente. )

     In seguito a tutto questo è divenuto ormai anacronistico affrontare la situazione dei Corpi di Polizia Municipale, relegandola al problema più generale del Personale Comunale, essendo oramai maturata la necessità del riconoscimento della specificità delle Polizie Locali, e sempre nell’appartenenza alla sfera degli Enti Locali.

Questi i punti nodali della problematica che andiamo ad esaminare e che riguarda i Corpi delle città della nostra Provincia:

 

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ORGANICO DELLA P.M.

·        Attualmente gli organici dei Corpi di Polizia Municipale dei Comuni della provincia di Siracusa sono in numero sicuramente inadeguato, per garantire la copertura di tutti i SERVIZI     ISTITUZIONALI.

     Con un esiguo numero di Agenti si devono garantire i servizi di polizia edilizia, annonaria, sanitaria, stradale - alla quale è connessa anche l’attività dell’infortunistica, giudiziaria, oltre ai servizi delle delegazioni presso il Palazzo di Città, il controllo dei mercati, i servizi di T.S.O., i servizi interni presso i  rispettivi Comandi, etc.

     Non dovrà quindi destare scalpore il fatto che poi, la viabilità sia controllata da un insufficiente numero di addetti o di auto pattuglie o che altri servizi  vengano espletati con deboli risultati.

Le Amministrazioni cittadine, a nostro avviso, devono attivarsi per trovare il modo di incrementare il personale di P.M., anche impegnando il Governo Regionale con risorse aggiuntive che consentano di espletare tutte le possibili procedure e dare vita a tutte le iniziative idonee a rendere più efficiente i vari Corpi di P.M., non ultimi i bandi per le assunzioni. 

 

 

DOTAZIONE DEI MEZZI E DEL VESTIARIO

 

·        In molte  città della nostra Provincia i Corpi di P.M. non sono dotate nemmeno di un sufficiente parco automezzi, e le autovetture di servizio non sono omologate, così come sancisce il  C.d.S., come autoveicoli adibiti a servizi di emergenza e di polizia stradale. Sono inoltre inadeguate e poco efficienti dal punto di vista meccanico, perché spesso tenute senza manutenzione.

     Assolutamente inadeguata la dotazione delle ricetrasmittenti, salvo poi quando manca del tutto, molte volte si  presta servizio senza la possibilità di collegamenti radio con le centrali operative dei Comandi o con altre unità in servizio, fatta eccezione per l’utilizzo del telefonino personale;  inutile sottolineare come ciò sia un fatto di indiscutibile gravità, se si tiene conto che quotidianamente si presentano situazioni che richiedono interventi immediati con l’ausilio di più unità operative.

Altra nota dolente è costituita dal vestiario, che viene fornito solo quando “ci sono i soldi“ (si cita testualmente il dire di Amministratori e Funzionari ) nei bilanci comunali, e quindi non rispettando i termini previsti nei vigenti  regolamenti, ove adottati. (si faccia sempre attenzione che la qualità dei capi delle divise sia conforme ai parametri ed alle tabelle di riferimento dei tessuti.)


TUTELA DELLA SALUTE DEGLI OPERATORI

·        Si tratta di una questione che presenta vari aspetti :

a) il problema delle visite mediche alle quali sottoporre periodicamente gli Agenti, soprattutto gli addetti alla viabilità e traffico;

b) il problema dei turni di servizio che, specie nelle città ad alta densità di traffico, prevedendo un elevato numero di ore nei posti assegnati, espongono gli operatori ai rischi derivanti dall’inquinamento dei gas di scarico, acustico, etc., nonché ai rischi determinati dallo stazionamento nella posizione eretta, con il conseguente insorgere di patologie della colonna vertebrale o dei tratti podalici, solo per fare alcuni ridottissimi esempi. 

A tal proposito, quindi, si impone la necessità di rimuovere i fattori determinanti i rischi connessi allo svolgimento delle attività pericolose per la salute  psico-fisica degli Agenti,  dando luogo subito a tutte le iniziative sanitarie idonee a tutelare la loro salute, mediante un valido monitoraggio degli ambienti di lavoro e attente visite mediche personali, e successivamente dare sostegno agli strumenti di tutela in sede regolamentare, articolando tempi e procedure dei controlli.

 

COPERTURA ASSICURATIVA  I.N.A.I.L.

 

·        L’inadeguata copertura assicurativa  I.N.A.I.L. continua ad essere un dilemma per i responsabili degli uffici del Personale dei vari Comuni. Si sono verificati casi di infortunio sul lavoro che non sono stati  riconosciuti tali dall’I.N.A.I.L., in quanto  “l’attività esercitata non rientra tra quelle protette dalle norme sull’assicurazione infortuni” (ART.. 1  D.P.R. 1124/95 )

L’I.N.A.I.L. riconosce soltanto gli infortuni che sono in qualche modo riconducibili ai mezzi di servizio, e cioè che ad un Agente in servizio di viabilità,  nella malaugurata ipotesi in cui venga investito, non viene riconosciuto l’infortunio sul lavoro, ma dovrà successivamente rivalersi sull’Amministrazione per quanto gli spetta.

Allora, si ritiene necessaria una integrazione della copertura assicurativa, per i rischi derivanti dall’espletamento di tutti i tipi di attività legate ai servizi svolti dalla P.M. o in ogni caso adottare qualunque misura, atta a garantire il riconoscimento dell’evento come infortunio sul lavoro.

Tant’è che al Personale di P.M., costretto ad assentarsi dal lavoro per infortunio, le Amministrazioni non riconoscono il salario accessorio nell’attuale situazione, diversamente da quanto invece previsto dall’art. 21 e 22  del C.C.N.L.. In questa maniera si dà vita ad estenuanti contenziosi tra i lavoratori dipendenti ed A.C., con il conseguente carico di oneri aggiuntivi per le Amministrazioni.

