U.Si.Po.L.

Unione Sindacati Polizia Locale

(OSPOL-SIAPOL-SILPOL)

 

Roma, 10/6/2004

 

 

 

            L’Ufficio legislativo dell’U.Si.Po.L. OSPOL-SIAPOL-SILPOL (aderenti FIADEL/CSA) inizia le analisi delle varie proposte di legge sulla Polizia Locale, giacenti in Commissione Affari Costituzionali, onde accelerare l’iter ed informare la Categoria sulle incongruenze giuridiche, le incostituzionalità ed ogni altra negatività, rappresentata nelle varie proposte di leggi succitate.

 

            Inizia l’analisi dall’ultima proposta di legge presentata dall’On. Saia e altri.

 

L’U.Si.Po.L si pone come garante della Categoria affinché vengano scongiurate controriforme ed alchimie politiche in danno della Polizia Locale d’Italia.

 

 

NOTA SINDACALE DI COMMENTO ALLA PROPOSTA DI LEGGE N. 4893

DI RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE

 

La dettagliata disamina che l’Ufficio Legislativo ha compiuto a riguardo della relazione introduttiva e dell’articolato che compongono la Proposta di Legge n. 4893, d’iniziativa dei deputati Saia, Carrara, Alberto Giorgetti, Migliori e Raisi ed intitolata “Legge quadro sull’ordinamento delle Polizie Locali”, induce ad alcune brevi riflessioni di carattere strettamente sindacale.

Anzitutto, è opportuno riepilogare i punti essenziali, con l’avvertenza di distinguere quel che c’è, nella Proposta, e quel che non c’è, ovvero, quel che, a parere di questa Unione, dovrebbe esserci, in una riforma che fosse veramente migliorativa, e non peggiorativa, dello stato giuridico attuale delle Polizie Locali.

   A)      Quel che c’è:

-         -         attribuzione della titolarità delle funzioni di polizia locale ai comuni e alle province;

-         -         riduzione del ruolo della Regione a semplici compiti di coordinamento e controllo dei corpi di polizia locale compresi nel territorio di competenza;

-         -         eliminazione dei corpi e strutture della Polizia Provinciale i cui mezzi, personale e strutture sono fatti confluire nei corpi di polizia municipale;

-         -         ripristino integrale dell’esclusività del Comune, in qualità di unico titolare delle funzioni di polizia locale che, in realtà, è polizia municipale a tutti gli effetti;

-         -         conseguente riattribuzione alla figura del sindaco delle competenze – praticamente esclusive – in materia di polizia locale;

-         -         ampliamento dei poteri di intervento, controllo e organizzazione dei servizi in capo al prefetto, al questore ed alle polizie statali;

-         -         irrigidimento, ovvero esasperazione della delimitazione territoriale dell’attività dei corpi di polizia locale/municipale al Comune di appartenenza con annessa predisposizione di controlli obbligatori, da parte del prefetto, questore ed organi delle forze di polizia statali per qualunque missione, incarico o indagine che comporti l’oltrepassamento, anche momentaneo, del confine comunale;

-         -         attribuzione di poteri assoluti al questore nel disporre provvedimenti, anche permanenti e definitivi, in materia di pubblica sicurezza ed ordine pubblico che coinvolgano uno o più comuni;

-         -         attribuzione di poteri egualmente assoluti al prefetto di utilizzare i corpi di polizia locale per servizi ed operazioni stabiliti di sua iniziativa;

-         -         attribuzione al Ministero dell’Interno del potere di stabilire i criteri ed i requisiti per la nomina dei Comandanti dei corpi di polizia locale/municipale;

-         -         istituzione di corsi di formazione per aspiranti operatori di polizia locale cui partecipino obbligatoriamente anche operatori già in ruolo con rilascio di un attestato finale privo di qualunque valore legale esterno;

-         -         subordinazione dell’assunzione nei corpi di polizia locale alla frequenza di corsi di formazione ed al rilascio dell’attestato finale, con esclusione della partecipazione ai concorsi pubblici per quanti non posseggano tale requisito;

-         -         limitazione dei compiti e funzioni dei Comandanti dei corpi di polizia locale alla “cura della formazione ed addestramento del personale attraverso periodici corsi di aggiornamento”, ovvero senza più competenze relative all’organizzazione, disciplina ed impiego tecnico-operativo come da art. 9 della l. 65/86;

