S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

La bozza di testo unificato del 9.7.1998
delle proposte di legge in materia di Polizia Locale, sottoposto alle Organizzazioni Sindacali

 

I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della
Presidenza del Consiglio e interni)

09.07.98

BOZZA DI TESTO UNIFICATO DELLE PROPOSTE DI LEGGE
IN MATERIA DI POLIZIA LOCALE
(A.C. 3962 E ABBINATE)

"Legge-quadro sull'ordinamento della polizia locale"

 

 Art. 1
(Servizio di polizia locale)

1.    Al fine di concorrere ad assicurare un diffuso ed efficace controllo del territorio, garantire la sicurezza dei cittadini nei centri urbani, prevenire il manifestarsi di atti criminali e espletare le funzioni che rappresentano l'insieme delle attività svolte dai competenti organi del comune, suscettibili di correlarsi a qualsiasi funzione di polizia amministrativa in tutte le materie che non siano riservate dalla legge alla competenza esclusiva dello stato, ogni comune organizza il servizio di polizia locale, che viene assicurato dal copro di polizia municipale oppure, ove istituito, dal corpo di polizia intercomunale ai sensi dell'articolo 5, comma 2, nonché dal corpo di polizia provinciale. gi

2.    I corpi di polizia municipale e, ove esistenti, i corpi di polizia intercomunale di cui all'articolo 5, comma 2, della presente legge, sono titolari dei compiti generali di polizia locale.

3.    I corpi di polizia provinciale, ove istituiti, sono titolari dei compiti di polizia locale limitatamente alle competenze provinciali e alle competenze in materia ambientale attribuite alle comunità montane, agli enti parco e agli altri enti comunque operanti sul territorio con competenze in materia ambientale. Le leggi regionali disciplinano il trasferimento ai corpi di polizia provinciale del personale dei corpi di polizia locale istituiti da altri enti locali.

4.    E' fatto divieto ai corpi di polizia municipale o intercomunale e ai corpi di polizia provinciale di dare luogo a sovrapposizioni delle rispettive funzioni nell'esercizio dei compiti ad essi affidati.

5.    Le leggi regionali, in conformità a quanto previsto dall'articolo 3, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni, delegano, di norma, alle province l'esercizio delle proprie funzioni di polizia locale.

 

 Art. 2
(Legislazione regionale)

1.    La potestà legislativa delle regioni in materia di polizia locale, fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano, è esercitata nel rispetto dei principi fondamentali della presente legge.

2.    Le regioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono con legge a:

a)    stabilire le norme generali per l'istituzione e l'organizzazione del servizio, tenendo conto della tipologia degli enti interessati;
b)    definire le rispettive funzioni dei corpi di polizia locale operanti sul territorio regionale, in attuazione del principio di cui all'art. 1, comma 4;
c)    agevolare con idonee iniziative, incentivi e sovvenzioni la costituzione delle forme associative tra i comuni minori ed, in particolare, tra quelli ubicati in aree montane o geograficamente disagiate e stabilire il termine entro il quale deve avvenire, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, la costituzione dei servizi associati di polizia intercomunale;
d)    disciplinare ed incentivare le forme di collaborazione e coordinamento tra i corpi di polizia locale di competenza comunale o provinciale, all'uopo predisponendo idonei servizi informativi unificati su base regionale;
e)    determinare le caratteristiche delle uniformi, delle denominazioni e dei relativi distintivi di grado per gli addetti al servizio di polizia locale, nonché dei mezzi e degli strumenti in dotazione ai corpi di polizia locale;
f)    organizzare il sistema formativo e di aggiornamento della polizia locale, prevedendo strumenti di programmazione annuale dell'offerta formativa su base regionale e disciplinando la riorganizzazione, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle scuole dei corpi di polizia municipale, ove esistenti, nonché ricercando forme di collaborazione con le scuole della polizia di Stato;
g)    prevedere appositi meccanismi di incentivazione per favorire l'acquisto di attrezzature e strumenti tecnologici simili da parte dei corpi di polizia locale operanti sul territorio regionale;
h)    prevedere che con regolamenti regionali siano definite, nel rispetto dell'autonomia di ciascun comune, procedure uniformi di attuazione degli obblighi previsti dalle leggi regionali;
i)    riorganizzare nell'ambito dei corpi di polizia provinciale i corpi di polizia locale delle comunità montane, degli enti parco e degli altri enti comunque operanti sul territorio con competenze in materia ambientale.
gi

 

Art. 3
(Regolamento del servizio di polizia locale)

