pdfEgr. signor Sindaco, le scrivo dopo avere letto delle sue dichiarazioni rese pubblicamente sulla delicatissima questione della sicurezza a Milano. É un dato incontrovertibile ciò a cui assistiamo quotidianamente in ogni Comune d'Italia, laddove il grado di criticità dell'incolumità dei cittadini e della tutela del quieto ed ordinato vivere ha raggiunto oramai un punto talmente elevato, che non servono più soltanto soluzioni politiche, ma in aggiunta interventi di tipo economico e sociale.

 Tuttavia, è necessario integrare, se non addirittura preordinare, una fitta attività di intelligence e di vigilanza sul territorio nazionale e sulla rete delle località, utilizzando il "sistema polizia" mediante un'azione interattiva delle diverse risorse senza precedenti. É proprio partendo da questa mia riflessione che ho inteso scriverle, per rimostrare il mio disappunto e la mia amarezza nell'avere saputo che Ella ha impegnato il Governo nazionale, solamente affinchè invii il nostro Esercito per pattugliare Milano, come a volere militalizzare la città, allorquando invece è necessario fare una ben diversa considerazione e lanciare un appello differente e più consono.

Le spiego, egregio Sindaco. Chi le scrive, oltre ad essere un operatore della Polizia Municipale, è padre di un meraviglioso ragazzo, come tantissimi altri tra uomini e donne, che ha deciso di arruolarsi, partendo dal Sud, negli Alpini, e di prestare la sua opera per la difesa del territorio nazionale e dei suoi confini territoriali nel contesto generale delle relazioni internazionali, percependo appena 900 euro di stipendio al mese. Ma quest'ultima è un'altra storia.
Quindi può benissimo immaginare quanto orgoglio posso provare nel vedere i nostri figli impegnati nella difesa dello Stato, ma anche quanta alta sia la sofferenza e l'apprensione da genitore. Tuttavia, ritengo che all'interno dei confini nazionali la sicurezza debba essere garantita dalle forze di Polizia dello Stato ed insieme ad esse dalla Polizia Locale. Quella polizia delle comunità locali che ogni giorno vive e lavora accanto ai cittadini e che si relaziona coi sindaci, ma che viene bistrattata, spesso mediaticamente, senza che sia dato il giusto valore alla sua opera. Allora, dott. Sala, anzichè chiedere al Governo nazionale di prodigarsi mediante l'Esercito, il cui apporto è senza dubbio importante e di alto spessore, io - genitore e poliziotto - ritengo che Ella debba farsi carico, con i tutti sindaci, di intervenire presso le Autorità nazionali e di impegnare assolutamente il Governo, affinché costoro si attivino per legiferare su un nuovo Ordinamento della Polizia Locale, per definire la giusta, adeguata ed opportuna connotazione di Forza di polizia dei Corpi e Servizi, la dignità dei quali in tal senso è ogni giorno spesa di fatto sul campo.

Un nuovo Ordinamento che consegni alla Polizia Locale le stesse tutele e gli stessi strumenti giuridici ed economici già patrimonio delle Polizie Statali.

Io chiedo il vostro impegno di sindaci, per conseguire il potenziamento delle risorse umane e tecnologiche e potere così impegnare gli uomini e le donne della polizia locale nei servizi integrati ed interattivi con le Polizie statali, nel contesto della difesa della libertà civica, del diritto alla pace sociale e del diritto all'equilibirio democratico tra i diritti e i doveri, concorrendo al mantenimento della sicurezza delle città nello svolgersi decoroso delle attività umane e produttive.

In qualità di rappresentante sindacale ho già inviato una richiesta ufficiale di incontro al Presidente nazionale dell'Anci, dott. Antonio Decaro, nella speranza che si possa avviare un confronto fattivo sull'attuale condizion critica e grave in cui versa la Polizia Locale, che subirà sicuramente un durissimo colpo dopo l'emanazione del decreto sulla sicurezza urbana intergrata.

A tal proposito rammento a me stesso che la "funzione fondamentale" della Polizia Locale è ancora riconosciuta come un preciso valore, che si informa alla sua elevata connotazione specifica ed ai molteplici profili di alta specialità dei quali è istituzionalmente investita.

Concludo queste poche righe, non dilungandomi oltre su discorsi ormai ben risaputi ed ai quali purtroppo altri preferiscono assegnare toni salottieri, nella speranza di avere centrato il suo interesse sulla questione e con l'augurio che Ella accolga questa mia lettera come uno stimolo a rivedere la sua posizione in materia di sicurezza e sui diversi profili di civile convivenza, che ne possono conseguire, e a riconsiderare il ruolo dei Sindaci, da individuare più come soggetti istituzionali locali di pari dignità costituzionale nei rapporti con lo Stato, che come sudditi del potere centrale, e pertanto capaci di chiedere l'ausilio ed il sostegno degli organi centrali, al fine di legittimare il loro operato, il loro ruolo, il loro "agire politico ed amministrativo" con la forza e l'organizzazione che competono per la difesa dei cittadini su scala locale, in punta di diritto.

Certo di ricevere una sua nota di riscontro, Le porgo a nome mio e del SILPoL i più cordiali e sinceri saluti.

F.to

Russo Sebastiano