S.I.L.Po.L. |
Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale |
I^ Commissione Affari Costituzionali |
Resoconto della seduta del 10 febbraio 1998 |
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Lapo PISTELLI (gruppo popolari e democratici-l'Ulivo), dopo aver espresso apprezzamento per la relazione del deputato Massa e soprattutto per la concretezza delle sue indicazioni, intende spiegare le ragioni per le quali il suo gruppo ritiene necessaria una riforma della legge n. 65 del 1986.L'esperienza dell'amministrazione locale ha infatti mostrato le difficoltà applicative di tale legge, soprattutto a causa della molteplicità di attività che possono essere ricondotte alla funzione di polizia locale, per ognuna delle quali sarebbe necessaria una preparazione specifica. Purtroppo, invece, nella maggior parte dei casi i vigili urbani sono impiegati per irrogare sanzioni amministrative, le quali costituiscono, soprattutto per le grandi città, una delle maggiori fonti di entrata. Occorre quindi puntare l'attenzione sulle esigenze di una migliore formazione della polizia locale per rendere migliore l'espletamento dei diversi compiti che ad essa sono assegnati. Va poi sottolineato l'aspetto del collegamento tra il buon funzionamento della polizia locale e la tutela dell'ordine pubblico e la responsabilità politica dei sindaci. L'elezione diretta, infatti, rende i sindaci centro di imputazione di responsabilità sul piano politico di tutte le attività del comune; pertanto, i sindaci sono chiamati a dare risposte concrete alle sempre maggiori domande di sicurezza. È per questa ragione che ritiene non debba essere attribuita alle regioni la funzione di polizia locale ma che essa debba restare alle municipalità, pur senza dimenticare che occorrono forme di coordinamento su base regionale. Quanto alla seconda questione, se cioè occorra o meno novellare la legge n. 65 del 1986, ritiene che le novità siano tali da rendere necessaria una riforma complessiva. Infine, quanto alla questione del metodo da adottare considera equilibrata la proposta del relatore di elaborare una legge quadro, prevedendo norme di delega per alcuni aspetti di dettaglio. Occorre comunque che sia chiara la scelta della Commissione di mantenere la polizia locale a livello municipale e non a livello regionale. gi Filippo ASCIERTO (gruppo alleanza nazionale) chiede se l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, abbia già stabilito i tempi per l'esame del provvedimento.Rosa JERVOLINO RUSSO, Presidente, fa presente che l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi provvederà al più presto ad organizzare i tempi di esame. Tuttavia, ritiene che, una volta esaurita la discussione di carattere generale, sarà più facile fare previsioni attendibili circa i tempi per il prosieguo dell'esame. giElio VELTRI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) osserva che l'argomento affrontato dalle proposte di legge in esame pone anzitutto la questione della qualificazione e della specializzazione rispetto ai compiti che la polizia locale deve assolvere. Vi è inoltre un problema di adeguatezza degli organici e degli orari di lavoro, ma ritiene che il problema più importante sia rappresentato dal coordinamento e dall'interscambio con le altre forze di polizia al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. Riterrebbe un tragico errore sottrarre al sindaco i poteri di intervento in materia di polizia locale, essendo il vigile urbano inscindibilmente considerato dall'opinione pubblica come collaboratore del comune. Osserva, infine, che l'impostazione adottata dalla proposta di legge Ascierto e Gasparri n. 3962 porrebbe problemi di ordine costituzionale.Giacomo STUCCHI (gruppo Lega Nord per l'indipendenza della Padania), premesso che i vigili urbani lavorano nell'interesse delle rispettive comunità, ritiene opportuna una legge per risolvere alcune questioni annose. Si dichiara, in particolare, contrario allo strumento della delega legislativa al Governo, ritenendo preferibile discutere direttamente in Commissione i contenuti della legge-quadro, mentre i dettagli normativi potrebbero essere rimessi all'autonoma determinazione delle amministrazioni comunali. Occorre da un lato potenziare il ruolo del sindaco - che deve rispondere in prima persona dell'attività dell'amministrazione comunale - e dall'altro apprestare strumenti idonei a garantire la sicurezza e gli interessi dei cittadini. In conclusione, rileva che nelle proposte di legge in esame vi sono spunti interessanti, che occorrerà sviluppare e rispetto ai quali il gruppo della lega nord intende fornire il proprio apporto costruttivo. giAntonio DI BISCEGLIE (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo) ricorda che venerdì 6 febbraio a Cordenons, in provincia di Pordenone, durante le ore di mercato si è verificata una sanguinosa rapina, nel corso della quale è rimasto ucciso un bandito ed è rimasto gravemente ferito un maresciallo dei vigili, mentre un altro giovane vigile è rimasto ferito più lievemente. Il fatto da lui ricordato ha impressionato enormemente la comunità di Cordenons.Riferisce di aver fatto visita nella giornata di ieri ai due vigili feriti e alla comunità: in quella sede gli è stato posto il problema delle condizioni in cui vivono i vigili urbani, nel senso che sarebbe opportuno definire meglio il loro ruolo e le modalità del loro concorso a garantire la sicurezza dei cittadini. In effetti, la polizia locale dovrebbe essere impegnata meno in controlli di carattere burocratico e più in attività svolte direttamente sul territorio, considerata, in particolare, la necessità di tutelare le persone più deboli. Appare quindi necessario porre mano ad una nuova normativa che, in primo luogo, recuperi la caratterizzazione in senso locale della polizia urbana, prevedendone un ancoraggio alla comunità e delineando un corpo autonomo, non