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- prestare opera di soccorso in occasione di calamità e disastri e privati infortuni.

Gli appartenenti ai servizi di cui sopra adempiono inoltre alle incombenze di Polizia amministrativa previste dal DPR 24 luglio 1977, n. 616, nonché da quanto previsto dalla legge 7 marzo 1986, n. 65.


ARTICOLO 4
Protezione Civile

In caso di calamità il personale preposto ai servizi di Polizia locale assicura l' immediato intervento ed i collegamenti con gli altri servizi operanti nel settore, nel quadro dei provvedimenti regionali.
La Giunta Regionale, sentiti gli organi cui è attribuita la competenza in materia, impartirà specifiche direttive che devono essere attuate dal personale dipendente dei singoli Enti interessati.
I competenti organi degli Enti locali territoriali sono tenuti a mantenere in efficienza operativa i mezzi e strumenti in carico alla Polizia locale e assicurare l' aggiornamento professionale per gli operatori addetti.


ARTICOLO 5
Struttura dei servizi di Polizia locale

L' ordinamento e la struttura dei servizi di Polizia locale sono determinati dagli Enti di appartenenza con regolamento, nei limiti posti dalla legislazione vigente e nel rispetto delle indicazioni e parametri stabiliti con legge regionale in relazione alla classe di appartenenza del Comune.
Nell' articolazione dell' ordinamento e della struttura si dovranno tenere presenti:
- popolazione complessiva, sua densità insediativa, andamento demografico e fluttuazioni;
- estensione della zona interessata, collegamenti logistici, e caratteri urbanistici;
- sviluppo chilometrico delle strade, densità e complessiva del traffico;
- sviluppo edilizio;
- tipo e quantità degli insediamenti industriali e commerciali;
- importanza turistica della località ;
- fasce di copertura dei servizi;
- suddivisione del territorio in circoscrizioni, zone, frazioni o altro;
- altri criteri di carattere socio - economico, che risultino particolarmente significativi nella specificità del territorio.


ARTICOLO 6
Dipendenza del servizio di Polizia locale

Le strutture organizzative del servizio di Polizia locale od i corpi dei Vigili urbani, dove esistano, dipendono per l' esercizio delle funzioni dal Sindaco o dall' Assessore da lui delegato, il quale impartisce le direttive e gli ordini.
Allorquando il servizio è consorziato il personale, pur essendo inquadrato nell' organico del Consorzio, esercita le proprie funzioni alle dipendenze del competente organo dell' Amministrazione presso il quale è comandato.
Negli altri casi saranno i regolamenti comunali a determinare la dipendenza gerarchica e funzionale.
Quando si renda necessario l' impiego degli operatori della Polizia locale in concorso con quelli di altri Enti locali, o con le forze dell' ordine dello Stato o della Protezione Civile, il Sindaco promuove le opportune intese ed impartisce le necessarie direttive organizzative, attraverso la struttura gerarchica, sia per quanto attiene le modalità che i limiti dell' impiego, compatibilmente con le altre esigenze locali.
In tal caso non resta modificata la primitiva dipendenza gerarchica degli operatori.
In conformità alle norme dei regolamenti organici di ciascun Ente il personale assegnato al servizio può essere distaccato o comandato temporaneamente a svolgere funzioni di Polizia locale sul territorio di un Ente locale diverso da quello di appartenenza nell' ambito delle proprie attribuzioni, dandone preventiva comunicazione al Prefetto competente per territorio.


ARTICOLO 7
Sezioni territoriali di Polizia locale

Il servizio di Polizia locale può essere articolato in sezioni coincidenti con il territorio delle circoscrizioni o in zone di perimetro inferiore.
L' assegnazione di personale e mezzi alle sezioni dovrà essere proporzionata alle esigenze del territorio, con particolare riferimento agli elementi elencati al precedente art. 5.


