pdfLa preintesa del CCNL per gli enti locali è stata siglata.

Dopo il CCNL Statali, dopo quello delle Forze di polizia ricomprese nell’elenco di cui alla L.121/81 ed a pochi giorni dal rinnovo del CCNL del Comparto Sanità, è stata firmata la preintesa del contratto per il comparto delle Funzioni Locali. Tutto doveva essere fatto in pochissimo tempo e questa tempistica stringente era già paradigmatica della genesi e del risultato che si voleva raggiungere.
Ma la velocità con cui si è andati avanti, non aveva nulla a che vedere con la realtà. Specie con le aspettative di una vacanza contrattuale durata più di un decennio. Questa urgenza aveva e continua ad avere a che fare, con tutta evidenza, con due scadenze elettorali: il 04 marzo 2018, giornata di elezioni politiche ed il 17 aprile, giornata dedicata alle elezioni RSU. Il governo e quelli che siedono al tavolo delle trattative sindacali, parte “pubblica” e parte “sindacale” dovevano reciprocamente legittimarsi. Ma la sospetta rapidità è da sempre nemica del bene. Infatti viene sostenuto da parte datoriale (Governo) e da parte sindacale (CGIL, CISL, UIL, CSA) o meglio da quelli che siedono al tavolo che conta, che quello firmato è un contratto eccezionale. Il ministro Madia è stato issato a icona di queste importanti svolte epocali a difesa e a tutela dei lavoratori pubblici.

- La Segreteria Regionale SILPoL Sicilia incontra a Palermo l'Assessore Regionale alle Autonomie Locali sul tema della legge 17/90 e l'art.13 -

                

       Il 7 febbraio 2018 una delegazione del SILPOL guidata dal Segretario Regionale, è stata ricevuta a Palermo dall'Assessore Regionale alle Autonomie Locali, on. Bernadette Grasso.  

      Al neo Assessore è stato illustrato lo stato attuale della Polizia Locale Siciliana, sono state evidenziate le problematiche di ieri e di oggi, aggravate dalla colpevole assenza della precedente amministrazione Crocetta e, soprattutto, le aspettative di riforma della l.r. n.17/90 alla luce anche dei cambiamenti epocali, che in quasi trenta anni dalla sua entrata in vigore hanno caratterizzato la Polizia Locale Siciliana alle prese con sempre nuovi, maggiori e delicati compiti nel governo della sicurezza dei Comuni, che comportano la corrispondente necessità di affrontare nuove sfide sul terreno della professionalità, con nuovi e maggiori mezzi tecnici e con organici rinnovati ed adeguati.

Si è chiusa a Natale l'esperienza legislativa del più grande inciucio politico della storia repubblicana. L'attività del governo nazionale e, al seguito, del parlamento non solo è stata di pessima qualità, ma ha stretto nella morsa della precarizzazione anche i lavoratori del pubblico impiego, senza risparmiare agli operatori della polizia municipale i nefasti risultati del selvaggio processo di privatizzazione del rapporto di lavoro, che stanno conducendo inevitabilmente le funzioni pubbliche e qualificate ad essi attribuiti verso un orizzonte indefinito ed incerto. In discussione sono anche la serenità della vita post-lavorativa e la stabilità della sfera personale ed affettiva dei futuri pensionati. Questa è la lettura che in estrema sintesi può essere data agli accordi siglati nel 2016 tra la triplice ed il governo sul rinnovo dei contratti e sulle pensioni. Occorre fare una breve disamina su alcuni punti e sulle future prospettive, che si presenteranno entro qualche mese alla categoria, dopo le elezioni politiche del 4 Marzo prossimo:


alberello

 

Auguri dalla Segreteria Nazionale

 

 

pdfÉ probabile che il principio sancito dalla Cassazione sui festivi infrasettimanali, tra i tanti espressi nel tempo e tutti contrastanti, diventi norma contrattuale.
Della Polizia Municipale, un colpo alla volta, non rimarrà nulla e purtoppo essa si sfracellerá sulle rive degli interessi di bottega. Per noi, per il SILPoL, resta sempre viva quella grande passione di lotta, che ci vede impegnati e determinati sul fronte della resistenza al potere della politica becera e del burocratismo sfrenato, all’indifferenza legislativa ed alla violenza verbale e materiale; ma anche sul fronte della disobbedienza civile alla pratica di quanti vogliono la polizia locale schiava, subdola, remissiva.

Chiediamo a tutti di ritrovarci uniti e solidali, per contrastare questa nuova ondata di medioevo politico e culturale, che vuole cancellare le conquiste dei lavoratori, molte delle quali siglate col sangue, e nel nostro caso particolare la specificità e la professionalità, con le quali “i vigili urbani” coniugano ogni giorno il proprio impegno nelle località con sacrificio spesso personale e con senso del dovere civile e morale.

Ora o mai più contro l’ennesimo atto della privatizzazione della categoria e della sicurezza urbana (si legga il comma 3^ bis, art. 22, legge 96/2017), che mette la testa della polizia municipale sul piatto d’argento in pasto ai privati e ai sindaci. Blocco del turn over, mantenimento del patto di stabilità, scippo delle risorse contrattuali, gravi criticitá della sicurezza del lavoro e delle condizioni della salute dei lavoratori, esclusione dall’elenco dei lavori usuranti ed altro ancora sono elementi oggettivamente sufficienti, per spingerci a saltare gli steccati ed a sottoscrivere una piattaforma unitaria di dura rivendicazione, ancorata ad un progetto contrattuale e normativo serio e concreto, da sostenere fino allo stremo nei luoghi di lavoro e nelle piazze. È il momento di fare baccano, non di pietire o di elemosinare; é il momento di alzare la posta ed il tiro. Altrimenti soccomberemo.

