S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

Il parere reso dalla Va Commissione -bilancio-
al pdl di modifica della 65/86
licenziato dalla Ia Commissione Affari Costituzionali della camera il 4 maggio 1999

Antonio BOCCIA, presidente, , sostituendo il relatore, osserva che il provvedimento, consistente in un testo unificato di numerose proposte di legge di iniziativa parlamentare e recante norme sull'ordinamento della polizia locale, è stato definito dalla Commissione di merito nella seduta del 4 maggio 1999, nella quale è stato concluso l'esame degli articoli.

    Il testo unificato, privo di relazione tecnica, presenta numerose norme suscettibili di recare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Al riguardo segnala: gi

l'articolo 3, comma 2, che affida alle regioni il compito di provvedere a taluni adempimenti che appaiono onerosi - in particolare alle lettere b), che prevede la concessione di incentivi e sovvenzioni per agevolare la costituzione delle forme associative tra i comuni minori, e c), che prevede l'incentivazione delle forme di collaborazione e coordinamento fra i corpi di polizia locale - senza contestualmente nulla stabilire in ordine alle risorse finanziarie con cui farvi fronte;

gli articoli 3, comma 2, lettera f), e 6, comma 1, recanti disposizioni sui parametri minimi di riferimento per la determinazione delle dotazioni organiche dei corpi di polizia locale e del numero minimo di addetti. Al riguardo il Servizio del bilancio osserva che le norme possono determinare un incremento degli addetti alla polizia locale, oltre a quelli che già operano nei Corpi o nei servizi di polizia municipale e che s'intende abilitato, secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 8, del provvedimento in esame, alle funzioni di operatore di polizia locale. Sarebbe pertanto opportuno un chiarimento sugli oneri per eventuali nuove assunzioni da parte degli enti locali;

gli articoli 11 e 12, che prevedono, rispettivamente, norme per l'istituzione di un corso di formazione per il conseguimento dell'abilitazione e modifiche all'articolo 208 del decreto legislativo n. 285 del 1992. Al comma 5 dell'articolo 12 si prevede, in particolare, che gli oneri retributivi e previdenziali ed inerenti ai corsi di formazione e aggiornamento professionale siano coperti attraverso la destinazione al Ministero dell'interno del 5 per cento dei proventi delle sanzioni applicate in caso di violazioni del codice della strada (all'articolo 208, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 285 del 1992). Manca, comunque, una qualsiasi quantificazione degli oneri recati dalla disposizione mentre la formula di copertura utilizzata non appare corretta né sul piano sostanziale, dal momento che vengono utilizzate delle entrate del tutto incerte ed eventuali, né su quello del rispetto della normativa contabile, dal momento che si prevede che i proventi di cui all'articolo 208 del decreto legislativo 1992, n. 285, siano versati in un apposito capitolo di entrata da istituire nello stato di previsione del Ministero del bilancio, del tesoro e della programmazione economica ed affluiscano in apposito capitolo da istituire nell'ambito dell'unità previsionale di base 3.1.2.2 dello stato di previsione del Ministero dell'interno: dovrebbe invece prevedersi che le somme in questione affluiscano allo stato di previsione dell'entrata, invece che allo stato di previsione del Ministero del tesoro, ai fini della loro successiva riassegnazione allo stato di previsione del Ministero dell'interno;
l'articolo 13, che prevede che gli enti locali provvedano ad organizzare le attività di riqualificazione professionale, senza specificare l'entità dei relativi oneri e disponendo per la copertura l'elevazione al 7 per cento della quota dei proventi delle sanzioni previste dall'articolo 208, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 285 del 1992. Anche in questo caso, oltre a mancare un'esatta quantificazione dell'onere recato, vengono utilizzate come copertura delle entrate meramente eventuali e, pertanto, incerte ed indeterminate. Sul complesso degli articoli 11, 12 e 13, il Servizio del bilancio ritiene necessaria una stima sui costi derivanti dalle norme in esame, al fine di valutare se la copertura degli oneri mediante l'utilizzo delle quote derivanti dalle sanzioni amministrative comminate per violazioni al codice della strada sia congrua;
gi

l'articolo 17, recante disposizioni per il Comandante del Corpo di polizia locale. Al riguardo il Servizio del bilancio osserva che sarebbe opportuno un chiarimento sugli oneri recati dall'articolo, in particolare sui miglioramenti economici stipendiali derivanti dall'attribuzione della qualifica dirigenziale al personale che andrà a rivestire la qualifica di Comandante;

