pdfLa preintesa del CCNL per gli enti locali è stata siglata.

Dopo il CCNL Statali, dopo quello delle Forze di polizia ricomprese nell’elenco di cui alla L.121/81 ed a pochi giorni dal rinnovo del CCNL del Comparto Sanità, è stata firmata la preintesa del contratto per il comparto delle Funzioni Locali. Tutto doveva essere fatto in pochissimo tempo e questa tempistica stringente era già paradigmatica della genesi e del risultato che si voleva raggiungere.
Ma la velocità con cui si è andati avanti, non aveva nulla a che vedere con la realtà. Specie con le aspettative di una vacanza contrattuale durata più di un decennio. Questa urgenza aveva e continua ad avere a che fare, con tutta evidenza, con due scadenze elettorali: il 04 marzo 2018, giornata di elezioni politiche ed il 17 aprile, giornata dedicata alle elezioni RSU. Il governo e quelli che siedono al tavolo delle trattative sindacali, parte “pubblica” e parte “sindacale” dovevano reciprocamente legittimarsi. Ma la sospetta rapidità è da sempre nemica del bene. Infatti viene sostenuto da parte datoriale (Governo) e da parte sindacale (CGIL, CISL, UIL, CSA) o meglio da quelli che siedono al tavolo che conta, che quello firmato è un contratto eccezionale. Il ministro Madia è stato issato a icona di queste importanti svolte epocali a difesa e a tutela dei lavoratori pubblici.

 A Ivan Pavlov bastava suonare un campanello, per innescare la salivazione dei suoi cani, anche quando al trillo non erano abbinate le polpette. Per innescare i riflessi condizionati non serve, infatti, la realtà dei fatti, ma basta solo la loro evocazione e gli effetti della salivazione non si sono fatti attendere da parte di quelle sigle sindacali, che hanno la pretesa di porsi fittiziamente a difesa della categoria.
Infatti le parti in commedia hanno dato fiato alle trombe:
“dopo quasi 10 anni di attesa è stato firmato nella notte tra il 20 e il 21 febbraio l’accordo preliminare per il rinnovo del contratto nazionale per il comparto delle Funzioni Locali. Un contratto di valore che produce miglioramenti tangibili per le lavoratrici ed i lavoratori. Più salario, più diritti, più contrattazione decentrata. Quanto alla Polizia Locale, viene dato inoltre più valore alle lavoratrici ed ai lavoratori del comparto grazie all’introduzione di un’identità di funzione collegata ai gradi” (CGIL)

“é stata una trattativa lunga e complessa al termine della quale siamo riusciti ad ottenere molti miglioramenti rispetto alla bozza che, inizialmente, ci ha proposto la controparte mostrando rigidità che avrebbero implicato un inaccettabile sbilanciamento in favore della unilateralità datoriale”(CISL)

“importantissimo il riconoscimento per la polizia locale di una apposita sezione contrattuale che da' una risposta alle specificità e alle criticità decennali in questo settore, come ad esempio, il riconoscimento di un'indennità di funzione legata ai gradi e all'attività disagiata”(UIL)

“la Polizia locale consolida nel CCNL il proprio ruolo e le proprie funzioni…Il nostro lavoro ha fatto si che si giungesse alla costruzione di fondamenta stabili per un contratto di Polizia, che dovrà consolidarsi nella tornata contrattuale del 2019 in attesa della riforma della L. 65/86 che preveda un contratto di Polizia…La pressione che abbiamo esercitato

per l’adozione del termine Polizia Locale in sostituzione della più nebulosa definizione di Area di vigilanza ha avuto successo e ciò ha comportato una svolta epocale” (CSA)

Ma, come spesso si dice, il Diavolo si nasconde sempre benissimo nei dettagli.
In realtà il nuovo contratto è peggiorativo per tutti e, a maggior ragione, per i poliziotti locali:

