PAGINA IN AGGIORNAMENTO

 DDG SICILIA art. 13
     

 Regione Siciliana - Circolare n.7711/2015 dell'Assessorato delle Aut.Loc.
     per la nuova procedura di finanziamento del Piano di Miglioramento dei Servizi di P.M. (ex art.13)

      pdf Ass_AA_LL_7711-2015Fondo_art_13_1

      pdf Ass_AA_LL_circolare_7711-2015 Art_13 (allegato A)

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 DDG_Sicilia_art-13_2013 

 Circolare  3- 2014 - Articolo 13 della L.R.  17/1990 

 Circolare 17-2013 - Articolo 13 della L.R.  17/1990

 Legge Regionale n. 19 del 16 dicembre 2008
       Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e dell’Amministrazione della Regione

  Legge Regionale n. 22 del 16 dicembre 2008       (stralcio)     
       Art. 23: Indennità dei Corpi di Polizia Municipale dei Comuni 

 DECRETO 17 maggio 2006 (legggi il decreto)
Distintivi di qualifica da applicarsi alle uniformi degli appartenenti alla polizia municipale.

   Decreto Assessore EE.LL.11 giugno 2002
      Criteri per la valutazione dei titoli nei concorsi interni e per l'acesso alle qualifiche dirigenziali

   Decreto Assessore EE.LL. 4 settembre 1993
      Approvazione dello schema di regolamento della Polizia Municipale

    Legge Regionale n. 17 dell'1 agosto 1990

REGIONE VALLE D'AOSTA
LEGGE REGIONALE N. 47 DEL 31-07-1989
Norme in materia di polizia locale e istituzione dell' ufficio regionale di polizia locale.

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Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1
(Servizio di polizia locale)
1.
 I Comuni della Valle d' Aosta esercitano le funzioni di polizia locale, urbana e rurale e le altre funzioni di polizia amministrativa loro attribuite dalle vigenti leggi e quelle loro delegate, avvalendosi di un apposito servizio di polizia locale.
2. I Comuni nei quali il servizio di polizia locale è espletato da almeno sette addetti possono istituire il Corpo di polizia locale.


ARTICOLO 2
(Consorzi fra Comuni)
1.
 La Regione favorisce, nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, le iniziative dei Comuni soprattutto di quelli di piccole dimensioni volte al esercitare in forma consortile le funzioni di polizia locale.
2. Nell' organizzazione la forma di collaborazione prevista dal comma precedente, la Regione, come pure i Comuni interessati, devono tener conto delle ripartizione del territorio già esistenti e in particolare modo delle Comunità Montane.
3. La costituzione dei Consorzi è volontaria e, allorquando questi siano stati validamente costituiti, il personale di polizia locale è inquadrato nell' organico del Consorzio ed esercita le proprie funzioni alle dipendenze degli organi dei singoli Comuni consorziati nell' ambito del territorio comunale cui sono assegnati, secondo le direttive del legale rappresentante del Consorzio stesso.


ARTICOLO 3
(Collaborazione temporanea fra Comuni)
1.
 Per soddisfare esigenze di carattere temporaneo il personale di polizia locale può essere comandato a svolgere funzioni presso un Comune diverso da quello di appartenenza;
in tale caso opera alle dipendenze del Sindaco di tale Comune, mantenendo la dipendenza dall' Ente di appartenenza agli effetti economici, assicurativi e previdenziali.
2. La richiesta di collaborazione da parte del Comune interessato deve essere rivolta, in primo luogo, al Comune più vicino e, successivamente, ai Comuni progressivamente più lontani sentito il personale interessato.
3. I Comuni interessati, anche mediante apposite convenzioni, possono prevedere rimborsi o compensazioni reciproche.
4. I comandi da Comune a Comune sono regolati dai vigenti contratti di lavoro del personale degli Enti locali e sono oggetto di contrattazione decentrata così come regolata dalla legge 29 marzo 1983, n. 93 << legge - quadro per il pubblico impiego >>.