1.    I comuni singoli o associati adottano il regolamento del servizio di polizia locale, che, in particolare, contiene disposizioni volte a stabilire:

a)    la disciplina dei rapporti tra il servizio di polizia locale e gli altri servizi comunali che con questo interagiscono; gi
b)    il contingente numerico degli addetti al servizio, tenuto conto dei residenti e dei dimoranti, dei flussi della popolazione, dell'estensione e della morfologia del territorio, delle caratteristiche socio-economiche della comunità locale, delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico, ambientale, nonché dell'indice di motorizzazione e del tasso di criminalità;
c)    gli strumenti per l'esercizio delle attività coordinate con le forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121;
d)    le modalità per lo svolgimento delle funzioni esterne, in conformità ai seguenti criteri:
        1)    autorizzazione delle missioni esterne al territorio
               a soli fini di collegamento e di rappresentanza;
        2)    ammissione, ai sensi dell'articolo 7, comma 6,
               delle operazioni esterne di polizia, ad iniziativa
               dei singoli durante il servizio, esclusivamente
               in caso di necessità dovuto alla flagranza
               dell'illecito commesso nel territorio di competenza;
        3)    ammissione delle missioni esterne per finalità
               di soccorso in caso di calamità e disastri o per
               rinforzare altri corpi e servizi di polizia locale in
               particolari occasioni, stagionali o eccezionali,
               previa elaborazione di appositi piani o di accordi
               tra le amministrazioni interessate.

2.     La giunta comunale, ovvero l'assemblea dei sindaci della forma associativa di cui all'articolo 5, comma 2, approva il regolamento, previa deliberazione del consiglio comunale, o dei consigli comunali dei comuni aderenti alla forma associativa, tenendo conto delle osservazioni contenute nella deliberazione adottata dal consiglio comunale relativamente alla programmazione degli interventi di competenza della polizia locale, ai sensi dell'articolo 4, comma 2. gi

 

 Art. 4
(Competenze dei consigli comunali e provinciali. Modifiche ed integrazioni alla legge 8 giugno 1990, n. 142)

1.    Il consiglio comunale o i singoli consigli comunali dei comuni aderenti alla forma associativa di cui all'articolo 5, comma 2, dedicano annualmente una specifica sessione dei propri lavori all'esame delle relazioni presentate, rispettivamente, dal sindaco ovvero dall'assemblea dei sindaci della forma associativa sugli aspetti generali riguardanti le politiche di sicurezza in ambito locale e dal comandante del corpo di polizia locale sugli aspetti di carattere tecnico-organizzativo del relativo servizio. Analoghe relazioni sono presentate al consiglio provinciale dal presidente della provincia e dal comandante del corpo di polizia provinciale, ove quest'ultimo sia esistente. gi

2.    I consigli comunali e provinciali esaminano annualmente il documento di programmazione degli interventi di polizia locale, presentato dal sindaco, dal presidente della provincia, ovvero dal presidente dell'assemblea dei sindaci della forma associativa di cui all'articolo 5, comma 2, in nome e per conto della stessa, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in ordine alla congruità tecnica degli obiettivi prefissati nel documento, anche in relazione alle risorse finanziarie complessivamente disponibili. Sul documento di programmazione i gi consigli comunali e provinciali deliberano con mozione. In caso di approvazione della mozione, i criteri e gli obiettivi indicati nel documento di programmazione, come eventualmente modificato nel testo della mozione approvata, sono vincolanti per l'attività gestionale dei rispettivi corpi di polizia locale. Nel caso in cui le mozioni approvate dai consigli comunali dei comuni che abbiano istituito, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, i corpi di polizia intercomunale non siano tra loro concordanti, la deliberazione finale sul documento di programmazione è adottata dall'assemblea dei sindaci della forma associativa con mozione nella quale sia motivata l'eventuale difformità dei criteri e degli obiettivi previsti rispetto alle indicazioni contenute nelle mozioni approvate dai singoli consigli comunali.

3.    All'articolo 32, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, dopo la lettera b) sono inserite le seguenti: gi

"b-bis) le relazioni del sindaco e del presidente della provincia sulle politiche di sicurezza in ambito locale e le relazioni dei comandanti dei corpi di polizia locale sui profili organizzativi e gestionali dei relativi servizi; tali relazioni sono esaminate in apposita sessione annuale dei lavori del consiglio;

b-ter) i documenti di programmazione annuale degli interventi di polizia locale".

 

Art. 5
(Corpo di polizia municipale o intercomunale)

1.    Per corpo di polizia municipale si intende una struttura composta, oltre che dal comandante del corpo, da almeno quindici tra ufficiali e agenti in servizio attivo sul territorio di competenza, operanti per almeno dodici ore consecutive ed in servizio di reperibilità per le restanti ore. gi

2.    Qualora non sia possibile, per ragioni di natura organizzativa o di bilancio, istituire un autonomo corpo di polizia municipale, è fatto obbligo ai comuni interessati di costituire un corpo associato di polizia intercomunale, all'uopo avvalendosi delle forme associative e di cooperazione previste dagli articoli 24 e 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni. Il servizio associato di polizia intercomunale deve essere costituito, in presenza delle condizioni di cui al presente comma, entro il termine stabilito dalle leggi regionali, decorso il quale ciascuna regione delibera, con decreto del Presidente della Giunta regionale, la costituzione di un corpo associato di polizia intercomunale per i comuni sprovvisti di autonomi corpi di polizia municipale.

