pdf logoCaltagirone 17/2/2017

 

Russo Sebastiano
Segretario Nazionale


Egr. Presidente A.N.C.I.
dott. Antonio DECARO

Le scrivo per rappresentarle la nostra posizione in merito al Decreto Sicurezza, di recente emanazione, a fronte delle immediate dichiarazioni di soddisfazione di alcuni suoi colleghi e membri dell'Anci. La necessità di fare chiarezza sulle modalità e sul sistema da adottare, per tutelare le città, è talmente inoppugnabile che non è più tempo di fare propaganda e di assumere invece una posizione chiara, determinata e netta sul ruolo futuro dei Comuni e della Polizia da essi dipendente. Secondo il Governo nazionale, col nuovo decreto legge sulla sicurezza urbana verranno contrastati la prostituzione, lo spaccio degli stupefacenti, l'abuso di vendita di alcolici e superalcolici, il degrado urbano - chi sporca, chi imbratta, chi occupa abusivamente il suolo pubblico - i parcheggiatori abusivi ed altre cose. Quale sarà il ruolo del sindaco, quale potere potrà esercitare concretamente, con quali mezzi, uomini e infrastrutture potrà intervenire e quali investimenti reali potrà operare, per rendere efficace l'azione di polizia nel territorio, quanto sostegno riceveranno gli organi locali da quelli statali, quale sinergia renderà possibile l'attività di contrasto dei fenomeni sociali di micro illegalità?
Cosa dovrà aspettarsi il cittadino da questo nuovo decreto?


Ebbene, alla luce di queste semplici prime riflessioni, innanzitutto bisogna dare alla Polizia Municipale il giusto inquadramento di Forza di polizia ad ordinamento locale, equiparandone le funzioni al quadro normativo e contrattuale delle Forze di polizia statale ed allinearla allo standard organizzativo della sicurezza del territorio indicato dalla EU. Dopo, il decreto legge sulla sicurezza e il decoro urbano sarà un valore aggiunto, per una politica di controllo e di valorizzazione del territorio maggiormente adeguata, opportuna e realizzabile. Senza risorse, organizzazione e formazione degli operatoti della polizia locale ogni cosa resterà una chimera, fermo restando che è necessario mettere in campo la sinergia tra la polizia municipale e le polizie statali. Non c'è bisogno di sindaci più forti, ma di soggetti maggiormente consapevoli del loro ruolo e con un profilo più alto e più concreto, che sia pertanto compiuto sul piano dell'attualità degli eventi e delle situazioni.
A tal fine va consegnata ai Comuni la dignità costituzionale, disegnata con la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001, che la politica sta tentando di cancellare. Purtroppo è in atto un processo di demolizione non solo della P.M., ma più generalmente dei Comuni, mediante l'opera doviziosa del governo centrale che, nel tentativo di accentrare sempre più poteri rispetto ai compiti delle Regioni e delle Autonomie Locali, sta portando alle estreme conseguenze la politica dei tagli finanziari ai servizi pubblici dei Comuni, disattendendo di fatto le indicazioni date dagli Italiani con il referendum del 4 Dicembre scorso, in tema di maggiore autonomia, di un più efficiente decentramento amministrativo e di applicazione del federalismo fiscale. E' questa la condizione per aprire la strada al principio costituzionale della partecipazione e del processo decisionale delle comunità locali in materia di organizzazione e valorizzazione degli ambiti urbani. Senza alcuna ombra di dubbio è ineludibile il fatto che, per sostenere e dare un fondamento certo al ruolo della Polizia Municipale, è necessario innanzitutto riposizionare i Comuni nell'alveo della dignità giuridica e costituzionale, che la politica nazionale sta di fatto minando. Gli inviti lanciati all'Anci dalla nostra organizzazione sindacale mirano 

ad avviare la discussione in questi termini, chiamando i Sindaci alle loro oggettive responsabilità di governo e ad una nuova coscienza civica scevra da contaminazioni, con cui opporsi alla vulnerabilità alla quale il sistema delle autonomie locali è quotidianamente sottoposto. Ritengo che all'interno dei confini nazionali la sicurezza debba essere garantita dalle forze di Polizia dello Stato e che nel contesto non possa essere esclusa la Polizia Municipale. Quella polizia delle comunità locali che ogni giorno vive e lavora accanto ai cittadini e che si relaziona coi sindaci, ma che viene bistrattata, anche mediaticamente, senza che sia dato invece il giusto valore alla sua opera.

Ecco perché non si può più tergiversare, mentre piuttosto bisogna impegnare assolutamente il Governo, affinché esso si attivi per legiferare su un nuovo Ordinamento della Polizia Municipale, per mezzo del quale scrivere e definire la giusta, conforme ed opportuna connotazione di Forza di polizia dei Corpi e Servizi, che quotidianamente si spendono con dignità sul campo del rispetto e della salvaguardia della corretta e pacifica convivenza civile. Un nuovo Ordinamento che consegni alla Polizia Locale le stesse tutele e gli stessi strumenti giuridici ed economici già patrimonio delle Polizie Statali. Il SILPoL chiede il vostro impegno di sindaci, per conseguire il potenziamento delle risorse umane e tecnologiche e per potere così impegnare gli uomini e le donne della polizia locale nei servizi integrati ed interattivi con le Polizie statali, a difesa della libertà civica, del diritto alla pace sociale e del diritto all'equilibrio democratico tra i diritti e i doveri e potere concorrere, in definitiva, al mantenimento del decoro delle attività umane e produttive. A tal proposito rammento a me stesso che la "funzione fondamentale" della Polizia Locale è ancora riconosciuta come un preciso valore, che si informa alla sua elevata connotazione specifica ed ai molteplici profili di alta specialità dei quali è istituzionalmente investita. Pertanto, riconsiderare il ruolo dei Sindaci, da individuare come soggetti istituzionali locali di pari dignità costituzionale nei rapporti con lo Stato e non come sudditi strictu sensu del potere centrale, è divenuta una questione primaria, poiché primario è il loro "agire amministrativo", che non può dispiegarsi al di fuori di un modello organizzativo disgiunto dall'impianto europeo, ovvero differenziato dagli obiettivi Comunitari per la difesa dei cittadini su scala locale, sia in punta di diritto che sul piano pratico.

In appendice alla presente, sottopongo alla sua attenzione la piattaforma del SILPoL sulla quale poterci confrontare, per uno spunto di riflessione in ordine alla stesura di una nuova legge quadro:

- contratto di diritto pubblico e separato nel nuovo comparto "Funzioni Locali"

- inserimento nella legge 121/1981, quale Forza di polizia ad ordinamento locale

- superamento dei limiti spazio-temporali delle qualifiche di p.g. e p.s.

- porto pistola sul territorio nazionale

- perequazione assistenziale, previdenziale e pensionistica agli assetti delle polizia statali, equo     

  indennizzo

- riordino delle figure e dei profili e progressione di carriera

- divieto di incarichi di dirigente e/o comandante a soggetti non appartenenti alla Polizia Locale

- percorsi formativi di crescita professionale e di valorizzazione dell'esperienza tramite scuole, università

  o accademie pubbliche o soggette alla vigilanza ed al controllo pubblico.

                

Nello Russo

                                                                                                      

Segretario Nazionale