ARTICOLO 8
Doveri degli operatori della Polizia locale

I responsabili dei Servizi di Polizia locale hanno l' obbligo di assicurare l' impiego ottimale degli operatori, il loro aggiornamento professionale e la disciplina.
Gli addetti alle attività di Polizia locale sono tenuti, nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi ad eseguire le disposizioni impartite dai superiori gerarchici in esecuzione degli indirizzi e delle direttive formulate dai Capi delle Amministrazioni di appartenenza o di assegnazione, in base all' ultimo comma dell' art. 6 della presente legge.


ARTICOLO 9
Professionalità degli operatori della Polizia locale

Agli agenti di Polizia locale dovrà essere garantita l'acquisizione, anche attraverso i corsi di cui ai successivi artt. 13 e 14, di una sufficiente professionalità volta soprattutto al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- conoscenza di leggi, regolamenti, circolari, ecc.;
- autosufficienza operativa;
- capacità di intessere, con il cittadino un rapporto di reciproca fiducia atta ad agevolare l' espletamento delle funzioni degli agenti di Polizia locale.


ARTICOLO 10
Qualifiche giuridiche

Agli appartenenti ai servizi di Polizia locale si applicano le norme di cui all' art. 5 della legge 7 marzo 1986, nº 65, per quanto attiene alle funzioni ivi previste, nonché l' art. 273 della legge 3 marzo 1934, n. 383, relativamente alla funzione di messo - comunale o provinciale e della legge 3 febbraio 1957, n. 16, relativamente a quella di messo di conciliazione.


ARTICOLO 11
Qualifiche funzionali e denominazione degli addetti alla Polizia locale

Per il personale addetto a funzioni di Polizia locale sono stabilite ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge 29 marzo 1983, n. 93 e delle normative di recepimento degli accordi sindacali ivi previsti specifiche figure professionali, articolate eventualmente su diverse qualifiche funzionali in relazione alla dimensione del servizio ed alle esigenze operative dell' Ente.


ARTICOLO 12
Assunzioni - Passaggi di qualifica

Le assunzioni degli operatori della Polizia locale avvengono in base alla normativa presente nel contratto di lavoro vigente.
L' accesso alle qualifiche professionali superiori avviene previa partecipazione ai vari corsi di formazione professionale, organizzati dalla Regione o da altri organismi a ciò abilitati oltrechè in base alla capacità professionale acquisita nell' esercizio delle funzioni.
Gli Enti locali, singoli o consorziati, sono tenuti a dare comunicazione alla Regione entro il 30 aprile ed il 31 ottobre di ogni anno del numero dei partecipanti ai corsi del semestre successivo.
Gli Enti locali, singoli o consorziati, sentite le OOSS e nel rispetto delle leggi di recepimento dei CCNL, stabiliscono nei propri regolamenti organici le norme per l' accesso alle singole qualifiche, le attribuzioni, i doveri e le responsabilità , nonché quanto altro si riferisce ai limiti di impiego.


ARTICOLO 13
Periodo di prova e corso di qualificazione per l' immissione in ruolo

Ai fini dell' immissione definitiva in ruolo il superamento degli esami conclusivi dello specifico corso di formazione a ciò predisposto costituisce titolo necessario per la valutazione del periodo di prova secondo la normativa contenuta nel contratto di lavoro vigente.
Le Commissioni esaminatrici dei corsi saranno nominate con decreto del Presidente della Giunta Regionale e costituite dal dirigente o da un funzionario di qualifica non inferiore alla settima dell' Assessorato regionale Polizia locale con funzione di Presidente, dal direttore tecnico del corso, che provvederà anche alla verbalizzazione dei lavori della Commissione, da due docenti del corso dei quali almeno uno Comandante di Polizia municipale inquadrato in una qualifica non inferiore alla settima, di un rappresentante dell' Amministrazione Comunale presso la quale è stato effettuato il corso da designarsi tra i dirigenti o funzionari purché di qualifica non inferiore alla settima, anche estranei all' Amministrazione Comunale o docenti di materie giuridiche o liberi professionisti esperti, tutti, nelle materie trattate nel corso.


