S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

Il testo unificato del 17 gennaio 2001
Nuovo testo approvato dalla Commissione

Legge-quadro sull'ordinamento della
polizia locale.

nota:
nel presente testo le modifiche apportate al testo unifica del 11 gennaio sono segnate come appresso:
parti inserite
parti cassate

 

Articolo 1.
Quadro di applicazione

1. I comuni, singoli o associati, e le province, mediante l'impiego di proprio personale, organizzato con le modalità previste dallo statuto e dal regolamento, in conformità alle norme dell'ordinamento regionale svolgono:
a) le funzioni di polizia amministrativa in via esclusiva, relativamente a tutte le materie di competenza degli enti locali attribuite o delegate;
b) le attività di prevenzione e repressione delle situazioni e dei comportamenti che possono pregiudicare la convivenza civile, il decoro dell'ambiente, la qualità della vita locale, che non siano riservate alla competenza esclusiva delle forze di polizia dello Stato.

2. Qualora siano istituiti corpi di polizia locale, comandati da personale idoneo ai sensi dell'articolo 4, comma 7, essi possono anche concorrere alla sicurezza pubblica collaborando con le forze di polizia dello Stato alla prevenzione e repressione dei reati, secondo le modalità di cui alla presente legge, svolgendo le seguenti attività:
a)
in caso di reati in materie diverse da quelle attribuite o delegate all'ente di appartenenza, svolgono gli atti di polizia giudiziaria previsti dalla legge e riferiscono, ai sensi dell'articolo 347 del codice di procedura penale, all'autorità giudiziaria;
b)
nell'esercizio dei compiti di vigilanza sul territorio, ferme restando le dipendenze funzionali previste dall'articolo 3, comma 2, riferiscono all'Autorità di pubblica sicurezza su qualunque fatto che possa rilevare ai fini dell'ordine pubblico;
c)
svolgono le funzioni di pubblica sicurezza proprie delle forze di polizia dello Stato, previa intesa tra il Prefetto e il Sindaco o il Presidente della provincia, o l'assessore da questi delegato;
d)
prestano soccorso in caso di calamità, catastrofi ed altri eventi che richiedano interventi di protezione civile.

3. Per corpi di polizia locale si intendono strutture complesse costituite stabilmente dal comandante e da un numero minimo di addetti definito da ciascuna regione secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e successive modificazioni.
3-bis. Nell'esercizio dei compiti di vigilanza sul territorio restano ferme le dipendenze funzionali previste dall'articolo 3, comma 2.
4. Per un periodo non superiore a tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, il prefetto, d'intesa con i sindaci dei comuni interessati, può abilitare alle funzioni di cui al comma 2 anche gli operatori di polizia municipale che operino in enti privi di corpo.

Articolo 2.
Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale di pubblica sicurezza.

1. Il personale che svolge le funzioni di cui all'articolo 1 comma 1, nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza, o dell'ente presso cui è comandato, e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercita anche:
a)
funzioni di polizia giudiziaria, rivestendo a tal fine la qualità di agente di polizia giudiziaria, riferita agli operatori, o di ufficiale di polizia giudiziaria, riferita ai responsabili del servizio o del corpo e agli addetti al coordinamento e al controllo, ai sensi dell'articolo 221, comma 3
articolo 57 del codice di procedura penale, limitatamente ai reati connessi con materie di competenza esclusiva;
b)
servizio di polizia stradale, ai sensi dell'articolo 137 del testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n 393
articolo 12 del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
c)
funzioni di pubblica sicurezza al fine di collaborare nell'ambito delle attività di cui all'articolo 1, comma 1, lett. b), con le forze della Polizia di Stato.

 

Articolo 3.
Attribuzioni degli operatori locali di polizia locale.
Attribuzione della qualifica di agente ed ufficiale di pubblica sicurezza ai componenti dei corpi di polizia locale.