   

SERVIZI DI ORDINE PUBBLICO

 

·        Accade spesso che, in occasione di manifestazioni di vario genere, sia di carattere locale che di ordine sovracomunale,  nonostante siano emanate precise disposizioni  da parte della Questura di Siracusa, per mezzo di proprie Ordinanze di servizio, rivolte anche  ai Comandanti della Polizia Municipale, ad essere presente è solo e soltanto la P.M. con i suoi  Operatori, che oltre a garantire i servizi di specifica competenza, viabilità e traffico, è costretta a garantire anche i servizi di ordine pubblico. 

     Crediamo sia più giusto assicurare un migliore coordinamento interforze  tra la polizia municipale e le forze di polizia dello Stato.  Siamo certi che disfunzioni di tale genere siano dovute senz’altro alla grande confusione di ruoli ed obiettivi, che non sono certamente originati in sede locale. Tra l’altro, siamo ben consapevoli ed orgogliosi di essere annoverati nell’art.12 c.8° della Legge n°203 del 12 Luglio 91 quale forza di polizia, che può essere chiamata a partecipare alle attività di controllo del territorio, in servizi coordinati con le Polizie Statali, previo accordo con i Sindaci.

 

 

  PATENTE DI SERVIZIO

 

·        E’ noto che l’art.139 del D.Lgs. n°285 del30/04/1992 (Nuovo Codice della strada) ha sancito l’obbligo della patente di servizio, che deve essere rilasciata dalle Prefetture di competenza a tutti gli addetti al servizio di polizia stradale, destinati alla conduzione dei veicoli di servizio, di cui all’art.12 dello stesso Codice.  Purtroppo, da una recente indagine conoscitiva effettuata presso i vari Comandi di P.M. della nostra Provincia è emerso, che nessun Agente addetto ai servizi di polizia stradale è regolarmente munito della patente contemplata nell’art.139.

     Si pensi  in quali gravi conseguenze possono imbattersi gli agenti nel caso di sinistri stradali, nei quali restano coinvolti con le auto di servizio - mezzi, questi ultimi, che nella stragrande maggioranza dei casi non sono nemmeno omologati ai sensi dell’art.93 comma 11 del Codice.

Crediamo che la soluzione di questo problema possa contribuire ad accrescere l’efficienza del servizio in esame e a responsabilizzare maggiormente gli Agenti nella conduzione e manutenzione dei veicoli,  ma soprattutto può  meglio garantire la sicurezza degli addetti alla guida.  

 

 

CONTRATTI DECENTRATI

 

·        Ultima questione riguarda l’applicazione dei C.C.N.L. nei vari Comuni.

Il 99% delle A.C. non ha applicato correttamente ed integralmente le norme contrattuali, spesso disattendendone le finalità e gli obbiettivi, procurando disagi non indifferenti al personale dipendente ed in particolare alla Polizia Municipale, sia sul piano giuridico sia su quello economico. Basti pensare che ad eccezione del Comune di Carlentini – ove, grazie al senso di responsabilità delle parti chiamati alla contrattazione decentrata, è stato possibile stipulare il contratto decentrato – in nessun altro Ente Locale del siracusano sono stati siglati accordi di tal genere. In termini di efficienza ed efficacia la Pubblica Amministrazione ha senz’altro registrato un tonfo, la cui ricaduta sulle nostre città tocca livelli negativi, in termini di  qualità dei servizi resi.

 

     E’ probabile che in tal modo, per semplice inerzia, si privilegino quei settori del Personale dipendente, ove risiedono sacche di resistenza a quel processo di razionalizzazione ed armonizzazione della P.A. così enormemente auspicato dalle leggi “Bassanini” e dal D. Lvo 29/93, creando un ostacolo al riconoscimento delle professionalità acquisite dagli Operatori della P.M.  MA UN ASPETTO DI NON POCA RILEVANZA è quello che riguarda la “giusta e adeguata valorizzazione della professionalità degli Ispettori di p.m.” - novellata nel nuovo ordinamento professionale all’art.7 c.5°, che ancora oggi a distanza di oltre due anni a dispetto della enunciazione contrattuale è rimasta incompiuta, costringendo il sindacato ad accendere controversie con le A.C.,  al fine di addivenire al raggiungimento di un preciso obbiettivo: DARE UNA COLLOCAZIONE ADEGUATA AGLI ADDETTI AL COORDINAMENTO E CONTROLLO, IN MANIERA CORRISPONDENTE ALLE FUNZIONI AGGIUNTIVE E DI DIFFERENTE RESPONSABILITA’ ESPLETATE,  riferendoci alla categoria contrattuale  D1.

 

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Fin qui è stato scritto parecchio, certamente non in modo esauriente, nel tentativo almeno di riaccendere il dibattito,  mantenendo il più vivo possibile l’interesse per la problematica  qui enucleata, affinché crescano nei colleghi la coscienza professionale e la consapevolezza delle enormi potenzialità che quotidianamente esprime la Polizia  Municipale, ma soprattutto per avviare un confronto sereno e produttivo tra la nostra organizzazione sindacale e gli Organi Istituzionali, affinché non vengano snaturati i compiti della Polizia Municipale e ne sia affermato il ruolo necessario, importante e inconfutabile all’interno delle comunità cittadine.  Il S.I.L.PO.L. si augura che entro tempi ragionevoli le varie A.C. diano un segnale positivo di riscontro, coinvolgendo  le segreterie aziendali e territoriali e le R.S.U., facendo in modo che si eviti di portare la problematica sul terreno della conflittualità e dello scontro.

 

Siracusa li 15.05.2000                                                                              

                                                                     La Segreteria Provinciale

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