ARTICOLO 4
(Funzioni del Sindaco)
1.
 Al servizio di polizia locale sovrintende il Sindaco o un Assessore da lui delegato. Nell' esercizio di tale funzione il Sindaco, o il suo delegato, impartisce le direttive, vigila sullo svolgimento delle attività di servizio e adotta, qualora necessari, i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti.


ARTICOLO 5
(Comandante del Corpo di polizia locale)
1.
 Al Corpo di polizia locale, dove costituito, è preposto un Comandante.
2. Il Comandate del Corpo di Polizia locale è responsabile verso il Sindaco dell' addestramento, della disciplina e dell' impiego tecnico - operativo degli appartenenti al Corpo.
3. Gli addetti alle attività di polizia locale sono tenuti ad eseguire le direttive impartite dai superiori gerarchici e dalle autorità competenti per i singoli settori operativi nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi.


ARTICOLO 6
(Compiti degli addetti al servizio di polizia locale)
1.
 Gli addetti al servizio di polizia locale, entro i limiti territoriali dell' Ente di appartenenza o dei Comuni consorziati, provvedono a:
a) vigilare sull' osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle disposizioni emanate dallo Stato, dalla Regione e sulle disposizioni normative comunali con particolare riguardo alle norme concernenti: la polizia urbana e rurale, la circolazione stradale, l' edilizia, il commercio e i pubblici esercizi;
b) vigilare sull' integrità e conservazione del patrimonio pubblico;
c) svolgere i servizi di polizia stradale, ai sensi del testo unico delle norme sulla circolazione stradale;
d) prestare opera di soccorso nelle pubbliche calamità e disastri, d' intesa con le autorità competenti, nonché in casi di privati infortuni;
e) cooperare, nei limiti delle proprie attribuzioni, al mantenimento dell' ordine pubblico e della sicurezza pubblica con gli organi di polizia dello Stato, previa disposizione del Sindaco, quando ne venga fatta, per specifiche operazioni, motivata richiesta dalle competenti Autorità , nonché cooperare con gli organi della Regione e della Protezione Civile;
f) segnalare alle autorità competenti disfunzioni e carenze dei servizi pubblici, con particolare riguardo a quelli prestati dai Comuni, nonché eventuali cause di pericolo per la pubblica incolumità ;
g) prestare servizi d' onore, di vigilanza e di scorta.


ARTICOLO 7
(Qualifiche attribuite)
1.
 Il personale che svolge servizio di polizia locale nell' ambito del territorio dell' Ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni riviste le qualifiche di:
a) agente o ufficiale di polizia giudiziaria a norma dell'art. 221 del codice di procedura penale;
b) agente di pubblica sicurezza svolgendo funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza.
2. A tal fine il Presidente della Giunta regionale nell' esercizio delle sue funzioni di Prefetto conferisce al suddetto personale, previo atto di comunicazione da parte del Sindaco da considerarsi atto dovuto, la qualità di agente di pubblica sicurezza dopo aver accertato il possesso dei seguenti requisiti:
a) godimento dei diritti civili e politici;
b) non aver subito condanne a pena detentiva per delitto non colposo o non essere stato sottoposto a misure di prevenzione;
c) non essere stato espulso dalle Forze Armate o di Polizia o destituito dai pubblici uffici.
3. Il Presidente della Giunta sempre nell' esercizio delle funzioni di Prefetto, sentito il Sindaco, dichiara la perdita della qualità di agente di pubblica sicurezza qualora accerti il venire meno di alcuno dei suddetti requisiti.
4. Agli addetti al servizio di polizia locale viene attribuita la qualifica di Pubblico ufficiale ai sensi dell' art. 357 del codice penale; inoltre, per coloro che prestano servizio in Comuni o consorzi di Comuni con popolazione non superiore ai 3.000 abitanti, viene attribuita, di norma, anche la qualifica di Messo comunale ai sensi dell' articolo 273 del Regio decreto 3 marzo 1934, n. 383 << testo unico della legge comunale e provinciale >>, di Messo di conciliazione ai sensi della legge 3 febbraio 1957, n. 16, << disposizioni sul servizio e la denominazione degli uscieri di conciliazione >> e di Autista per scuolabus.