centralizzato, in modo da recuperare appieno la fiducia dei cittadini e da rapportarsi più efficacemente con le istituzioni. In secondo luogo, è necessario recuperare le funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, individuando forme di coordinamento e di sinergia con le altre forze di polizia. Infine, anche la professionalità della polizia locale deve essere valorizzata nel contesto di un raccordo con l'autonomia locale, in modo da fornire risposte adeguate sia al diritto dei cittadini alla sicurezza, sia alle esigenze dei vigili urbani. gi Domenico MASELLI (gruppo sinistra democratica-l'Ulivo), dopo aver espresso apprezzamento per la relazione del deputato Massa, segnala che esiste un corpo di polizia locale, i vigili provinciali, al quale non è stata tributata la dovuta attenzione, essendo essi di volta in volta assimilati ai vigili urbani o alla polizia di Stato. Auspica, quindi, che nel corso dell'esame del provvedimento si tenga conto della necessità di dare una disciplina a questo corpo di polizia.Luciano CAVERI (gruppo misto-Vallée d'Aoste) intende in primo luogo sottolineare la particolare situazione delle regioni a statuto speciale che godono tutte, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia, di competenza esclusiva in materia di polizia locale. Sottolinea poi che non è concepibile ricorrere allo strumento della delega legislativa per la disciplina di materie di competenza regionale.Nel rilevare l'aumento dei compiti di polizia locale, verificatosi negli ultimi anni, ritiene che debba avere centrale importanza la questione del coordinamento tra le forze di polizia. Ricorda, infine, che, a causa della diminuita presenza sul territorio dell'Arma dei carabinieri, i compiti della polizia locale sono aumentati. gi Luciano DUSSIN (gruppo lega Nord per l'indipendenza della Padania), dopo aver espresso avviso contrario sull'utilizzo dello strumento della delega legislativa per la disciplina della polizia locale, si dichiara contrario alla regionalizzazione del corpo della polizia locale, affermando che esso deve dipendere dal sindaco al quale spettano le decisioni e la responsabilità, essendo egli espressione dell'elettorato. Occorre dare sempre meno compiti burocratici ai vigili urbani e attribuire loro il compito di un maggiore controllo del territorio. Ricorda, con preoccupazione, che a Torino privati cittadini sono giunti al punto di assumere guardie private per garantire la sicurezza delle loro abitazioni. Tutto ciò non sarebbe avvenuto se vi fosse una maggiore presenza della polizia locale sul territorio. Sottolinea, infine, la necessità che i vigili urbani abbiano una maggiore professionalità per lo svolgimento dei loro compiti.Giacomo STUCCHI (gruppo Lega Nord per l'indipendenza della Padania) rileva che nel corso del dibattito non è stato esplicitato se le norme relative alla polizia locale possano o meno applicarsi anche alla polizia provinciale.Rosa JERVOLINO RUSSO, Presidente, ritiene che tale questione potrà essere chiarita nell'ambito dei lavori del Comitato ristretto. Filippo ASCIERTO (gruppo alleanza nazionale) osserva che la sua proposta di legge non intende togliere al sindaco la disponibilità della polizia locale, anzi intende potenziare il ruolo del sindaco. A questo scopo si propone di omogeneizzare il corpo dei vigili, attraverso la predisposizione di strumenti di formazione unici e la creazione di un corpo regionale, alle dipendenze funzionali del sindaco. Ciò che viene meno, dunque, è solo il rapporto di dipendenza gerarchica dal sindaco. La sua proposta, quindi, tende ad aumentare la sicurezza locale e a consentire ai sindaci di dare risposte con soluzioni concrete al problema dell'ordine pubblico. giSergio COLA (gruppo alleanza nazionale) rileva che la proposta di legge n. 3962 è in linea con una prospettiva federalista e risponde ad esigenze diffuse di tutela dell'ordine pubblico, che non possono essere efficacemente soddisfatte da un corpo di polizia nazionale. Osserva però che potrebbero essere sollevati dubbi di costituzionalità in relazione alla presunta violazione dell'articolo 117 della Costituzione. Ritiene tuttavia che i dubbi di costituzionalità possano essere superati. In primo luogo, sottolinea che l'articolo 3, comma 2, della proposta di legge n. 3962, attribuisce alla competenza della polizia locale funzioni di controllo degli stranieri, rilascio e revoca di passaporti e licenze di porto d'armi, in collaborazione con le altre forze di polizia; e ciò in quanto la polizia locale spesso conosce meglio le realtà nelle quali occorre intervenire. Si tratta dunque di una funzione concorrente che non espropria le competenze delle forze di polizia nazionale.Quanto all'articolo 4, lettera a), concernente lo svolgimento di funzioni di polizia giudiziaria, rileva che se si fa riferimento all'attribuzione della qualifica di agente di polizia giudiziaria non vi sono problemi interpretativi. Se invece con tali norme si intende ampliare la competenza della polizia locale, si tratterebbe comunque di una innovazione volta a migliorare la tutela dell'ordine pubblico. In conclusione, auspica che gli eventuali ostacoli di natura formale possano essere agevolmente superati, preferibilmente nell'ambito del Comitato ristretto, raggiungendo soluzioni comuni. Rosa JERVOLINO RUSSO, Presidente, condivide l'auspicio che i lavori della Commissione procedano con spirito costruttivo da parte di tutte le forze politiche. Quanto alla programmazione dei tempi per il seguito dell'esame, fa presente che tutti i gruppi, ad eccezione del gruppo CCD, sono intervenuti nel corso della discussione di carattere generale. Ritiene quindi che domani potrebbe chiudersi l'esame preliminare, con l'eventuale intervento di un rappresentante del gruppo CCD, e con le repliche del rappresentante del Governo e del relatore. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta. gi |