S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

STRUMENTARIO E NOTE OPERATIVE

Polizze RC Auto contraffatte

di Pinomassimo La Rizza


    Con la consegna all'ufficio del Comando da cui dipende l'Operatore della relazione di servizio e degli atti relativi, finisce, nella gran parte dei casi, il compito dell’accertatore.
Nelle diverse realtà dell'arcipelago P.M. della nazione, può darsi che lo stesso agente operante si debba curare del successivo invio alla A.G. della pratica e del disbrigo degli atti successivi. E' anche possibile (anzi auspicabile) che l'accertatore pur se non incaricato del più a praticarsi, sia curioso di conoscere l'iter della faccenda in questione.
Innanzi tutto, la notizia di reato, ex art, 347 C.p.p. deve essere trasmessa alla competente procura entro il termine massimo di 48 ore dal momento in cui il fatto sia stato accertato.
A sua volta, entro le successive 48 ore il Pubblico Ministero convalida o meno il sequestro della documentazione assicurativa effettuato dalla Polizia Municipale.
La P.G. della P. Municipale è incaricata di notificare la convalida  all'indagato ed anche di avvisare la compagnia assicurativa; quest’ultima può proporre querela entro 90 giorni.
La Polizia Municipale, una volta ricevuta la delega di indagine dal P.M., ovvero d'iniziativa, avvia le sue indagini.
E’  da tenere presente che l'indagato può essere sentito a spontanee dichiarazioni nell'immediatezza del fatto e non  in seguito; pertanto è opportuno, per il prosieguo delle indagini, acquisire al momento dell'accertamento della violazione quante più informazioni possibili, che serviranno da spunto per le successive ricerche.
Per  quanto concerne le ipotesi di reato che saranno contestate all'indagato, per pura accademia (la loro formulazione spetta al magistrato incaricato) si parlerà, in caso di utilizzo di assicurazione appartenente a partita di provenienza furtiva o comunque illecita, di violazione dell'art. 648 C.P (ricettazione), mentre in caso di utilizzo di documenti assicurativi contraffatti o abusivamente riprodotti il discorso cambia, e tutto dipende dall'indirizzo che prendono le indagini delegate dal P.M..
Secondo alcune interpretazioni (restrittive) la polizza assicurativa è assimilabile ad un atto (scrittura) privato *, e pertanto la sua falsità rientra nella fattispecie disciplinata nell'art. 485 C.P. (falsità in scrittura privata) ovvero in quella di cui all'art. 489 C.P. (uso di atto falso): entrambe sono perseguibili a querela di parte, per cui l'informazione alla Compagnia assicurativa dell'avvenuto accertamento di polizza contraffatta è fondamentale.
Tutto ciò se si riscontri a seguito di indagine che l'indagato abbia provveduto in proprio alla falsificazione, in caso contrario si apre un ventaglio di possibilità che praticamente abbraccia mezzo codice penale ed esula dalla nostra modesta trattazione.

Pinomassimo (Pippo) LA RIZZA.

* a modesto parere dello scrivente, dati gli elevati costi sociali dei sinistri stradali (in una recente intervista televisiva un rappresentante dell’associazione familiari vittime della strada li quantificava in una cifra annua di alcune migliaia di miliardi di lire, mentre il numero delle sole vittime decedute oscillerebbe tra le 7.000 e le 9.000 unità per anno) la circostanza che un cittadino circoli fraudolentemente senza copertura assicurativa R.C.A. mettendo potenzialmente così a carico della collettività il costo dei danni eventualmente da lui provocati, non si può ridurre ad un’ipotesi di mero utilizzo di atto falso fra privati.

TABELLA RIASSUNTIVA DELLE MODALITA’ OPERATIVE

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