ARTICOLO 14
Corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale

La Regione Piemonte, tenuto conto delle esigenze degli Enti locali, direttamente o tramite organismi abilitati, istituisce, per gli operatori della Polizia locale, corsi di aggiornamento e, per coloro che sono inquadrati in livelli funzionali superiori, corsi di specifica qualificazione professionale.
Alla fine dei corsi, di cui al presente articolo, a seguito dell' esame finale verrà rilasciato apposito attestato che costituirà requisito necessario per la valutazione ai fini dell' avanzamento e progressione nella carriera.
La Commissione esaminatrice verrà costituita con le modalità dell' art. 13, 3o comma, della presente legge.


ARTICOLO 15
Requisiti per l' ammissione ai concorsi

Per l' ammissione ai concorsi pubblici per la copertura dei posti vacanti, negli organici dei servizi di Polizia locale, sono richiesti i requisiti previsti dalla vigente normativa e dai regolamenti organici dei singoli Enti.
Nei regolamenti organici vanno tuttavia stabiliti i seguenti requisiti:
- possesso della patente di guida per la conduzione dei veicoli, non inferiore alla cat. B;
- idoneità fisica accertata mediante visita medico - attitudinale da svolgersi presso i centri di medicina legale della USSL competente per territorio.
I regolamenti dovranno altresì prevedere parità di mansione e di condizioni di lavoro tra gli appartenenti ai due sessi.


ARTICOLO 16
Commissione tecnica per la Polizia locale

La Giunta Regionale, entro trenta giorni dall' entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione nomina una Commissione tecnica per la Polizia locale, composta da:
- l' Assessore regionale alla Polizia locale, che la presiede, o dal responsabile del servizio competente;
- sei esperti in materia di Polizia locale, di cui tre scelti tra i comandanti della Polizia municipale dei Comuni piemontesi;
- tre rappresentanti degli Enti locali, designati rispettivamente da ANCI, UPI ed UNCEM;
- tre rappresentanti sindacali designati dalle OOSS maggiormente rappresentative a livello regionale.
La Commissione ha il compito di:
- suggerire studi sui problemi relativi alla Polizia locale urbana e rurale;
- formulare proposte per la formazione, l' aggiornamento e l' approfondita qualificazione professionale per gli addetti;
- promuovere la standardizzazione delle uniformi, dei gradi e delle attrezzature ed il rinnovamento degli strumenti operativi;
- promuovere l' aggiornamento degli adempimenti procedurali della Polizia locale;
- individuare opportune modalità per incontri, scambi con altre realtà nazionali ed europee nell' ambito della Polizia locale.
Ai membri della Commissione esterni all' Amministrazione Regionale verrà corrisposto, per la partecipazione alle sedute il gettone di presenza dell' importo previsto dalla LR 33/ 76.
La segreteria dei lavori della Commissione è svolta dai funzionari dei competenti uffici regionali.


ARTICOLO 17
Uniformità delle attrezzature - Divise

Il Consiglio Regionale, su proposta della Commissione tecnica di cui all' art. 16 e sentite le rappresentanze degli Enti locali e le organizzazioni maggiormente rappresentative degli operatori, definisce con apposita legge le attrezzature ed i mezzi tecnici di cui i servizi di Polizia locale debbono essere dotati; definisce il tipo, i colori ed il modello di tutti i capi della divisa, nel rispetto del divieto di assimilazione a quelli militari.
La Giunta Regionale stabilirà i tempi e le norme di attuazione.


ARTICOLO 18
Inizio dei corsi

Il Presidente della Giunta con proprio decreto stabilisce l' inizio e la durata dei corsi di formazione ai vari livelli.