ARTICOLO 8
(Regolamenti comunali)
1.
 I Comuni, singoli od associati, entro sei mesi dall' entrata in vigore della presente legge devono adottare uno specifico regolamento di polizia locale diretto a stabilire in particolare:
a) che le attività vengano svolte in uniforme e che possano essere svolte in abito civile soltanto quando ciò sia strettamente necessario per l' espletamento del servizio e venga espressamente autorizzato.
Per il personale femminile l' uso dell' abito civile deve venire consentito a partire dal terzo mese di gravidanza;
b) che l' ambito ordinario delle attività sia quello del territorio dell' Ente di appartenenza o del Consorzio di cui all' art. 3 oppure quello del Comune presso il quale il personale sia comandato od assegnato;
c) che siano osservati i seguenti criteri per i sottoelencati casi particolari:
1) missioni esterne per soli fini di collegamento o di rappresentanza;
2) missioni esterne per fini di polizia, solo in casi di inseguimento per accertata flagranza dell' illecito commesso nel territorio di appartenenza;
3) missioni esterne per soccorso in caso di calamità e disastri, o per rinforzare altri Corpi e Servizi in particolari occasioni stagionali o eccezionali, ammesse previa esistenza di appositi piani o di accordi tra le Amministrazioni interessate, e di esse va data previa comunicazione al Presidente della Giunta regionale, nell' esercizio delle funzioni di Prefetto.
2. I regolamenti comunali recano norma svolte a promuovere e garantire la pratica di attività sportive nonché la partecipazione a competizioni sia a livello regionale che nazionale degli addetti al servizio di polizia locale.
3. I Comuni prima di adottare i regolamenti acquisiscono il parere del Comitato tecnico consultivo di cui al successivo art. 14.


ARTICOLO 9
(Caratteristiche delle uniformi, dei segni distintivi e dei mezzi di trasporto)
1.
 Il Consiglio regionale provvede, per mezzo del regolamento previsto al successivo articolo 17, a determinare le caratteristiche generali delle uniformi di servizio, dei simboli distintivi del grado e dei simboli distintivi delle mostrine, degli stemmi e delle placche, nel rispetto del divieto di assimilazione a quelle militari nonché i tempi massimi entro i quali devono essere assegnate le uniformi.
2. Con lo stesso regolamento il Consiglio provvede a determinare anche le caratteristiche, dei mezzi di trasporto.


ARTICOLO 10
(Struttura dei Corpi o Servizi di polizia locale)
1.
 Il servizio di polizia locale è espletato dal Corpo di polizia locale o dal Servizio di polizia locale.
2. La composizione del Corpo di polizia locale è strutturata nel seguente modo:
a) se il Corpo è composto da più di 20 unità si determina il seguente organico secondo il seguente ordine gerarchico:
1) un Comandante - ufficiale superiore;
2) un Vice - comandante - ufficiale inferiore;
3) Ispettori - maresciallo (uno ogni 25 addetti o frazione di 25 superiore al 50%);
4) Coordinatori - brigadiere (uno ogni 5 agenti o frazione di 5 superiore al 50%);
5) Istruttori - appuntato;
6) Agenti di PL
b) se il Corpo è composto dalle 7 alle 20 unità si determina il seguente ordine gerarchico:
1) un Comandante - ufficiale inferiore;
2) un Vice - comandante - brigadiere;
3) Istruttori - appuntato (uno ogni 5 agenti o frazione di 5 superiore al 50%);
4) Agenti di PL.
3. La composizione del Servizio di polizia locale è strutturata nel seguente modo:
a) se il Servizio è composto dalle 3 alle 6 unità si determina il seguente ordine gerarchico:
1) Un Istruttore - brigadiere;
2) Un Istruttore - appuntato;
3) Agenti di PL
b) se il Servizio è composto da due unità si determina il seguente ordine gerarchico:
1) Un Istruttore - appuntato;
2) Un Agente di PL
c) se il Servizio è composto da una sola unità , questa ricopre la qualifica di Agente di PL.


