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LETTERA APERTA
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA - AL PRESIDENTE DELL’A.R.S. - PALERMO


Stimati Onorevole Nello Musumeci e Onorevole Gianfranco Micicchè,
gli eventi, purtroppo tragici, che stanno interessando tutta la Nazione sul grave problema del Covid-19, stanno richiedendo l’adozione di provvedimenti drastici tesi ad evitare la propagazione dell’epidemia. Un ruolo essenziale, oltre quello sanitario sottoposto a fortissimo stress, è quello costituito dalle Forze di polizia, inclusa la
Polizia Locale, chiamate tutte a far osservare i contenuti previsti nei vari D.P.C.M., nelle Ordinanze del Pres.Reg.Siciliana e quelle sindacali.
In questo contesto dobbiamo confessare di aver provato compiacimento nel constatare che, in sequenza temporale, dapprima è stata finalmente e significativamente utilizzata la speciale autonomia riconosciuta alla nostra Regione in materia di polizia, attraverso il potere di ordinanza del Governo e che, poi, è stata riconosciuta l’indennità di Ordine Pubblico agli operatori di polizia locale per la tipologia di emergenza che impegna in questo
momento il Paese.


Sono da evidenziare, infatti, le Ordinanze emesse dal Presidente della Regione, a valere su tutto il territorio della Sicilia, ai sensi all’art.31 c.2 dello Statuto Siciliano, che rappresentano certamente una situazione estrema ed eccezionale, ma che richiamano fortemente quanto nel tempo sostenuto dal SILPoL sull’argomento,
specificatamente nella propria bozza di riforma della L.R. 17/90, che riconduce in capo al Presidente della Regione questa facoltà statutaria, a cui ricorrere con Legge per disciplinare, organizzare e “ordinare” un sistema regionale di polizie locali.
Sarebbe auspicabile quindi – intendiamo ribadirlo con convinzione - che in Sicilia il Governo da una parte ed il Legislatore dall’altra cominciassero a sfruttare in maniera cogente le possibilità di cui dispongono in questa delicata materia, vieppiù tenendo conto delle ataviche ed incancrenite situazioni di disagio e di emergenza, che affliggono l’Isola sia sotto il profilo della sicurezza, sia sotto il profilo della legalità, contribuendo a dare una risposta ai bisogni sempre più pressanti di tutela del corretto vivere civile. Ma tutto questo se ne andrà come lacrime nella pioggia se la particolare situazione emergenziale, che stiamo vivendo, non ci risolverà a porre l’attenzione sulla necessità ormai inderogabile di ratificare quel modello operativo e concreto nella disponibilità dell’organo regionale, che non può prescindere dal ruolo fondamentale della Polizia Locale in Sicilia.


Ciò dimostra che sulla materia i tempi sono assolutamente maturi, per varare quella riforma tanto agognata dalla categoria, che oggi restituirebbe dignità alla funzione fondamentale riconosciuta normativamente alla Polizia Locale e verrebbe maggiomente a sostegno dell’infungibilità del suo profilo.
La debolezza e la vulnerabilità del sistema sanitario regionale, chiamato a dar prova di sè nella complessa e problematica attuale situazione contingente di pericolo per la salute dell’intera collettività, fa il paio con l’abbandono e la destrutturazione che vive il mondo della Polizia Locale Siciliana, lasciato alla mercè di Sindaci
protesi più ad un’utilizzazione personalistica e politica degli organi di sicurezza che alla salvaguardia del ruolo istituzionale pubblico degli stessi, quale punto di riferimento essenziale nella vita dei cittadini.
Lamentiamo, a tal proposito, di avere provato un senso di disgusto nel constatare il riprovevole ed irresponsabile tentativo di porre in atto uno scontro tra “poteri istituzionali” - Sindaco, Regione, Ministero dell’Interno - sulla prevalenza della potestà amministrativa e sui suoi contorni geografici, giocato artatamente sulla pelle delle persone e per evidenti intenti di propaganda elettorale, che nulla hanno a che fare con la Politica ed il suo Agire, chiamati entrambi ad intervenire invece sulla cura dell’interesse collettivo e del bene comune.

Assistere alla carenza di risorse umane e tecnologiche con le quali, purtroppo, opera la Polizia Locale nella nostra Regione non può e non deve determinare, tuttavia, il venir meno della disponibilità e dell’abnegazione dei suoi operatori, sempre presenti nelle varie difficoltà, ma deve portare ad una seria, pronta ed esaustiva riflessione sulle cose da fare. Vi è un ritardo colpevole da parte di tutti, ma oggi questa situazione estrema può e deve rappresentare la
condizione irrinunciabile, per far tornare la Sicilia al rango che merita e per questo senza prescindere da quel processo di rinnovamento che deve riguardare la Polizia Locale.


Voglia il Presidente dell’ARS estendere la presente ai suoi Onorevoli Colleghi.


Distintamente
Palermo 19/3/2020


Il Segretario Nazionale

Russo Sebastiano