pdf  Abbiamo appreso della modifica operata dal Ministero degli Interni, in concorso con altre istituzioni, al D.L. unificato di riforma della L.65/86, che era uscito con approvazione unanime dalla prima Commissione Affari Costituzionale della Camera tra l’enfasi generalizzata di relatori e commissari.

C'è molto da riflettere su questo ennesimo iter legislatico e comprendere quanti errori sono stati fatti negli anni, non facendo scelte di coesione e sostegno di tale
operazione, facendo invece il gioco di sponda a questo o a quel politico che a turno ha sfruttato la categoria per fare passerella e instillando false illusioni a
lavoratori sempre più isolati e vessati.
Abbiamo partecipato alle varie fasi di confronto attraverso le audizioni per assistere, anche lì, al gioco di chi si dimostrasse più vicino a questo o a quello per
averne visibilità e mera autoreferenzialità tralasciando ì bisogni reali della categoria.
Oggi possiamo dire che abbiano sbagliato tufti gli addetti ai lavori, non riuscendo compiutamente a leggere le operazioni che in campo largo sono state
fatte sulla Polizia Locale Italiana e sopratutto non ribellandoci a tutti gli interventi esterni sulla materia ai non aventi titolo. La riforma doveva nascere e
restare intrinseca alla categoria per legittimarne i bisogni e gli adeguati riconoscimenti degli operatori definendone in modo puntuale la funzione.
E’ il momento di non mollare; di abbandonare le rendite di posizioni inconcludenti e fare UNITA’ ED AZIONE, tra tutti, perché non c’è più tempo da perdere.


Roma lì, 23 Dicembre 2021


f.to Il Segreterio Nazionale
Giuseppe Gemellaro