 

Art. 6
(Poteri del sindaco in materia di polizia locale)

1.    Il sindaco concorre alla definizione e al perseguimento della politica di sicurezza pubblica nell'ambito del territorio comunale ed esercita le proprie funzioni di indirizzo in qualità di componente effettivo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica istituito dall'articolo 20 della legge 1° aprile 1981, n. 121. Alle riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica intervengono, unitamente ai sindaci, anche i comandanti dei rispettivi corpi di polizia municipale o intercomunale, in qualità di componenti tecnici. gi

2.    I comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica definiscono, nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 7, commi 3, 4, 5 e 6, l'ambito di competenza dei corpi di polizia locale in materia di funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza.

 

 Art. 7
(Funzioni della polizia locale)

1.    Le funzioni ed i compiti relativi alla polizia locale concernono le misure preventive e repressive dirette ad evitare danni e pregiudizi che possano essere arrecati ai soggetti giuridici ed alle cose nello svolgimento di attività relative alle materie nelle quali vengono esercitate le competenze, anche delegate, delle regioni e degli enti locali, purché tali materie non siano riservate dalla legge alla competenza esclusiva dello Stato. gi

2.    Gli ufficiali e gli agenti di polizia municipale o intercomunale esercitano:

  1. funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ai sensi dei commi 3, 4, 5 e 6 del presente articolo;
  2. funzioni di polizia stradale, ai sensi dell'articolo 12 del codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, nell'ambito del territorio di competenza;
  3. funzioni di polizia giudiziaria, nei limiti di cui al comma 7 del presente articolo;
  4. funzioni di polizia tributaria, limitatamente alle ipotesi di violazione delle disposizioni di legge istitutive di tributi locali, e attività di segnalazione nei confronti della Guardia di finanza, ai sensi del comma 8 del presente articolo;
  5. funzioni di polizia ittico-venatoria, ecologica ed ambientale, nel rispetto delle funzioni attribuite ai corpi di polizia provinciale ai sensi dell'articolo 1, comma 5;
  6. le funzioni di polizia amministrativa in relazione alle altre materie espressamente indicate dalle leggi regionali; in tali materie, di competenza esclusiva dei corpi di polizia locale, le forze di polizia statale segnalano ai competenti corpi di polizia locale le violazioni eventualmente riscontrate in occasione dell'esercizio delle proprie funzioni, fermo restando che l'irrogazione delle relative sanzioni compete esclusivamente ai corpi di polizia locale.

3.    Ferme restando le competenze delle forze di polizia statale in materia di tutela dell'ordine pubblico, i corpi di polizia municipale e intercomunale esercitano altresì le funzioni di tutela della sicurezza pubblica, con riferimento alla salvaguardia della qualità della vita delle persone residenti nel territorio di riferimento, perseguita attraverso la coniugazione delle attività di prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione. gi

4.    I corpi di polizia municipale ed intercomunale garantiscono l'azione di presidio presso gli istituti scolastici, con particolare attenzione alle fasce orarie coincidenti con l'inizio e la fine delle quotidiane attività didattiche, e concorrono, nei limiti stabiliti, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, dai Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica alla vigilanza nei parchi pubblici cittadini e nei quartieri centrali e periferici dei centri urbani.

5.    L'idoneità alle funzioni di ufficiale e agente di polizia locale, ottenuta in conformità a quanto previsto dall'articolo9, comporta il riconoscimento ope legis della qualità di ufficiale e di agente di pubblica sicurezza e di ufficiale e di agente di polizia giudiziaria, senza limitazioni temporali.

6.    Nell'esercizio delle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza gli ufficiali e gli agenti di polizia locale devono intervenire in caso di flagranza di reato. A tale obbligo gli ufficiali e gli agenti di polizia locali sono tenuti anche al di fuori del territorio comunale, intercomunale o provinciale di riferimento, purché non siano già intervenuti i corpi di polizia locale competenti per territorio e fermo restando l'obbligo per le forze di polizia locale che si trovino al di fuori del proprio territorio di cessare da ogni forma di intervento nel momento in cui l'esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza è assunto dai competenti corpi di polizia locale.

7.    Gli ufficiali e gli agenti di polizia locale svolgono tutte le funzioni di polizia giudiziaria relative alle materie di competenza comunale o provinciale e, nel caso di intervento in flagranza di reato e limitatamente al tempo strettamente necessario, compiono gli atti idonei ad assicurare le fonti di prova dei fatti di reato relativi a materie di competenza statale.

8.    Agli ufficiali ed agli agenti di polizia municipale o intercomunale è fatto obbligo di segnalare alla Guardia di finanza ogni presunta violazione di disposizioni tributarie diversa dalle ipotesi di violazione di cui al comma 2, lettera d), del presente articolo, della quale siano venuti a conoscenza in occasione o a causa dell'esercizio delle proprie funzioni.

 

 Art. 8
( Modifiche ed integrazioni all'art. 370 del codice di procedura penale e ulteriori disposizioni in materia di attività di polizia giudiziaria dei corpi di polizia locale)

1.    All'articolo 370 del codice di procedura penale, approvato con decreto legislativo 22 settembre 1988, n. 447, sono apportate le modificazioni e integrazioni di cui ai commi seguenti. gi

2.    Dopo il comma 1 è inserito il seguente:

    "1-bis. Il pubblico ministero può delegare il corpo di polizia locale, nell'ambito esclusivo dei compiti istituzionali di competenza di quest'ultimo, al compimento di specifici atti di polizia giudiziaria. Nell'esercizio delle attività di polizia giudiziaria delegate ai sensi del presente comma gli ufficiali e gli agenti di polizia locale rispondono esclusivamente al comandante del corpo cui appartengono".