- questo contratto è stato definito “ponte” perché c'è l'impegno di riaprire la discussione a partire dal prossimo luglio. Ma questa è una storia già vista e vissuta con esiti nulli. Il capo III del CCNL del 22/01/2004 conteneva disposizioni particolari concernenti esclusivamente il rapporto del personale di vigilanza e si apriva con una premessa politica alla luce della modifica del Titolo V della Costituzione: le parti riconoscevano il ruolo specifico della polizia locale e richiamavano l'esigenza che i modelli organizzativi degli Enti si ispirassero al potenziamento ed alla valorizzazione del settore di vigilanza, soprattutto su tre temi: a) l'autonomia organizzativa dei Corpi; b) formazione e sviluppo professionale; c) copertura assicurativa. Si trattava anche allora, di un contratto ponte. Ma, a distanza di 14 anni, siamo ancora nella fervida e speranzosa attesa della realizzazione degli obiettivi prefissati;
- l’adeguamento salariale tanto strombazzato è una bufala. A fronte di un calo del potere d’acquisto di 250 Euro al mese dal 2009 (per altro concessi ali lavoratori del settore privato con ben tre rinnovi contrattuali) oggi si concedono 85 Euro mensili lorde, cioè circa 45-50 Euro netti. Gli arretrati contrattuali, poi, dopo una vacanza decennale, ammonteranno alla astronomica cifra di 300 Euro lorde per una categoria C1. Per giunta, questi “aumenti” vanno ad incastrarsi con la farraginosa gestione del meccanismo del bonus degli 80 Euro e della loro regolare restituzione in unica soluzione non appena si oltrepassa la soglia dei 26.000 euro: da una parte si danno gli aumenti, si chiede maggiore disponibilità ad impegnarsi, dall'altra si scopre puntualmente di avere lavorato di più, ma gratis;
- l’attenzione dedicata alla Polizia locale è un artificioso e furbetto specchietto per le allodole, cominciando dalla previsione dell’indennità di lavoro esterno, che va da 1 Euro a 10 Euro lorde per ogni giornata lavorata all’esterno e che si devono contrattare in sede decentrata, in una lotta titanica con il resto dei dipendenti comunali, senza nessuna certezza di spuntarla. Ma chi beneficia di questa indennità, non potrà beneficiare più delle indennità di rischio, disagio e maneggio valori. Una seconda indennità, poi, è quella di funzione, che non è altro che l’indennità di specifiche responsabilità, chiamata in un modo diverso. Infatti questa non è cumulabile con l’indennità prevista dall’art. 70 quinquies.
- l’art. 208 prevede al comma 4 che alla polizia locale, in qualità di polizia stradale, compete una previdenza integrativa, per ristorare il particolare disagio e pericolo del servizio svolto. Adesso, per contratto, tale quota deve passare dal Fondo Perseo – Sirio, che è gestito dai sindacati confederali;
- nelle relazioni sindacali, già sofferenti della sindrome del collo di bottiglia che restringe la partecipazione sindacale fino a pregiudicare il principio di democraticità e di rappresentatività, invece di reintrodurre la concertazione, unico strumento per riequilibrare l’insopportabile asimmetria tra parte pubblica e parte sindacale, è stato inventato l’artificio dell’istituto del confronto ove le OO. SS. possono esprimere valutazioni non vincolanti. Con l’aggiunta che le singole RSU sono escluse dalla partecipazione sindacale;
- il sistema sanzionatorio è stato inasprito ulteriormente.

Tutto questo sullo sfondo delle cosiddette politiche della sicurezza in cui siamo rimasti impigliati. In capo alla Polizia locale lo Stato ha posto attività, responsabilità e pericoli, che non sono ascrivibili ai
rischi di una funzione di polizia locale, ma che appartengono agli stessi che corrono quotidianamente le Forze dell'ordine. Figli di un Dio minore eravamo e succubi coscienti di questa minorità continueremo a rimanere. Se questo è il contesto, siamo nudi di fronte alla verità. Continuiamo a svolgere un ruolo che non è tutelato dal punto di vista legislativo e men che meno da quello contrattuale.
La categoria continua ad attendersi, che coloro che pretendono di rappresentarla e che si siedono ai tavoli contrattuali, si occupino di rivendicare le soluzioni reali per i problemi della polizia locale:
<>.

Fino a quando questa categoria non sarà in grado di esprimere una coscienza sindacale in grado di tramutarsi in una rappresentanza sindacale, che rifugga le frammentazioni, e di materializzarsi come protagonista ed interlocutrice forte del confronto sindacale, in grado di influenzare le scelte del legislatore, tutto questo rimarrà una chimera. Per questo motivo, cari colleghi vi chiediamo di continuare a dare forza al SILPoL, che con fatica, ma con grande dignità e a schiena dritta, continua a perseguire i veri obiettivi a tutela della specificità, della professionalità e della funzione della polizia locale, partecipando col voto e col vostro impegno alle prossime elezioni RSU nelle liste del SILPoL, che nel panorama sindacale rimane l’unica organizzazione autonoma di categoria, riconosciuta ed inserita negli elenchi dell’Aran.

ROMA 1 Marzo 2018

Nello Russo
(segretario nazionale)