pdfIllustre On. Ministro, Marco Minniti
non sarà certamente sfuggito alla Sua attenzione ciò che in questi giorni si sta registrando, senza soluzione di continuità, da nord a sud del Paese. Sembra un bollettino di guerra, in cui si elencano aggressioni di ogni genere a cittadini ed ancor peggio ai tutori della sicurezza urbana. È il segno incontrovertibile di un degrado sociale delle realtà urbane rispetto alle quali la nuova legge 48/2017, che inneggiava ad una vera e propria rivoluzione di sistema, rischia di essere una mera rappresentazione di quegli atti della politica parlata, che ormai disincanta tutti. Ciò che si è omesso di valutare, proprio in quella legge, è il ruolo della Polizia Locale nell’assetto della sicurezza cittadina, considerato che essa è posta in un ruolo subordinato ed ausiliario alle altre forze a tutela della sicurezza. Tutto ciò stride enormemente con la realtà quotidiana, nella quale chi indossa un’uniforme viene spesso aggredito od offeso a prescindere dal fatto che appartenga ad un Corpo delo Stato, ovvero ai Corpi dei Comuni. E qui la contraddizione è notevole in termini di legge, in quanto l’Agente della polizia locale subisce un’ingiustizia, poichè non trova le tutele ed il sostegno nelle stesse norme che invece danno ampie garanzie e respiro agli appartenenti ai Corpi dello Stato, né in altre disposizioni. Aosta, Bari, Firenze, Milano sono città nelle quali in questi giorni si registrano aggressioni ad operatori della polizia locale impegnati a garantire la sicurezza e la convivenza civile nelle città. Il contesto delle realtà urbane, senza alcuna volontà di ghettizzare, appare essere ancora più deteriorato dalla commistione esistente tra il degrado antico delle periferie ed il nuovo, che nella forma e nel sistema supera ormai quei limiti ed occupa anche le aree del centro.
La Polizia Locale non può essere l’anello debole del nostro ordinamento giuridico, nella catena della macchina della giustizia e della sicurezza, da un lato, e dei gangli dei rapporti etici della produzione sociale nel contesto delle relazioni civiche e politiche, dall'altro. Essa non può più essere mantenuta nell'alveo delle restrizioni statutari o della carenza di investimenti in termini di risorse economiche, umane e formative ed essere in tal modo il bersaglio mobile su cui facilmente sparare. Se così deve continuare ad essere, Governo e Parlamento abbiano il coraggio di riposizionare la Polizia Locale e di impegnare i suoi Operatori in compiti amministrativi e localistici al pari di tutti gli altri dipendenti del comparto della Funzione Locale, all'interno del quale i Vigili Urbani sono ascritti privi del riconoscimento di una qualificata differenziazione di ruoli, nonché della specificità e specialità, che invece hanno sul campo. La sicurezza urbana è uno dei temi della campagna elettorale, che nel nostro Paese sembra non avere mai fine. Affinché ci si allontani in modo serio dagli stereotipi delle ricette salvifiche, che renderanno tutti più felici, è necessario adoperarsi, invece, per affrontare con strumenti adeguati le sfide, che una società in trasformazione come la nostra ci impone di sostenere.

Ci chiediamo, perché non ragionare con determinazione sulla funzione della Polizia Locale, al di fuori di tutte le chiacchiere sulle pseudo riforme intestate a questo o a quel politico di destra o di sinistra, assegnandole un ruolo, non competitivo con le forze dell’ordine, che serva piuttosto ad attribuirle una posizione definita nel nostro ordinamento, e specificatamente quello locale, con riconoscimenti che mettano sullo stesso piano normativo e previdenziale i tutori della sicurezza locale e quelli della sicurezza nazionale?
La sicurezza integrata passa proprio dalla definizione dei ruoli e dall’attribuzione delle competenze, che servono a costruire protocolli condivisi, informativi e operativi, e che consentono di adeguare la risposta dello Stato all’insorgere dei processi degenerativi delle relazioni sociali, rendendo così la Polizia Locale puntuale ed efficace nell’esclusivo interesse dei cittadini italiani, al quale ognuno per la propria parte è tenuto a rispondere. Sicurezza integrata vuol dire attività sinergica tra i poteri dello Stato e le competenze delle Autonomie locali nell’interesse precipuo del benessere sociale e dell’equità dell’ordinamento giuridico, nel significato generale della tutela dei principi sanciti dalla Carta costituzionale. Dal principio della sussidiarietà tra Stato e Comuni discende la sicurezza integrata.
A questo punto, sig. Ministro, non serve dilungarsi sul pezzo, ma serve mettere a fuoco la problematica accennata nelle righe iniziali, è necessario chiudere questa legislatura con una riforma sostanziale dell’ordinamento della Polizia Locale, che fissi alcuni punti fondamentali, per fare dei Vigili Urbani una forza di polizia locale, con funzioni e competenze non invasive del terreno statale e non confliggenti con quelli delle Polizie statali, ma sussidiarie ed integrate per garantire da un lato una maggiore efficacia dell’azione di controllo della corretta convivenza civile e di

repressione degli illeciti, dall’altro per assicurare la necessaria tutela normativa dei Corpi della polizia dei Comuni, riconoscendo ad essi la stessa dignità giuridica e professionale delle polizie dello Stato. Lo esigono la connotazione del nostro lavoro, l’ontologia professionale, l’etica legislativa. Nello stesso momento in cui lo Stato richiede l’intervento dei sindaci per tutelare cittadini e territorio, esso certifica il riconoscimento agli organismi periferici del potere di vigilare in nome della sicurezza e comprende che solo mediante l’ausilio delle polizie locali possono essere perseguiti maggiori obiettivi a tutela della pace sociale.
Orbene, il SILPoL e la categoria si aspettano da Lei un segnale deciso, che lanci il nostro Governo nell'azione di riforma della Polizia locale italiana, magari sull'onda dell'iniziativa francese, che in qualche modo sta dando una lezione di sicurezza integrata nell'azione congiunta tra lo Stato nazionale e le Comunità locali. Ci aspettiamo che Lei, signor Ministro, ci incontri nelle sedi istituzionali, laddove sarà possibile illustrarle le nostre ragioni, le ragioni della categoria, le aspettative della comunità.

Cordialmente

Roma 04.08.2017 

il Segretario Nazionale

Nello Russo