3.    Al comma 2, le parole " del comma 1" sono sostituite dalle seguenti: "dei commi 1 e 2".

4.    E' vietato il distacco di componenti dei corpi di polizia locale presso le locali procure della Repubblica per lo svolgimento di attività permanenti di polizia giudiziaria. A tale divieto può derogarsi in presenza di apposita convenzione stipulata per l'ambito comunale o intercomunale di competenza, previo consenso del comandante del corpo e nei limiti di organico da questo stabiliti. La convenzione prevede espressamente il rimborso da parte della procura della Repubblica delle spese sostenute dai corpi di polizia locale in conseguenza dell'avvenuto distacco di loro unità. gi

 

 Art. 9
(Abilitazione al servizio di agente di polizia locale)

1.    Le amministrazioni comunali e provinciali e le forme associative di cui all'articolo 5, comma 2, bandiscono ad esclusivi fini di selezione dei candidati, prove selettive a contenuto psico-fisico e attitudinale, secondo tipologie uniformi individuate, in analogia con i criteri di reclutamento previsti per le forze di polizia statale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il superamento della prova selettiva costituisce requisito per l'ammissione ai concorsi banditi a livello locale o regionale per l'accesso alla qualifica di agente di polizia locale.

2.    In aggiunta alle modalità di reclutamento del personale delle amministrazioni pubbliche previste dall'articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le amministrazioni comunali e provinciali e le forme associative di cui all'articolo 5, comma 2, possono, inoltre, provvedere all'integrazione degli organici dei rispettivi corpi di polizia locale mediante assunzione diretta di candidati giudicati idonei e collocati in graduatorie in corso di validità relative a concorsi banditi da altre amministrazioni comunali o provinciali o da altre forme associative di cui all'articolo 5, comma 2.

3.    I comuni possono altresì procedere all'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di agenti di polizia locale anteriormente al verificarsi delle vacanze di organico destinate ad essere coperte, salvo l'obbligo per i comuni interessati di rimborsare al fondo nazionale di cui all'articolo 208 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'articolo 10, le somme impiegate nella formazione degli agenti di polizia locale qualora la loro assunzione non abbia luogo entro sei mesi dalla conclusione del corso di formazione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo. gi

4.    In applicazione dell'articolo 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, i comuni, le province o le forme associative di cui all'articolo 5, comma 2, possono altresì ricoprire posti vacanti negli organici dei rispettivi corpi di polizia locale mediante passaggio diretto di dipendenti in servizio presso i corpi di polizia locale di altre amministrazioni previo consenso dell'amministrazione di appartenenza e purché le domande di trasferimento siano avanzate da dipendenti che abbiano compiuto almeno un biennio di servizio presso le rispettive amministrazioni. Non è richiesto il consenso dell'amministrazione di appartenenza nei casi di assunzione diretta di cui al comma 2 del presente articolo qualora l'amministrazione di destinazione sia quella che aveva bandito il concorso.

5.    I candidati dichiarati vincitori del concorso per l'accesso alla qualifica di agente di polizia locale sono confermati in ruolo, dopo il periodo di prova, subordinatamente al conseguimento dell'idoneità alle funzioni di agente di polizia locale al termine della partecipazione ad un corso di formazione obbligatoria della durata di un anno, istituito ed organizzato su base regionale o interregionale secondo le modalità stabilite dalle leggi regionali. I partecipanti giudicati idonei al termine del corso di formazione assumono immediatamente servizio. I partecipanti al corso di formazione sono assunti con contratti di formazione e lavoro, ai sensi dell'articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, come modificato dall'articolo 15 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e sono temporaneamente inquadrati nella qualifica immediatamente inferiore a quella contrattualmente definita. gi

6.    Il corso di formazione di cui al comma 5 si articola in due semestri. Nel primo semestre, corrispondente al primo semestre di cui all'articolo 48 della legge 1° aprile 1981, n. 121, è impartito ai vincitori un addestramento teorico e pratico all'esercizio delle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza e delle funzioni di polizia giudiziaria, nei limiti di cui all'articolo 7. Nel secondo semestre, cui sono ammessi i vincitori che abbiano conseguito l'idoneità alle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza e alle funzioni di polizia giudiziaria, è impartito un addestramento teorico e pratico all'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 7, comma 2, lettere b), d), e) e f).