l'articolo 18, che prevede (comma 1) l'istituzione di una sezione per la formazione dei Comandanti dei Corpi di polizia locale, dotata di un apposito comitato tecnico-scientifico (comma 3), nell'ambito della Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale: tale disposizione sembra dar luogo a nuovi oneri non quantificati né coperti;
l'articolo 19, comma 4, che prevede la facoltà per l'amministrazione interessata di bandire un concorso per titoli ed esami per l'individuazione del comandante del Corpo di polizia locale: infatti, pur trattandosi di una facoltà, occorrerebbe che il Governo chiarisse se i nuovi oneri derivanti dall'organizzazione del concorso possano rientrare fra gli ordinari stanziamenti di bilancio a disposizione degli enti locali o se essi rientrino fra quelli genericamente quantificati dall'articolo 27, recante la norma di copertura finanziaria;

l'articolo 21, comma 1, che prevede che i veicoli di servizio in dotazione ai corpi di polizia locale sono esenti dalla tassa automobilistica e da tributi straordinari e che gli apparati di trasmissione radio utilizzati a fini istituzionali operano in regime di esenzione fiscale. Il Governo dovrebbe chiarire se le esenzioni previste possano determinare una perdita di gettito per l'erario, con conseguenze negative sul bilancio dello Stato, e se essi rientrino tra la quantificazione generale degli oneri recata dall'articolo 27. Anche il Servizio del bilancio ritiene necessario che il Governo quantifichi il mancato gettito fiscale derivante dalle esenzioni previste;
gi

l'articolo 23, il quale prevede, al comma 1, che si applichino agli addetti ai corpi di polizia locale le disposizioni in materia previdenziale e di assistenza previste per gli appartenenti alla Polizia di Stato; al comma 2, l'attribuzione di un'indennità di polizia locale pensionale agli addetti ai corpi di polizia locali; al comma 4, che gli oneri finanziari derivanti dagli incrementi dovuti in conseguenza della rideterminazione contrattuale dell'indennità di cui al comma 2 sono posti a carico del fondo nazionale di cui all'articolo 208 del decreto legislativo n. 285 del 1992. Anche in tal caso manca ogni forma di quantificazione dell'onere. Al riguardo il Servizio del bilancio ritiene necessario che il Governo fornisca la quantificazione degli oneri derivanti dall'articolo; in particolare, la quantificazione sull'indennità di polizia locale è necessaria anche per valutare la congruità della copertura a carico del fondo per le sanzioni amministrative da violazioni al codice della strada;
l'articolo 24, che prevede: al comma 1, la concessione di mutui decennali da parte della Cassa depositi e prestiti al fine di favorire il processo di riorganizzazione dei servizi di polizia locale; al comma 2, che ai comuni possano essere concessi mutui per un ammontare annuo di lire 100 miliardi il cui onere di ammortamento, limitatamente ad una quota pari al 50 per cento, è posto a carico del bilancio dello Stato; al comma 3, che ai singoli comuni titolari di propri corpi di polizia locale possono essere concessi mutui per 100 miliardi annui complessivi, il cui onere di ammortamento è posto per il 30 per cento a carico del bilancio dello Stato. Anche in questo caso occorrerebbe chiarire quale sia l'ammontare esatto dell'onere recato dalla disposizione; anche il Servizio del bilancio ritiene necessaria una stima del Governo sugli oneri per l'ammortamento a carico del bilancio dello Stato dei mutui concessi in base alle norme in esame;
gi

infine, l'articolo 27, recante la clausola di copertura finanziaria: esso prevede che all'onere derivante dall'attuazione del provvedimento, quantificato in lire 50 miliardi annui a decorrere dall'anno 1999, si provvede mediante riduzione del fondo speciale di parte corrente, iscritto nel bilancio triennale 1999-2001, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno. Al riguardo osserva che la quantificazione dell'onere in 50 miliardi annui non deriva da una ricostruzione puntuale, come osservato in precedenza, degli oneri recati dalle singole disposizioni. La verifica di tale quantificazione, pertanto, presuppone che si disponga della relazione tecnica sul provvedimento in esame. Inoltre, segnala che l'accantonamento del fondo speciale di parte corrente relativo al Ministero dell'interno reca attualmente disponibilità solo per l'anno 2001.

Infine, segnala che l'articolo 6 sembra prevedere un obbligo per ogni comune di assumere almeno 7 vigili urbani: la disposizione appare suscettibile di originare maggiori oneri a carico dei bilanci comunali, dal momento che in molti comuni il numero dei vigili è inferiore a tale soglia.

Propone pertanto che il Comitato deliberi di rinviare il seguito dell'esame del provvedimento, richiedendo al Governo la relazione tecnica sui suoi effetti finanziari.

Il sottosegretario Natale D'AMICO concorda con la necessità di disporre della relazione tecnica sugli effetti finanziari del provvedimento, rilevata dal Presidente. gi

Il Comitato, approvando la proposta formulata dal relatore, delibera di rinviare ad altra seduta il seguito dell'esame del provvedimento e di richiedere al Governo relazione tecnica sugli effetti finanziari ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 3, della legge n. 468 del 1978, e successive modificazioni. gi

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