S.I.L.Po.L.

Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale

I^ Commissione Affari Costituzionali

Resoconto della seduta del 16 settembre 1998


     La Commissione prosegue l'esame delle proposte di legge, sospeso, da ultimo, il 12 febbraio 1998.
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Luigi MASSA (gruppo democratici di sinistra - l'Ulivo), relatore,, illustrando il testo unificato elaborato dal Comitato ristretto, sottolinea come esso rappresenti il frutto di un lungo lavoro condotto su una serie di proposte di legge dal contenuto assai differenziato. L'esame delle proposte di legge, iniziato in presenza di forti contrapposizioni tra le associazioni sindacali, le associazioni di categoria e le associazioni rappresentative degli enti locali, si è avvalso delle numerose osservazioni formulate dalle predette associazioni nel corso di apposite audizioni svolte in seno al Comitato ristretto. Ciò nondimeno, il testo licenziato dal Comitato ristretto risulta ancora suscettibile di modifiche migliorative.
    In particolare, è stato sollevato dall'ANCI il problema relativo alla prevalenza delle notifiche da effettuare attraverso il servizio postale rispetto all'utilizzo dei messi comunali. A tale riguardo, fa, tuttavia, presente che tale ultima questione non è affrontata nel provvedimento in esame.
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    Dopo aver sottolineato di ritenere opportuno un trasferimento alla sede legislativa o alla sede redigente del provvedimento in esame al fine di evitare che si riapra in Assemblea una discussione sui punti in ordine ai quali i gruppi hanno raggiunto un accordo, osserva come la questione più delicata sia quella dell'attribuzione ai sindaci di poteri in materia di sicurezza pubblica. A tale proposito, ricorda che con il decreto legislativo n. 112 del 1998 è stata ribadita una netta separazione tra i poteri della polizia locale e i poteri delle forze di polizia statale in
gi materia di sicurezza ed ordine pubblico, anche se occorre osservare che mediante la stipula di specifici protocolli d'intesa tra comuni e Ministero dell'interno si è già estesa, in realtà, la collaborazione fra polizia locale e forze di polizia statale. gi
    Sottolinea, inoltre, come si sia registrata una generale intesa circa la necessità di definire con esattezza i compiti della polizia locale, facendo salve le competenze esclusive delle forze di polizia dello Stato per quanto attiene alla tutela dell'ordine pubblico, cui dovrebbe concorrere, entro certo limiti e secondo regole predefinite, la stessa polizia locale.
    In risposta ad una preoccupazione manifestata dal Governo, il provvedimento in esame prevede, poi, adeguati meccanismi di selezione degli operatori di polizia locale, facendo della formazione professionale l'elemento centrale dell'intera disciplina.
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    Quanto, poi, alla partecipazione dei sindaci ai comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, ricorda che è in corso d'esame al Senato un provvedimento legislativo d'iniziativa del Governo recante riforma della legge n. 121 del 1981: a tale riguardo, il Senato aveva introdotto tale previsione anche nel disegno di legge di riforma della legge n. 142 del 1990, ma il Comitato ristretto della I Commissione della Camera ha successivamente provveduto ad espungere la medesima previsione dal testo del disegno di legge n. 4493, recante ordinamento delle autonomie locali. Peraltro, fa notare come al Senato sia emersa la tendenza a ridimensionare il ruolo del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che è oggi un organo di consulenza del prefetto. L'inserimento delle figure del sindaco e del presidente della provincia nel comitato modifica infatti il ruolo di quest'ultimo. Da qui è derivata l'esigenza di affidare al comitato un ruolo di concertazione delle politiche di sicurezza, lasciando ad organismi tecnici il concreto coordinamento degli interventi.
    Soffermandosi, quindi, sui profili attinenti alla formazione professionale, sottolinea come il concetto di formazione per i vincitori di concorso sia condiviso da tutte le forze politiche così come ampia è la convergenza sulla previsione di prove attitudinali per l'accesso al concorso e sulla previsione di un periodo di prova di tre mesi per gli agenti neo-assunti. Con specifico
gi riferimento alla formazione, fa presente come il provvedimento in esame prevede che una commissione tecnica regionale approvi i programmi didattici, eserciti compiti di vigilanza sull'attività formativa e svolga gli esami di idoneità. A tale proposito, manifesta fin d'ora la disponibilità ad introdurre la previsione secondo cui la commissione tecnica regionale è composta su base paritetica da rappresentanti regionali e locali. Anche alla richiesta di predisporre un modello formativo su base nazionale - cui osta la competenza regionale in materia di polizia locale prevista dalla Costituzione - potrebbe farsi fronte con alcuni correttivi che, ad esempio, prevedano uno specifico ruolo delle commissioni paritetiche regionali. gi
    Quanto, poi, alla questione dell'obbligatorietà delle associazioni intercomunali. osserva come non sia pensabile che nelle piccole realtà non siano presenti competenze tecniche di tipo specialistico.
    Altre scelte assai importanti contenute nel testo unificato in esame sono quelle riguardanti la semplificazione del meccanismo concorsuale, con la prevista possibilità di attingere nelle graduatorie degli idonei di altri comuni, nonché la mobilità del personale e la parificazione tra gli operatori di polizia locale e gli operatori di polizia dello Stato, specie con riferimento alla definizione delle attività usuranti.
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    Un'ultima questione riguarda, infine, la dotazione di armi per il personale di polizia locale. Il provvedimento in esame abroga, infatti, l'articolo 17, comma 134, della legge n. 127 del 1997, che attualmente dispone che è in facoltà dei consigli comunali dotare di armi gli agenti di polizia locale. Su tale aspetto, giudica, infatti, necessaria
gi una direttiva valida per tutto il territorio nazionale, che preveda l'abilitazione al porto d'armi per gli agenti di polizia locale, senza, peraltro, trasformare i sindaci in "sceriffi".
    Propone, in conclusione, di adottare come testo base il testo elaborato dal Comitato ristretto e di fissare un congruo termine per la presentazione di emendamenti, invitando, nel frattempo, tutti i gruppi a valutare fin d'ora la possibilità di un trasferimento del provvedimento in esame alla sede legislativa o alla sede redigente.
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La Commissione adotta come testo base il testo unificato elaborato dal Comitato ristretto.

Rosa JERVOLINO RUSSO, Presidente,, avverte che, non essendovi obiezioni, il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a martedì 29 settembre 1998, alle ore 19. Rinvia, infine, il seguito dell'esame ad altra seduta. gi

 

[ Gli atti sulla riforma della legge 65/86 ]

[ La legge 65/86 ] [ Il testo del 9/7/98 ] [ Il testo unificato del 16/9/98 ][ Il pdl del 4/5/99 ]