1. All'attività di polizia locale di cui all'articolo 1, comma 2, è addetto il personale del corpo cui sia stata attribuita la qualifica di operatore locale di pubblica sicurezza specifica qualifica. Tale personale, nell'ambito territoriale di appartenenza o dell'ente presso cui è comandato, oltre ad esercitare il controllo sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti nelle materie di cui all'articolo 1, comma 1, procedendo all'accertamento delle relative violazioni, svolge i compiti previsti dall'articolo 1, comma 2 e a tal fine sono ad esso attribuite le qualifiche di:
a)
agente di polizia giudiziaria, riferita agli agenti o di ufficiale di polizia giudiziaria, riferita agli addetti al coordinamento ed al controllo e al comandante del corpo
ai sensi dell'articolo 57 del codice di procedura penale, comma 2, lettera b) per i primi e comma 3 riguardo ai secondi;
b)
agente di pubblica sicurezza
, riferita agli agenti o di ufficiale di pubblica sicurezza agli addetti al coordinamento ed al controllo e al comandante del corpo.

2. Nel rispetto del principio di separazione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo e funzioni attinenti alla gestione operativa, i comandanti dei corpi di polizia locale dipendono unicamente dal Sindaco, dal Presidente della Provincia o dall'assessore da questi delegato per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, con l'eccezione delle funzioni di polizia giudiziaria.
3.
Nell'ambito delle predette funzioni il presidente della provincia, il sindaco o l'assessore da questi delegato, impartisce le direttive, vigila sull'espletamento del servizio e adotta i provvedimenti previsti dalle leggi o dai regolamenti.

 

Articolo 4.
Qualifica di operatore locale di pubblica sicurezza.
Qualificazione dei componenti i corpi di polizia locale

1. L'attribuzione della qualifica di operatore locale agente od ufficiale di cui all'articolo 3 di pubblica sicurezza è effettuata dal prefetto ed è subordinata al superamento di un esame di idoneità al termine di un corso di formazione teorica e pratica, istituito ed organizzato a livello locale, regionale o interregionale secondo modalità previste dalla normativa regionale, e al superamento di una prova conclusiva psico-attitudinale. L'attribuzione della qualifica abilita al conferimento delle funzioni in tutto il territorio nazionale.
2.
Con regolamento, di cui all'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, adottato dal Ministro dell'Interno, sentita la Conferenza unificata di cui al capo terzo del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuate le materie che obbligatoriamente debbono essere inserite nei piani di studio dei corsi di cui al precedente comma
nonché i requisiti per la prova psico-attitudinale. Con lo stesso regolamento sono determinati altresì i requisiti fisici per l'accesso.
3.
Il personale addetto alle funzioni di polizia provinciale o municipale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge si intende abilitato alla funzione di operatore locale
agente od ufficiale di pubblica sicurezza, con l'attribuzione della relativa qualifica. I presidenti delle province e i sindaci entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge trasmettono al Prefetto l'elenco degli operatori interessati.
4.
La qualifica di operatore locale di pubblica sicurezza non può essere attribuita a coloro che:
a)
non godano dei diritti civili e politici;
b)
abbiano subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o che siano sottoposti a misure di prevenzione;
c)
siano stati destituiti dai pubblici uffici o siano stati espulsi dalle forze armate o dai corpi militarmente organizzati.

5. La qualifica di operatore locale di pubblica sicurezza è articolata i componenti i corpi di polizia locale in possesso della qualifica di agente o di ufficiale di pubblica sicurezza si articolano nelle seguenti figure professionali:
a)
agente;
b)
addetto al coordinamento e al controllo;
c)
comandante del corpo.