7.    L'attività formativa relativa al primo semestre è svolta presso le scuole per agenti della Polizia di Stato, di cui all'articolo 60, primo comma, numero 1), della legge 1° aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, nonché, con appositi cicli formativi, presso le scuole per allievi dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, ovvero in strutture regionali o comunali convenzionate con le strutture delle scuole per agenti della Polizia di Stato. In caso di svolgimento dell'attività formativa presso strutture regionali o comunali convenzionate con strutture della Polizia di Stato, le relative convenzioni garantiscono la partecipazione all'attività formativa del personale docente delle scuole per agenti della Polizia di Stato e prevedono la concertazione tra strutture statali e strutture regionali o comunali nella elaborazione dei programmi didattici. gi

8.    Gli oneri finanziari relativi allo svolgimento del primo semestre di formazione, qualora esso si svolga, ai sensi del comma 6 del presente articolo, presso le scuole per agenti della Polizia di Stato, sono posti a carico dello Stato nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, ad eccezione degli oneri relativi alla corresponsione delle retribuzioni agli allievi agenti di polizia locale, cui provvedono, per l'intero periodo formativo, gli enti locali nei limiti dei rispettivi ordinari stanziamenti di bilancio. Le somme erogate a tale titolo dagli enti locali sono ad essi rimborsate a valere sul fondo nazionale di cui all'articolo 208 comma 1-bis e comma 2, lettera c), del codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'art. 10.

9.    In caso di inadempienza delle regioni nell'organizzazione del sistema di formazione e di aggiornamento della polizia locale, i due semestri di formazione di cui al comma 6 si svolgono, rispettivamente, presso le scuole per agenti della Polizia di Stato e presso la Scuola nazionale di cui all'art. 13, secondo modalità stabilite dalla Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli oneri finanziari derivanti dallo svolgimento dei corsi di formazione di cui al presente comma sono posti a carico delle regioni inadempienti, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. gi

 

Art. 10
(Modifiche ed integrazioni all'articolo 208 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285)

1.    All'articolo 208 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal decreto legislativo 10 settembre 1995, n. 300, sono apportate le modificazioni e integrazioni di cui ai commi seguenti. gi

2.    Dopo il comma 1 è inserito il seguente:

    "1-bis. E' istituito, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, un fondo con amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio, che si avvale di un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la tesoreria centrale dello Stato, denominato << Presidenza del Consiglio dei ministri - fondo nazionale per la formazione professionale degli agenti e dei comandanti di polizia locale>>, nel quale sono versate le somme di cui al comma 2, lettera c), del presente articolo"

3.    Al comma 2, lettera a), le parole "dell'ottanta per cento" sono sostituite dalle seguenti: "del settantacinque per cento". gi

4.Al comma 2, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:

"b-bis) al fondo nazionale per la formazione professionale degli agenti e dei comandanti di polizia locale, di cui al comma 1-bis del presente articolo, nella misura del cinque per cento del totale annuo sopra richiamato, per il finanziamento degli oneri retributivi e previdenziali sostenuti dagli enti locali durante i periodi di formazione professionale degli agenti e dei comandanti di polizia locale, nonché degli oneri di natura organizzativa sostenuti direttamente dalle regioni o dagli enti locali da queste incaricati dello svolgimento della formazione degli agenti di polizia locale, nel limite massimo del cinquanta per cento della spesa sostenuta; la ripartizione delle risorse è effettuata, previa intesa con la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in base all'entità delle attività previste nei programmi annuali di formazione professionale degli agenti di polizia locale approvati dalle regioni; nell'ambito della percentuale di cui alla presente lettera, l'un per cento è destinato al finanziamento delle strutture di formazione per agenti di polizia locale previste dalle leggi regionali". gi

 

Art. 11
(Riqualificazione professionale del personale in servizio)

1.    Per il personale dei corpi di polizia municipale e provinciale in servizio al momento dell'entrata in vigore della presente legge il conseguimento dell'idoneità alle funzioni secondo quanto previsto dall'articolo 7 è subordinato al superamento di un corso di riqualificazione professionale secondo modalità stabilite con le leggi regionali di cui all'articolo 2 e nel rispetto del criterio secondo cui la riqualificazione professionale per ciascuna unità di personale deve aver luogo entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge. A tal fine per un periodo di cinque anni decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge la percentuale di cui all'articolo 208, comma 2, lettera b-bis), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'articolo 10, è elevata all'otto per cento, con corrispondente riduzione della percentuale prevista dall'articolo 208, comma 2, lettera a), del citato decreto legislativo n. 285 del 1992.

2.    In deroga all'articolo 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le unità di personale che non abbiano conseguito l'idoneità alle funzioni ai sensi del comma 1 del presente articolo sono collocate in mobilità.

 

 Art. 12
(Comandante del corpo di polizia locale)

1.    Il comandante del corpo di polizia locale svolge le funzioni gestionali e organizzative previste dalla presente legge, dai regolamenti dei servizi di polizia locale e dai contratti collettivi nazionali di lavoro ed occupa la qualifica funzionale apicale indicata nei contratti collettivi nazionali di lavoro. gi

2.    Il comandante del corpo di polizia locale svolge tutte le funzioni dirigenziali di cui all'articolo 51, comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142, come sostituito dall'articolo 6, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Nei corpi di polizia locale aventi particolare complessità, il comandante può delegare a propri ufficiali lo svolgimento delle predette funzioni dirigenziali, nei casi e secondo le modalità stabilite con il regolamento comunale di cui all'articolo 3.