ARTICOLO 19
Norma finanziaria

L' onere derivante dall' applicazione della presente legge è valutato per l' anno 1987 in L. 150.000.000, cui si fa fronte mediante riduzione di pari importo in termini di competenze e di cassa dello stanziamento del cap. 12800 dello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per l' anno finanziario 1987, e l' istituzione nello stato di previsione stesso di apposito capitolo con la seguente denominazione: << Spese per lo svolgimento delle funzioni in materia di Polizia locale >> e lo stanziamento di L 150.000.000 in termini di competenza e di cassa.
Agli oneri relativi agli esercizi finanziari 1988 e successivi si provvederà in sede di predisposizione dei relativi bilanci.
Il Presidente della Giunta Regionale è autorizzato ad apportare con proprio decreto le occorrenti variazioni di bilancio.


ARTICOLO 20
Norme transitorie

Gli Enti locali dovranno provvedere entro il termine di 180 giorni dall' entrata in vigore della presente legge ad adeguare i propri regolamenti alle norme in essa contenute.
Le norme relative ai corsi per primo inquadramento previste dalla presente legge non sono applicabili ai concorsi già banditi prima dell' entrata in vigore della stessa.


ARTICOLO 21
Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel << Bollettino Ufficiale >> della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 30 novembre 1987

REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 57 DEL 16-12-1991
Integrazione alla legge regionale 30 novembre 1987, n. 58, concernente << Norme in materia di Polizia locale >>

Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto il visto.
Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1
Determinazione del contingente numerico del servizio di Polizia municipale

1. Fermi restando i criteri, di cui all' art. 5 della legge regionale 30 novembre 1987, n. 58, la dotazione organica di ogni corpo o servizio di Polizia municipale è stabilita in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 1.000 abitanti.
2. Nel Comune capoluogo di Regione il rapporto è fissato in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 550 abitanti, mentre per i Comuni di classe 1A, 1B e 2A, di cui alla tabella A della legge 8 giugno 1962, n. 604 e successive modificazioni, la dotazione organica è costituita in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 800 abitanti.
3. I parametri, di cui ai commi uno e due, si applicano anche in caso di gestione del servizio in forma associata.


ARTICOLO 2
Personale stagionale

1. Per sopperire a particolari esigenze stagionali del servizio i Comuni possono procedere all' assunzione temporanea di personale in conformità con la normativa vigente in materia.
2. I Comuni stabiliscono i periodi nei quali si può procedere all' assunzione del personale stagionale.


ARTICOLO 3
Funzioni di studio in materia di Polizia locale

1. La Regione, al fine di promuovere il miglioramento dei servizi di Polizia locale, svolge e favorisce iniziative specifiche, studi, ricerche, convegni, seminari in materia.


ARTICOLO 4
Uniforme e segni distintivi

1. Le attività di Polizia municipale vengono svolte in uniforme.
2. L' uniforme degli addetti di Polizia municipale è stabilita, dall' Allegato A della presente legge, sia nella dotazione che nel modello e nel colore previsto per ciascuno capo.
3. Con provvedimento del comandante del corpo o del responsabile del servizio per il personale può essere dispensato dall' indossare l' uniforme, quando ne ricorrono motivi di impegno tecnico operativi.
4. I simboli distintivi del grado, attribuito a ciascun addetto alla Polizia municipale in relazione alle funzioni svolte, sono stabiliti dall' Allegato B della presente legge.
5. Le singole Amministrazioni stabiliscono le mostrine ed il fregio da apporre al copricapo.
6. Gli appartenenti ai corpi o servizi di Polizia municipale con conoscenza di una o più lingue straniere, accertata previa prova orale d' esame da sostenersi dinanzi ad apposita Commissione d' esperti, portano sulla manica sinistra il distintivo con i colori del Paese, di cui conoscono la lingua. Tale distintivo ha le dimensioni di cm. 4x1, 5.
7. E' vietato variare la foggia dell' uniforme, nonché l' uso di elementi ornamentali, in modo da alterare l' assetto formale della stessa.
8. I comuni possono adottare divise di rappresentanza.