6. Lo svolgimento dell'attività di coordinamento e controllo è subordinato al conseguimento dell'idoneità al termine di un apposito corso di formazione organizzato, secondo quanto stabilito dalla normativa regionale, a livello locale, regionale o interregionale, in cui siano state inserite le materie obbligatoriamente previste dal regolamento ministeriale di cui al comma 2. Il riconoscimento dell'idoneità allo svolgimento dell'attività di coordinamento ha validità ai fini dello svolgimento della medesima in tutto il territorio nazionale. Il conferimento delle relative funzioni avviene secondo le norme stabilite dal regolamento locale e i relativi inquadramenti nonché le eventuali indennità sono definite in sede di contrattazione collettiva nazionale. Le unità di personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, che svolgano funzioni di coordinamento e controllo formalmente attribuite, sono considerate a tutti gli effetti idonee.
7.
Lo svolgimento dell'attività di comandante di corpo di polizia locale è subordinata al possesso dell'idoneità. D'intesa tra la Scuola superiore per la formazione e la specializzazione di dirigenti della pubblica amministrazione locale di cui all'articolo 17, comma 77, della legge 15 maggio 1997, n. 127, la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia e le regioni è organizzato anche a livello regionale o interregionale un apposito corso annuale di formazione, disciplinato con il regolamento di cui all'articolo 4, comma 2. Il superamento con esito favorevole del corso conferisce l'idoneità. Il riconoscimento dell'idoneità ha validità ai fini dello svolgimento dell'attività di comandante di corpo di polizia locale in tutto il territorio nazionale. In sede di prima applicazione della legge sono abilitati al comando:
a)
i comandanti dei Corpi di polizia locale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge;
b)
coloro che abbiano svolto la funzione di Comandante di corpo di polizia locale ovvero di responsabili di servizio anche associato composto dal almeno sette operatori, per almeno tre anni;
c)
gli addetti al coordinamento e al controllo in possesso di qualifica dirigenziale alla data di entrata in vigore della presente legge e che svolgano tale funzione da almeno tre anni;
d)
i vicecomandanti dei corpi di polizia municipale o provinciale, i cui posti risultino regolarmente istituiti e coperti mediante concorso pubblico da almeno tre anni.

Articolo 5.
Disciplina dell'armamento.

1. I regolamenti approvati dall'organo consiliare di ciascun ente locale individuano i servizi di polizia locale che possono essere espletati con l'impiego di armi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal regolamento di cui al comma 2.
2.
Con regolamento adottato dal Ministro dell'Interno, ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la Conferenza unificata di cui al capo III del decreto legislativo 28 agosto 1998, n. 281, sono stabiliti i criteri generali ai quali debbono uniformarsi i regolamenti di cui al primo comma, concernenti:
a)
la determinazione dei requisiti soggettivi richiesti per l'affidamento delle armi;
b)
l'individuazione dei servizi da svolgere con l'impiego delle armi;
c)
le modalità di espletamento dei servizi di cui alla lettera b);
d)
la determinazione dei casi in cui non è consentito assegnare singoli appartenenti al Corpo a servizi che richiedono l'impiego delle armi;
e)
gli obblighi degli enti locali e del personale in ordine alla consegna, alla tenuta e alla custodia delle armi e delle relative munizioni;
f)
le tipologie delle armi e delle munizioni in dotazione;
g)
l'addestramento al tiro e l'accesso del personale ai poligoni.

3. Il personale porta senza licenza le armi in dotazione qualora i servizi ai quali è assegnato ne prevedano l'impiego.

4.
Il porto delle armi in dotazione è ammesso in via continuativa anche fuori dal territorio dell'ente di appartenenza laddove previsto dal regolamento di cui al comma 1. Il regolamento di cui al comma 2 elenca, altresì, i casi in cui l'abilitazione al proto delle armi è sospesa di diritto.

Art. 5-bis.
(Abilitazione alla guida di veicoli di servizio).

La conduzione di veicoli in dotazione ai corpi di polizia locale è riservata al personale munito di apposita patente di guida rilasciata dal prefetto della provincia nella quale il dipendente presta servizio, previo superamento di specifici corsi di addestramento da effettuare durante la formazione di cui all'articolo 4. In fase di prima applicazione, per il personale in servizio, si prescinde dal superamento del corso

 

Articolo 6.
Disposizioni in materia di contrattazione, previdenziale e assicurativa connesse alla qualifica di operatore locale di pubblica sicurezza.