3.    L'incarico di comandante è attribuito, per un periodo non inferiore a cinque anni, dal sindaco, dal presidente della provincia ovvero dal presidente dell'assemblea dei sindaci della forma associativa di cui all'articolo 5, comma 2, a unità di personale in possesso del requisito dell'iscrizione all'elenco nazionale dei comandanti dei corpi di polizia locale, di cui all'articolo 13, ovvero a persona esterna all'ente che risulti in possesso del predetto requisito dell'iscrizione all'elenco nazionale, mediante contratto a tempo determinato ai sensi dell'articolo 51, comma 5-bis, della legge 8 giugno 1990, n. 142, come modificata dall'articolo 6, comma 4, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il personale assunto con contratto a tempo determinato, già dipendente di altre amministrazioni, ha diritto all'aspettativa, senza assegni. gi

4.    I comuni, le province e le forme associative di cui all'articolo 5, comma 2, possono altresì procedere alla assunzione dei comandanti dei rispettivi corpi di polizia locale mediante concorso pubblico. Sono ammessi al concorso pubblico, anche in carenza del titolo di studio, tutti coloro che risultino iscritti all'elenco nazionale di cui all'articolo 13, nonché il personale non iscritti all'elenco nazionale purché in possesso del diploma di laurea e degli altri requisiti richiesti dal bando di concorso. Qualora risulti vincitore un candidato non iscritto all'elenco nazionale di cui all'articolo 13, la formale assunzione delle funzioni di comandante è subordinata al conseguimento dell'idoneità al termine del corso di preparazione presso la scuola nazionale e l'iscrizione nell'elenco nazionale di cui all'articolo 13. Gli oneri finanziari derivanti dall'espletamento dei corsi di preparazione dei comandanti assunti mediante concorso pubblico che non risultino già iscritti nell'elenco nazionale di cui all'articolo 13 sono posti a carico dei comuni che hanno bandito il concorso, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.

 

 Art. 13
(Elenco nazionale dei comandanti dei corpi di polizia locale. Scuola nazionale per i comandanti dei corpi di polizia locale)

1.    Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica è istituito l'elenco nazionale dei comandanti dei corpi di polizia locale. Sono iscritti nell'elenco di cui al presente comma coloro i quali abbiano conseguito l'idoneità alle funzioni di comandante di polizia locale al termine di un corso di formazione svolto presso la Scuola nazionale per i comandanti dei corpi di polizia locale, di cui al comma 2 del presente articolo. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati gli aspetti relativi all'iscrizione e alla cancellazione dall'elenco nazionale di cui al presente comma.

2.    E' istituita la Scuola nazionale per i comandanti dei corpi di polizia locale, avente personalità giuridica di diritto pubblico e sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, con il compito di attuare corsi di preparazione e aggiornamento per i comandanti dei corpi di polizia locale e di compiere e promuovere studi per il miglioramento tecnico-amministrativo dei servizi di polizia locale: La Scuola è gestita da un consiglio di amministrazione, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composto da quattro rappresentanti designati dalla conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da un rappresentante designato dall'organizzazione sindacale degli addetti ai corpi di polizia locale maggiormente rappresentativa sul piano nazionale, da un rappresentante designato dall'associazione nazionale dei comandanti dei corpi di polizia locale maggiormente rappresentativa e da un rappresentante designato dall'associazione nazionale degli operatori di polizia locale maggiormente rappresentativa. Il consiglio elegge nel proprio seno il presidente, scegliendolo tra i componenti designati dalla Conferenza unificata. gi

3.    La Conferenza unificata stabilisce annualmente, sulla base dei programmi formativi approvati dalle singole regioni, il numero di posti complessivamente disponibili per il corso di formazione nazionale e provvede a ripartirli a livello regionale. Per l'ammissione al corso di formazione presso la Scuola nazionale le regioni bandiscono apposite prove selettive, cui possono partecipare i dipendenti abilitati all'esercizio delle funzioni di coordinamento e controllo. Ciascuna regione riserva ai comuni che desiderino farsi carico della formazione di proprie unità di personale una percentuale dei posti disponibili annualmente per l'ammissione ai corsi di formazione tenuti dalla Scuola nazionale, in tal caso gli oneri finanziari per la formazione delle unità di personale sono posti a carico dei rispettivi comuni di appartenenza, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. I restanti oneri finanziari derivanti dallo svolgimento presso la Scuola nazionale dei corsi di formazione, nonché dei corsi di aggiornamento, di cui al comma 5 del presente articolo, sono posti a carico del fondo nazionale di cui all'articolo 208 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'articolo 10.

4.    La scelta della sede della Scuola nazionale è effettuata con decreto del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. gi

5.    L'attività formativa della Scuola nazionale è programmata dal consiglio di amministrazione, sentita la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. I programmi didattici prevedono anche specifici corsi di aggiornamento annuale per i comandanti dei corpi di polizia locale in carica, anche con riferimento alle materie oggetto di funzioni di polizia amministrativa disciplinate dalle leggi regionali. Gli oneri finanziari derivanti dalle attività di aggiornamento relative alle materie oggetto di funzioni di polizia amministrativa disciplinate dalle leggi regionali sono posti a carico delle regioni interessate, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.