-         -         inserimento dei corpi di polizia locale nell’elenco delle forze di polizia di cui all’art. 16 della l. 121/81 soltanto “ai fini del concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica”, ovvero soltanto quando operino alle direttive degli altri corpi di polizia statali;

-         -         inserimento (fittizio) dei corpi di polizia locale fra le categorie professionali esentate dal passaggio in regime di diritto privato (art. 3, comma 1, D.L. 165/2000) senza l’applicazione o la indicazione di una forma di contratto di diritto pubblico, nella specie del contratto di polizia vigente per tutte le forze dell’ordine civili;

-         -         conseguente predisposizione della sola area contrattuale separata nell’ambito del comparto dei dipendenti degli enti locali che è regolamentato, per tutti, dal regime di diritto privato;

-         -         eliminazione del limite orario posto dall’art. 57 C.p.p. per gli agenti della polizia locale, senza riferimenti, però, all’attribuzione integrale delle funzioni e competenze di polizia giudiziaria indicate dall’art. 55 C.p.p. e con la riduzione a semplice facoltà – alla pari del privato cittadino (art. 383 C.p.p.) – di intervento in flagranza di delitto “nell’ambito regionale”. Anzi, così come viene configurata questa ipotesi, l’operatore conta meno del privato (che può esercitare tale facoltà in tutto il territorio nazionale) e, per di più, gli si nega la sussistenza della qualità di pubblico ufficiale che comporta, sempre e dovunque, il dovere di esercitare tali poteri;

-         -         dotazione di una “mazzetta di segnalamento” rubricata sotto il titolo dell’armamento con invito a farne uso (in luogo dello sfollagente o altro mezzo di autodifesa) come arma impropria, peraltro illegale e vietata dalla l. 110/75, oltreché pericolosa anche per l’operatore;

-         -         dotazione dell’arma corta da sparo unicamente agli operatori impiegati in servizi esterni senza specificazione circa l’organo o l’autorità che li definisca come tali;

-         -         estensione delle previdenze (soltanto) assicurative e pensionistiche al personale dei corpi di polizia locale, ovvero né contrattuali, né indennitarie, già vigenti per la Polizia di Stato e, per di più, soltanto se compatibili. Per inciso, essendo quello delle Polizia di Stato un contratto di diritto pubblico e quello per le polizie locali di diritto privato (comparto dip. enti locali), tale “compatibilità” è piuttosto difficile da individuarsi!

-         -         Prescrizione di “verifiche di idoneità” del personale dei corpi di Polizia Provinciale per transitare nei “nuovi” corpi di polizia municipale in alternativa al loro licenziamento.

 

   B)      Quel che manca:

 

-         -         contratto di diritto pubblico, ovvero estensione del contratto della Polizia di Stato e assimilati (Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Corpo Nazionale Vigili del Fuoco);

-         -         attribuzione integrale e ad ogni effetto normativo, ovvero operativo, della definizione di “Forza di polizia” ai Corpi di Polizia Locale, ai sensi dell’art. 16, l. 1. 4. 1981, n. 121;

-         -         attribuzione della funzione integrale di polizia giudiziaria ai Corpi di Polizia Locale, ai sensi dell’art. 55, comma 1 e comma 2 del Codice di Procedura Penale;

-         -         attribuzione della titolarità e delle funzioni di polizia stradale;

-         -         attribuzione delle qualifiche di agente ed ufficiale di Pubblica Sicurezza agli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale, relativamente ai loro rispettivi ruoli;

-         -         applicazione integrale della normativa pensionistica ed assicurativa prevista per la Polizia di Stato e corpi assimilati;

-         -         riconoscimento dell’indennità di pubblica sicurezza e di altre indennità pensionabili;

-         -         attribuzione delle competenze anche in materia di polizia amministrativa (edilizia, ambientale, ittico-venatoria, commerciale, idro-geologica, sanitaria e tributaria);

-         -         potestà e funzioni in materia di Polizia Locale delle Regioni, ovvero della competenza esclusiva nella organizzazione, gestione e direzione dei Corpi di Polizia Locale, ovvero nella programmazione, pianificazione e ottimizzazione delle risorse per quanto concerne i servizi di polizia locale, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione;

-         -         istituzione del Dipartimento della Polizia Locale presso la Regione;

-         -         strutturazione territoriale dei Comandi di Polizia Locale a direzione regionale;

-         -         individuazione dell’organo preposto alla nomina dei Comandanti dei Corpi di Polizia Locale;

