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CONTRATTO NAZIONALE - EQUO INDENNIZZO - ATTIVITÀ USURANTI - RIFORMA DELLE LEGGE QUADRO E TANTI MOTIVI ANCORA PER UNA PROPAGANDA DI GOVERNO OVVIAMENTE SENZA RISULTATI TANGIBILI

Mentre il Governo nazionale rema contro la nostra categoria, noi registriamo il silenzio della triplice e di sedicenti confederazioni autonome, che si intestano vittorie inesistenti e conquiste fantasiose. A tutto questo si aggiunge l'opera disgregatrice di numerose associazioni e gruppuscoli vari di Vigili Urbani, usi a denigrare

l'attività di quanti invece quotidianamente lottano con coraggio, mettendoci la passione e la faccia anche a rischio della propria serenità personale, oltre che professionale.
Ecco perché gli uomini e le donne del SILPoL - con le loro riflessioni e la loro azione di contrasto all'illegittimità di certi atti amministrativi ed alla illiceità di alcuni comportamenti riscontrabili nei territori in danno alla Polizia Municipale - spingendosi sul territorio oltre ogni convenzione mandano forti segnali di combattività e di
resistenza sul difficile terreno del confronto coi sindaci e col governo nazionale. In tal modo il SILPoL mette in luce la gravità della nuova condizione di disagio e di sofferenza della Polizia Municipale ed alza i toni della protesta, muovendosi con grande realismo "fuori dai cori e dagli opportunismi", operando nelle località su una
piattaforma di rivendicazioni possibili. 

Da qui partono l'attenzione sull'applicazione degli istituti contrattuali, delle norme sulla sicurezza del lavoro e sulla tutela psico-fisica dei lavoratori ed il contrasto sia alla linea del governo nazionale in merito al taglio delle risorse necessarie al finanziamento del contratto nazionale e degli istituti previdenziali ed assistenziali, sia alla
nuova forma di controllo del lavoro adottata dai sindaci in merito allo scippo delle risorse destinate alla contrattazione decentrata con tutte le conseguenze del caso. Ebbene, se "il sonno della ragione genera mostri", noi allora restiamo svegli il più a lungo possibile e ci rifiutiamo di assecondare il silenzio generale, come
purtroppo ha scelto di fare buona parte della categoria che, mediante i soliti imbonitori e le prefiche di antica memoria, viene capziosamente distratta ed afflitta da un lacerante sentimento di mestizia, mentre prevale la propaganda governativa tesa ad intorpidire sempre di più le coscienze. Noi vogliamo lottare per un nuovo
Ordinamento della Polizia Locale, che dia garanzie reali sul riconoscimento del profilo giuridico ed economico  che ci spetta, che ci assicuri un'adeguata e dignitosa condizione professionale ed umana e che, ancora, affermi con certezza tutto ciò che compete ad una Forza di polizia che opera sul territorio, senza più trovare ostacoli in
anacronistiche limitazioni o, peggio ancora, declassificazioni di natura geopolitica. Ecco dunque che, di fronte alla sfiducia della categoria ed alla propaganda di regime di mere dichiarazioni, ovvero contro gli ostacoli frapposti dai politici o da funzionari locali integerrimi, il SILPoL è pronto ad adire i Giudici di ogni giurisdizione, a
spostare la lotta nelle aule giudiziarie divenute, purtroppo, l'unico luogo possibile dove esercitare il diritto alla tutela del lavoro e dove sostenere ogni azione per migliorare la condizione dei lavoratori contro l'indolenza e l'arroganza della controparte datoriale fortemente blindata. Per tutto questo è necessario intensificare la
battaglia nei territori, riprendere la lotta laddove regna la rassegnazione e non lasciare che siano “altri” ad occuparsi della categoria, poiché è dovere precipuo di ciascuno di noi agire senza timore contro ogni sopruso. Noi faremo la nostra parte per le questioni nazionali e tutti insieme potremo riprendere il cammino verso la
conquista di una nuova ed adeguata identità professionale.

Caltagirone 8/11/2016

Il Segretario Nazionale

Nello Russo