 

 Art. 14
(Abilitazione al porto d'armi)

1.    I comuni, le province e le forme associative di cui all'articolo 5, comma 2, comunicano al prefetto, ai fini dell'abilitazione al porto d'armi senza licenza, i nominativi dei nuovi assunti del corpo di polizia locale risultati idonei al corso di formazione. gi

2.    Con decreto del Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui al Capo III del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinati i casi e le modalità in cui è ammesso il porto d'armi senza licenza, da parte degli ufficiali e degli agenti di polizia locale, nonché la tipologia delle armi in dotazione e le modalità di accesso ai poligoni di tiro per l'addestramento al loro uso.

3.    Agli ufficiali e agli agenti di polizia locale può essere concesso, previa autorizzazione e fatta salva la garanzia della funzionalità del servizio, di non portare le armi di cui sono dotati, fermo restando l'obbligo di assicurare lo svolgimento delle funzioni cui sono preposti. Gli ufficiali, i Comandanti dei corpi di polizia locale ed i sindaci si intendono sollevati da qualsivoglia responsabilità per incidenti accaduti in servizio ad agenti e ad ufficiali a causa dello svolgimento delle rispettive funzioni in carenza dell'arma.

4.    Gli ufficiali e gli agenti di polizia locale hanno facoltà di portare le armi di cui sono dotati anche fuori servizio, nell'intero territorio nazionale.

5.    All'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, il comma 134 è abrogato. gi

 

Art. 15
(Veicoli di servizio)

1.    I veicoli di servizio in dotazione ai corpi di polizia locale sono esenti dalla tassa di proprietà e da tributi straordinari. Gli apparati radio ricetrasmittenti utilizzati a fini istituzionali operano in regime di esenzione fiscale.

2.    E' vietato l'uso dei veicoli di servizio per scopi diversi da quelli a cui sono stati originariamente adibiti. gi

3.    La conduzione dei veicoli di servizio è riservata al personale munito di apposita patente di guida rilasciata dall'amministrazione provinciale, previo superamento di specifici corsi di addestramento periodicamente organizzati nell'ambito delle attività formative di cui all'articolo 9.

4.    Fermo restando quanto previsto dall'articolo 139 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, nel caso di incidenti verificatisi in occasione dello svolgimento dei compiti di servizio la patente di guida di cui al comma 3 è sospesa dai competenti uffici dell'amministrazione provinciale. La sospensione non produce effetti sulla validità della patente di guida personale.

5.    Nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, in attesa dell'organizzazione dei corsi previsti dal comma 3, cui devono partecipare agenti, ufficiali e comandanti in servizio ovvero successivamente assunti, sono abilitati all'uso dei veicoli di servizio tutti gli addetti ai corpi di polizia locale in possesso di patente di guida. gi

 

Art. 16
(Coordinamento delle forze di polizia)

1.    Per ambiti territoriali limitati, contermini ed omogenei i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica costituiscono organismi tecnici, presieduti dal prefetto o da un funzionario da lui delegato, ai quali partecipano i comandanti dei corpi di polizia locale, ivi compresi i comandanti dei corpi di polizia provinciale, ove istituiti, operanti sui territori di riferimento, nonché i rappresentanti territoriali dell'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di finanza, del corpo dei vigili del fuoco, del corpo forestale dello stato e dei servizi di protezione civile. Tali organismi tecnici definiscono le modalità di collaborazione tra le varie strutture e formulano protocolli di intervento che escludano la sovrapposizione degli interventi tra i diversi corpi e definiscano i flussi informativi reciproci e le modalità di coordinamento. gi

2.    Gli ufficiali e gli agenti dei corpi di polizia locale possono accedere direttamente alle informazioni contenute negli archivi del Ministero dell'interno, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministero dell'interno, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

 

Art. 17
(Personale ausiliario e volontario)

1.    Ai servizi di polizia locale può essere aggregato personale ausiliario che risponde funzionalmente al responsabile del servizio. Le unità di personale ausiliario non assumono la qualifica di agente di polizia locale. Il personale ausiliario è utilizzato per le attività amministrative tecniche interne ai corpi di polizia locale. gi

2.    Nell'area amministrativa e tecnica aggregata al corpo di polizia locale possono essere inseriti agenti e ufficiali che per inidoneità fisica non sono più in grado di svolgere le specifiche funzioni di istituto. L'inserimento nell'organico amministrativo e tecnico provoca la sospensione dell'abilitazione al porto d'armi rilasciata ai sensi dell'articolo 14.

3.    Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della difesa e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è approvata una convenzione con l'associazione dei carabinieri in congedo, con l'associazione degli agenti della polizia di Stato a riposo e con l'associazione degli agenti della Guardia di finanza in congedo, per l'utilizzazione, da parte dei comuni che ne facciano richiesta, di loro aderenti in qualità di volontari a supporto delle attività dei rispettivi corpi di polizia locale. Analoga facoltà è concessa ai comuni con riferimento agli agenti e agli ufficiali dei corpi di polizia locale a riposo, previa stipula di una convenzione con la relativa associazione. gi

4.    Fermo restando quanto previsto dall'articolo 17, commi 132 e 133, della legge 15 maggio 1997, n. 127, il regolamento del servizio di polizia locale di cui all'articolo 3 può prevedere la costituzione e l'utilizzazione di strutture ausiliarie di cittadini volontari limitatamente all'esercizio di funzioni di supporto alle attività degli agenti e degli ufficiali di polizia locale, con riferimento alle competenze in materia di polizia ittico-venatoria, ecologica ed ambientale.