10/12/2017

Nello Russo
(Segretario Nazionale)

pdfPiena solidarietà alla famiglia del collega appartenente alla Polizia municipale di Catania ed agli appartenenti al Corpo, vittima di un gravissimo atto di violenza mentre era intento a chiudere il traffico veicolare, in servizio in Via del Rotolo a Catania. Impegnato inspiegabilmente da solo davanti ad una transenna, per la chiusura del traffico veicolare in una arteria cittadina, è stato preso di mira da un gruppo di feroci delinquenti, che lo hanno massacrato a colpi casco, lasciandolo in fin di vita.

pdfIllustre On. Ministro, Marco Minniti
non sarà certamente sfuggito alla Sua attenzione ciò che in questi giorni si sta registrando, senza soluzione di continuità, da nord a sud del Paese. Sembra un bollettino di guerra, in cui si elencano aggressioni di ogni genere a cittadini ed ancor peggio ai tutori della sicurezza urbana. È il segno incontrovertibile di un degrado sociale delle realtà urbane rispetto alle quali la nuova legge 48/2017, che inneggiava ad una vera e propria rivoluzione di sistema, rischia di essere una mera rappresentazione di quegli atti della politica parlata, che ormai disincanta tutti. Ciò che si è omesso di valutare, proprio in quella legge, è il ruolo della Polizia Locale nell’assetto della sicurezza cittadina, considerato che essa è posta in un ruolo subordinato ed ausiliario alle altre forze a tutela della sicurezza. Tutto ciò stride enormemente con la realtà quotidiana, nella quale chi indossa un’uniforme viene spesso aggredito od offeso a prescindere dal fatto che appartenga ad un Corpo delo Stato, ovvero ai Corpi dei Comuni. E qui la contraddizione è notevole in termini di legge, in quanto l’Agente della polizia locale subisce un’ingiustizia, poichè non trova le tutele ed il sostegno nelle stesse norme che invece danno ampie garanzie e respiro agli appartenenti ai Corpi dello Stato, né in altre disposizioni. Aosta, Bari, Firenze, Milano sono città nelle quali in questi giorni si registrano aggressioni ad operatori della polizia locale impegnati a garantire la sicurezza e la convivenza civile nelle città. Il contesto delle realtà urbane, senza alcuna volontà di ghettizzare, appare essere ancora più deteriorato dalla commistione esistente tra il degrado antico delle periferie ed il nuovo, che nella forma e nel sistema supera ormai quei limiti ed occupa anche le aree del centro.
La Polizia Locale non può essere l’anello debole del nostro ordinamento giuridico, nella catena della macchina della giustizia e della sicurezza, da un lato, e dei gangli dei rapporti etici della produzione sociale nel contesto delle relazioni civiche e politiche, dall'altro. Essa non può più essere mantenuta nell'alveo delle restrizioni statutari o della carenza di investimenti in termini di risorse economiche, umane e formative ed essere in tal modo il bersaglio mobile su cui facilmente sparare. Se così deve continuare ad essere, Governo e Parlamento abbiano il coraggio di riposizionare la Polizia Locale e di impegnare i suoi Operatori in compiti amministrativi e localistici al pari di tutti gli altri dipendenti del comparto della Funzione Locale, all'interno del quale i Vigili Urbani sono ascritti privi del riconoscimento di una qualificata differenziazione di ruoli, nonché della specificità e specialità, che invece hanno sul campo. La sicurezza urbana è uno dei temi della campagna elettorale, che nel nostro Paese sembra non avere mai fine. Affinché ci si allontani in modo serio dagli stereotipi delle ricette salvifiche, che renderanno tutti più felici, è necessario adoperarsi, invece, per affrontare con strumenti adeguati le sfide, che una società in trasformazione come la nostra ci impone di sostenere.

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Foto della Manifestazione

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 Servizio video su TGR Piemonte del 17.07.2017

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VOGLIAMO + S I C U R E Z Z A

LUNEDI 17 LUGLIO 2017 ALLE ORE 16,00 DAVANTI LA PREFETTURA DI TORINO, DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE, LE RAPPRESENTANZE DELLE FORZE DELL’ORDINE

VOGLIONO

CHE LA SINDACA PROVVEDA A SGOMBRARE SUBITO I CAMPI NOMADI
(RICETTACOLO DI ATTIVITA’ ILLEGALI)
CON PRIORITA’ ASSOLUTA
LO SGOMBERO DI QUELLO DI VIA GERMAGNANO, DOVE TERRA, ACQUA E FUMI ALTAMENTE TOSSICI, METTONO A REPENTAGLIO LA SALUTE DEI CITTADINI E DEGLI OPERATORI DELLE FORZE DELL’ORDINE, COSTRETTI A LAVORARE IN UN’AREA DICHIARATA “DISASTRO AMBIENTALE”.

NON VOGLIONO

CHE I METALLI PESANTI RISCONTRATI (manganese, litio, stagno, piombo, cromo, tallio) COLPISCANO INESORABILMENTE LA LORO SALUTE.

NON VOGLIONO CHE

L’INERZIA POLITICA DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI SUONI COME UNA CONDANNA ALLA SALUTE DEI CITTADINI E DELLE FORZE DELL’ORDINE

VOGLIONO CHE

I RESPONSABILI DI QUESTO AVVELENAMENTO VENGANO PERSEGUITI E CONDANNATI.

VOGLIONO

CHE IL PATTO PER LA SICUREZZA PRESENTATO DAI SINDACATI, DIVENTI UN CONCRETO PROGETTO PER LA CITTA’ DI TORINO.

 

SIULP SAP SIAP OSAPP SULPL SILPOL CONAPO FNS CISL