1. Il rapporto di lavoro degli addetti ai corpi e ai servizi di polizia locale è disciplinato dai contratti collettivi ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni. Ferma restando l'appartenenza al comparto di contrattazione collettiva stabilito in conformità alle procedure previste dall'articolo 45 del Decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 come sostituito dall'articolo 1 del Decreto legislativo 4 novembre 1997, n. 396, sono adottate in sede contrattuale apposite misure riguardanti il settore della polizia locale, al fine di tenere conto delle differenze funzionali interne al settore e alla specificità del personale.
2.
A decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, agli operatori di polizia locale provvisti della qualifica di cui all'articolo 3 si applicano, in materia previdenziale, le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165, in quanto compatibili. Nei procedimenti a carico dei medesimi soggetti per fatti compiuti in servizio e relativi all'uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica si applica l'articolo 32 della legge 22 maggio 1975, n. 152. Si applica, inoltre, la disciplina vigente per la Polizia di Stato in materia di speciali elargizioni e riconoscimenti per le vittime del dovere e per i loro familiari.
3.
Al personale in possesso della qualifica di cui all'articolo 3 è corrisposta una indennità locale di pubblica sicurezza
del personale di polizia locale è corrispondente un'indennità di pubblica sicurezza pensionabile nella misura determinata dai contratti collettivi nazionali di lavoro in relazione al sistema di classificazione, al grado di responsabilità attribuita e alla natura delle funzioni svolte. Le indennità di vigilanza previste alla data di entrata in vigore della presente legge confluiscono nell'indennità locale di pubblica sicurezza.
4.
Ai sensi dell'articolo 40 del testo unico concernente le disposizioni sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale è tenuto ad emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge un proprio decreto destinato ad apportare le opportune modifiche al decreto ministeriale 18 giugno 1988, recante nuova tariffa dei premi per l'assicurazione sul lavoro e le malattie professionali per il settore industriale e relative modalità di applicazione, al fine di istituire una apposita classe di rischio per il personale della polizia locale, adeguata ai compiti da esso assolti, ed equivalente al trattamento previsto per gli appartenenti alle forze della polizia di Stato.

Articolo 7.
Modifiche della normativa vigente.

1. All'articolo 16, secondo comma della legge 1o aprile 1981, n. 121, è aggiunto, in fine il seguente periodo: «Nei limiti e con le modalità previsti dal relativo ordinamento possono essere chiamati a concorrere nell'espletamento di servizi di sicurezza pubblica i corpi di polizia locale».
2.
All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo. 19 settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni, dopo le parole: «dei servizi di protezione civile» sono inserite le seguenti: «e dei corpi di polizia locale».
3.
All'articolo 1, comma 57, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, dopo le parole «del corpo nazionale dei vigili del fuoco» sono inserite le seguenti: «nonché del personale dei corpi di polizia locale dotato della qualifica di operatore locale
agente o ufficiale di pubblica sicurezza».
4.
All'articolo 208, comma 2, lettera a) del Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: «del personale della Polizia di Stato» sono inserite le seguenti: «dei corpi di polizia locale».
4-bis. Il primo comma dell'articolo 16-quater del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, è sostituito dal seguente:
«Gli operatori di polizia locale possono accedere ai sistemi informativi automatizzati del pubblico registro automobilistico e della direzione generale della motorizzazione civile, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nonché agli schedari del centro elaborazione dati del Ministero dell'interno di cui all'articolo 8 della legge 1o aprile 1981, n. 121, specificatamente individuati in relazione alle funzioni attribuite ai corpi medesimi della legge, nei limiti e con le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali».
4-ter. Il decreto del Ministro dell'interno previsto dall'articolo 16-quater, primo comma, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, come modificato dal presente articolo, è emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge

5.
All'articolo 17, della legge 15 maggio 1997, n. 127, il comma 134 è abrogato.
6.
È abrogata la legge 7 marzo 1986, n. 65 e successive modificazioni.

Articolo 8.
Copertura finanziaria.

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 5 miliardi annui a decorrere dall'anno 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, all'unità revisionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno finanziario 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'Interno.
2.
Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

gi

[ Gli atti sulla riforma della legge 65/86 ]

[ La legge 65/86 ] [ Il testo del 9/7/98 ] [ Il pdl del 4/5/99 ] [ Il pdl del 16/9/98 ]