 

 Art. 18
(Progressione in carriera del personale. Disposizione transitoria)

1.    Le progressioni in carriera del personale dei corpi di polizia locale sono disciplinati da ciascun comune e da ciascuna provincia nell'ambito dei rispettivi regolamenti degli uffici e del personale. Le leggi regionali di cui all'art. 2 favoriscono l'applicazione dei meccanismi di progressione in carriera mediante procedure selettive e corsi-concorso.

2.    Gli ufficiali di polizia locale nominati in servizio che non abbiano l'idoneità all'esercizio delle funzioni di coordinamento e controllo possono essere confermati nell'incarico subordinatamente al conseguimento dell'idoneità al termine di un corso di formazione, secondo le modalità stabilite con le leggi regionali di cui all'articolo 2.

3.    Fino al completamento dei processi di formazione professionale degli ufficiali di polizia locale che non risultino già in possesso dell'idoneità all'esercizio delle funzioni di coordinamento e controllo, queste ultime continuano ad essere esercitate dagli addetti ai corpi di polizia locale ad esse preposti alla data di entrata in vigore della presente legge, ivi compresi gli addetti facenti funzioni di comandante in comuni con più di un agente di polizia locale ma che non possiedano i requisiti già previsti dall'articolo 7 della legge 7 marzo 1986, n. 65, e successive modificazioni, per la costituzione di un corpo di polizia municipale. gi

 

 Art. 19
(Norme in materia di contrattazione collettiva)

1.    Il rapporto di lavoro degli addetti ai corpi di polizia locale è disciplinato dai contratti collettivi ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni. gi

2.    Ferma restando l'appartenenza al comparto di contrattazione collettiva stabilito in conformità alla procedura prevista dall'articolo 45 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo 4 novembre 1997, n. 396, sono adottate in sede contrattuale apposite misure riguardanti il settore della polizia locale, al fine di tenere conto delle differenze funzionali interne al settore e della specificità del personale dei corpi di polizia locale.

 

 Art. 20
(Norme in materia previdenziale e di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro)

1.    Gli addetti ai corpi di polizia locale hanno le stesse prerogative degli appartenenti alla Polizia di Stato ad ordinamento civile in materia di previdenza ed assistenza, assicurazione, prevenzione degli infortuni, speciali elargizioni o riconoscimenti per le vittime del dovere e per i loro familiari, malattie professionali, attività usuranti e tutela legale.

2.    Al personale dei corpi di polizia locale è corrisposta una indennità di polizia pensionabile nella misura determinata dai contratti collettivi nazionali di lavoro in relazione ai singoli livelli professionali raggiunti, al grado di responsabilità attribuita e alla natura delle funzioni svolte. gi

3.    Ai sensi dell'articolo 40 del testo unico concernente le disposizioni sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale è tenuto, con proprio decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad apportare le opportune modifiche al decreto ministeriale 18 giugno 1988, recante nuova tariffa dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per il settore industriale, e relative modalità di applicazione, al fine di istituire una apposita classe di rischio per il personale dei corpi di polizia locale adeguata ai compiti di istituto da esso assolti ed equivalente alla classe di rischio prevista per gli appartenenti alle forze della Polizia di Stato. gi

4.    E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica un fondo di assistenza e previdenza per il personale dei corpi di polizia locale, con amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio, che si avvale di un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la tesoreria centrale dello Stato, denominato "Presidenza del Consiglio dei ministri - fondo nazionale di assistenza e previdenza per il personale dei corpi di polizia locale", nel quale sono versate le somme di cui all'articolo 208, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal comma 5 del presente articolo. Il fondo persegue finalità di assistenza e di previdenza a favore del personale dei corpi di polizia locale, con particolare riferimento all'assistenza del personale in servizio e in quiescenza e dei relativi familiari in situazioni di bisogno, all'erogazione di assegni mensili in caso di malattia di durata superiore a quella contrattualmente stabilità, al pagamento contributivo degli oneri legati al riconoscimento di attività usuranti e alla stipulazione di polizze assicurative. Con decreto del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di riconoscimento e di erogazione delle prestazioni di cui al presente comma e sono disciplinate la composizione e le competenze degli organi direttivi del fondo.

5.    All'articolo 208, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: "del personale della Polizia di Stato," sono inserite le seguenti: "dei corpi di polizia locale,".

 

 Art. 21
(Abrogazione)

1.    E' abrogata la legge 7 marzo 1986, n. 65, e successive modificazioni. gi

[ Gli atti sulla riforma della legge 65/86 ]

[ La legge 65/86 ] [ Il testo di settembre ] [ Il pdl del 4/5/99 ]