ARTICOLO 5
Mezzi operativi
1.
 Ai mezzi di trasporto in dotazione agli addetti alla Polizia municipale sono applicati i colori, i contrassegni e gli accessori stabiliti nell' Allegato C della presente legge.
2. Gli autoveicoli in dotazione alla Polizia municipale sono muniti di sirena e monoblocco contenente altoparlante e dispositivo lampeggiante a luce blu.
3. Nel caso di utilizzo di mezzi nautici, essi sono muniti di sistema di allarme, collegamento radio ed attrezzatura atta ad assicurare una efficiente operatività .


ARTICOLO 6
Placca e tesserino di riconoscimento
1.
 Gli operatori della Polizia municipale sono dotati di placca e tesserino personale di riconoscimento.
2. La placca di riconoscimento, che contiene la denominazione dell' Ente di appartenenza ed il numero personale di matricola, ha le dimensioni e la forma stabilita nell' Allegato D della presente legge.
3. La placca va applicata al petto, all' altezza del taschino sinistro dell' uniforme.
4. Il tesserino plastificato di riconoscimento, del formato di cm. 10x6, contiene, oltre alla foto ed ai dati anagrafici, le seguenti indicazioni:
1) la qualifica di agente o di ufficiale di Polizia giudiziaria;
2) il decreto prefettizio di riconoscimento di qualifica di agente di Pubblica sicurezza;
3) il gruppo sanguigno;
4) il numero di matricola dell' arma in eventuale dotazione.
5. Le caratteristiche del tesserino di riconoscimento sono quelle stabilite nell' Allegato E della presente legge.
6. Il tesserino è portato sempre con sé dagli operatori, sia in uniforme che in abito civile.
7. Il documento ha validità di cinque anni, salvo eventuali motivate limitazioni, ed è restituito all' Amministrazione Comunale di appartenenza all' atto della cessazione dal servizio, per qualsiasi causa.


ARTICOLO 7
Variazioni alle uniformi, agli strumenti ed ai mezzi operativi

1. Eventuali variazioni della foggia dei capi dell' uniforme, dei distintivi, dei gradi, nonché delle caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi rispetto a quanto stabilito dalla presente legge, resesi necessarie a causa di esigenze sopravvenute, sono approvate con legge regionale, sentita l' apposita Commissione tecnica regionale, di cui all' art. 16 della LR n. 58/ 87.


ARTICOLO 8
Servizio a cavallo
1.
 Per pattugliamento in zone agricole, forestali o in parchi pubblici e per motivi di rappresentanza possono essere istituiti servizi di Polizia municipale a cavallo, se tale forma di vigilanza risulta, in relazione all' ambiente ed al tipo di utenza, efficace ed adeguata.


ARTICOLO 9
Norma finanziaria
1.
 Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si fa fronte con le somme iscritte nei capp. 2391 e 2394 del bilancio di previsione per l' anno finanziario 1991, aventi rispettivamente le seguenti denominazioni:
cap. 2391 - Contributi per lo svolgimento delle funzioni di Polizia locale( LR n. 58/ 87);
OMISSIS
2. La spesa per gli anni finanziari successivi è determinata con legge di approvazione dei relativi bilanci.


ARTICOLO 10
Norma transitoria
1.
 I Comuni adeguano, entro due anni dall' entrata in vigore della presente legge, la foggia delle uniformi a quanto stabilito negli articoli precedenti.
2. Per il distintivi di grado, la placca ed il tesserino di riconoscimento l' adeguamento si compie entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge.
Allegato A - Uniformi - Capo di vestiario ed accessori
(omissis)
Allegato B - Segni distintivi del grado
(omissis)
Allegato C - Contrassegni ed accessori dei mezzi
di trasporto
(omissis)
Allegato D - Placca
(omissis)
Allegato E - Tessera di riconoscimento
(omissis)
Gli allegati A, B, C, D, E, sono stati allegati al testo di legge approvato dal Consiglio il 16 luglio 1991 e non sono stati modificati nel nuovo testo.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel << Bollettino Ufficiale >> della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 16 dicembre 1991

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