-         -         estensione al personale della Polizia Locale delle disposizioni e provvidenze previste dalla l. 23 . 11 . 1998, n. 407 per fatti di terrorismo e di criminalità organizzata;

-         -         istituzione di un Ente nazionale di assistenza per il personale della Polizia Locale;

-         -         dotazione dell’arma a tutto il personale della Polizia Locale salvo la sussistenza di cause di inidoneità fisica o psichica e nel rispetto dei principi e criteri di  cui alla l. 8 . 7 . 1998, n. 230 in tema di obiezione di coscienza;

-         -         istituzione di corsi universitari triennali (lauree brevi) per il personale di Polizia Locale in materie attinenti alla sicurezza del territorio ed alle politiche sociali, con conseguimento di diploma di laurea valido legalmente;

-         -         istituzione e individuazione normativa del Vigile (o Agente locale) di Quartiere;

-         -         disposizione delle Patenti di Servizio per gli operatori di Polizia Locale che svolgono servizi di polizia stradale;

-         -         disposizione degli automezzi di servizio con omologazione e assegnazione di apposite targhe recanti la dicitura “Polizia Locale”, nonché apposizione di eguale titolo verniciato sulle fiancate degli autoveicoli;

-         -         predisposizione ed allestimento di appositi alloggi di servizio per il personale che ne necessiti;

-         -         previsione di una apposita indennità di missione, di trasferta e di distacco presso Comandi diversi da quello di appartenenza;

-         -         redazione di un Codice deontologico per la Polizia Locale;

-         -         individuazione delle competenze della Polizia Locale in ordine alle Comunità montane;

-         -         istituzione di nuclei di polizia giudiziaria della Polizia Locale presso gli uffici del giudice di pace;

-         -         istituzione di procedure di concertazione fra Regioni ed Enti Locali a riguardo della gestione dei servizi e ottimizzazione delle risorse;

-         -         disposizione dell’assistenza legale gratuita per fatti commessi nell’esercizio delle funzioni/mansioni di istituto;

-         -         istituzione di Osservatori regionali sulle politiche della sicurezza e promozione della partecipazione degli enti e associazioni delle comunità residenti al fine di conseguire forme cooperative nella programmazione e controllo delle attività di polizia locale.

 

 

 

 

                                                                            CONCLUSIONI

 

Il confronto fra le disposizioni contenute nelle Proposta n. 4893, ed i punti essenziali di una riforma dell’Ordinamento delle Polizie Locali che consenta di armonizzare l’identità ed il ruolo innovativi delle categoria con i principi della riforma costituzionale dell’art. 117, induce a valutazioni fortemente negative nei riguardi di tutto l’impianto del testo in esame. Più chiaramente, e fermo restando che tale Proposta risulta diretta, pressoché esclusivamente, agli organi statali ed al rafforzamento di loro poteri, anziché alle funzioni ed agli stessi significati della Polizia Locale, essa si articola in una sequela di divieti, preclusioni, imposizioni, ecc., che sembrano mirare al soffocamento delle autonomie e competenze garantite e, attualmente potenziate dalla Devolution.

Ancor più chiaramente, questa Proposta è rivolta contro e non a favore di quella, pur auspicata e necessaria, evoluzione legislativa che possa coniugare finalmente il nuovo status giuridico dei 65 mila lavoratori di Polizia Locale operanti sul territorio nazionale e le esigenze di sicurezza e tutela dei diritti che la collettività richiede, in misura sempre più impellente, alle pubbliche autorità.

In questi termini e con queste prospettive, la Proposta n. 4893 si colloca, a pieni voti, accanto alle precedenti manovre di affossamento della Polizia locale che hanno disseminato (Proposta “Massa” in testa) le passate legislature di continui rischi, per la categoria, di dover subire pseudo-riforme che ne compromettevano ulteriormente il ruolo e, assai spesso, la esponevano a “decimazioni” in ordine ai propri diritti ed alla stessa garanzia del posto di lavoro. Tuttavia, che la Proposta n. 4893 non sia (o non sia soltanto) uno dei tanti goffi tentativi di varare leggi peggiorative rispetto alla 65/86, è dimostrato dalla capziosità dell’impostazione complessiva che ha ispirato i suoi redattori, cioè l’inganno dell’accoglimento formale di certe istanze che nasconde la loro reale elusione. I Vigili vogliono il “121” ? Bene, concesso, purché limitatamente a quando operano alle dipendenze delle altre polizie! Vogliono il “rientro nel pubblico? Niente di più facile, basta aggiungere “Polizie Locali” all’art. 3 del D.L. 165/2001 (già “Decreto Amato”) tanto, poi, continuano a stare nel comparto degli Enti Locali con contratti di diritto privato! Vogliono la modifica del “57” e l’abolizione della funzione di p.g. limitata solo ad alcune materie e, magari, all’arresto in flagranza, meglio se “facoltativo” come i privati e non i Pubblici Ufficiali.

Per il resto, formazione, tanta formazione (promessa!) al punto da venire prima, persino, delle funzioni e delle qualifiche – evidentemente, i proponenti giudicano il personale della Polizia Locale molto ignorante! – purché, però, non superi la soglia interna delle “scuole-accademie” e non conferisca titoli legali (come fanno tutte le altre Polizie!), men che mai, di tipo veramente accademico (lauree). E, poi, tante altre agevolazioni: che se ne fanno delle qualifiche (e dell’indennità) di p.s. ? Troppa fatica e troppa spesa. La polizia stradale? Meglio affidarla alla Finanza, ai Penitenziari ed ai Pompieri! La Regione? Meglio non parlarne, è un Ente inutile; tutt’al più, può mandare in giro un Ispettore a sentire che aria tira (magari in senso elettorale) ! La Polizia Provinciale? Preferibile smantellarla perché può far concorrenza alla Guardia Forestale (i Boschi di Stato!) e, obbrobrio, controllarne l’operato! E si potrebbe continuare all’infinito.

Orbene, quel che maggiormente sconcerta è il livello di frode raggiunto con simili “innovazioni” e “miglioramenti” e, nel contempo, la fonte politica da cui provengono, nonché la pretesa di trovarsi a cospetto di imbecilli sedotti dal luccichio di specchietti per allodole o piegati a qualche patto scellerato che scambi il piatto di lenticchie di “sfilate”, “parate” e trafiletti sui quotidiani con la liquidazione definitiva del “problema”. E stupisce che si pensi di utilizzare la questione della Polizia Locale come lo strumento o, meglio, il cavallo di Troia per affossare, contestualmente, autonomie locali e Devolution, demolendo “preventivamente” le strutture sulle quali, piaccia o meno, la competenza esclusiva di Polizia Locale conferita alle Regioni dalla riforma del Titolo V, dovrebbe e dovrà poggiare! D’altronde, che la Proposta n. 4893 sia stata presentata l’8 aprile 2004, immediatamente dopo l’approvazione della Devolution al Senato e sia stata rapidissimamente inviata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera evidenzia, fin troppo apertamente, l’obiettivo di prevenire l’approvazione finale della Devolution da parte dell’altro ramo del Parlamento, affinché il nuovo 117 trovi già “piazza pulita” degli organi titolari della competenza esclusiva di cui sopra.

A questo punto, e dovendo constatare la perfetta omogeneità del Centrosinistra e del Centrodestra nell’Unico Disegno di strangolare il federalismo e restaurare il Governo dei Prefetti, Questori, Commissari e Marescialli, il Movimento Unitario per la Riforma, nel rivendicare, ancora una volta, la sua autonomia di azione e la sua indipendenza politico-culturale, denuncia ai colleghi, alla categoria, alle altre associazioni sindacali ed alla collettività dei cittadini l’ennesima infamia che starebbe per compiersi ai loro danni. Per di più, con l’accompagno di sirene stonate e sdoppiamenti di identità di quanti, durante il giorno fanno i federalisti e di notte, come i ladri di Pisa, si accordano fra loro per alimentare e restaurare uno statalismo bieco e retrivo, oltreché ormai condannato dalla Storia e dal Diritto.

Ma non basta: è bene che si sappia, una volta per tutte, che – finito il tempo delle ipocrisie e delle riforme “double face” – qualunque condivisione di “proposte”, “disegni” o “principi fondamentali” diretti, più o meno subdolamente, contro i lavoratori di Polizia Locale, dovrà essere considerata alla stregua di favoreggiamento e complicità, anche e soprattutto se proveniente da singoli o gruppi che si illudano di mietere effimeri successi personali avallando iniziative del genere.

Per il resto, e considerando il tipo di immagine che emerge da simili truffe, la parola passa agli Elettori.

 

 

                         

U.Si.Po.L.

 

OSPOL – SIAPOL - SILPOL