ARTICOLO 11
(Criteri per la determinazione della dotazione organica)
1.
 La dotazione organica dei Servizi o dei Corpi di polizia locale è determinata dai regolamenti dei Comuni di appartenenza tenuti presenti i seguenti elementi:
a) numero della popolazione residente e temporanea, sua densità insediativi;
b) estensione e distribuzione delle aree abitative, loro eventuale suddivisione in zone, frazioni, quartieri o altro, collegamenti logistici e caratteri urbanistici;
c) sviluppo edilizio;
d) dimensione del territorio servito;
e) densità e complessità del traffico;
f) sviluppo chilometrico delle strade e loro caratteristiche;
g) tipo e quantità degli insediamenti industriali e commerciali;
h) importanza turistica e capacità ricettiva della località ;
i) fasce orarie di copertura del servizio;
l) ogni altro elemento relativo alle caratteristiche socioeconomiche dell' area interessata.
2. La dotazione della pianta organica non potrà comunque essere inferiore ad una unità ogni 800 abitanti residenti o frazione di 800, ed a una unità ogni 1.600 posti di ricettività turistica.


ARTICOLO 12
(Reclutamento del personale)
1.
 Il reclutamento del personale addetto al Servizio o al Corpo di polizia locale avviene per pubblico concorso. A tal fine i regolamento organici dei comuni devono prevedere:
a) le prove d' esame (scritte e orali);
b) l' obbligo di frequenza, per tutti i candidati che hanno superato le prove d' esame, di un corso di formazione della durata di sei mesi da effettuarsi presso la Scuola regionale di polizia locale prevista al successivo art. 13;
c) la valutazione accordata, nei concorsi per titoli ed esami:
1) al servizio prestato in altri Corpi di polizia locale, di polizia dello Stato, dei vigili del fuoco e delle forze armate;
2) alle frequenza e superamento dei corsi di preparazione tenuti presso la Scuola regionale di polizia locale;
3) alla conoscenza di lingue straniere.
2. Al termine del coeso di formazione di cui alla lett. b) del precedente comma, viene rilasciato un certificato attestante il giudizio sul candidato.
3. Il candidato, solo nel caso in cui abbia riportato un giudizio di idoneità , verrà ammesso al servizio per il periodo di prova.
4. I requisiti per l' ammissione ai concorsi di agente, sottufficiale ed ufficiale di polizia locale sono quelli previsti dalle leggi vigenti per l' ammissione ai concorsi del personale degli Enti Locali, con prove per l' accertamento della conoscenza della lingua francese.
5. E' richiesto, inoltre, il possesso della patente di guida per i veicoli di circolazione di categoria << B >>, << C >> o << D >>.
6. L' ammissione ai concorsi è subordinata al superamento di una visita medico attitudinale da effettuarsi nelle strutture dell' USL della Valle d' Aosta.


ARTICOLO 13
(Scuola regionale di polizia locale)
1.
 La Regione, entro sei mesi dall' entrata in vigore della presente legge, istituisce la Scuola regionale di polizia locale diretta a formare, aggiornare e perfezionale il personale dei Servizi o dei Corpi di polizia locale.
2. La Scuola regionale ha in particolar modo lo scopo di:
a) svolgere periodicamente corsi di aggiornamento professionale e di specializzazione per gli addetti ai Servizi o ai Corpi di polizia locale;
b) qualificare professionalmente gli allievi che hanno superato le prove d' esame;
c) promuovere ed organizzare appositi corsi, aperti a tutti gli interessati, per la preparazione a concorsi di agente di polizia locale.
3. I programmi, le caratteristiche didattiche e le prove attitudinali dei corsi vengono determinate dal Consiglio regionale sentito il parere del Comitato tecnico consultivo di cui al successivo art. 14.
4. L' onere relativo al funzionamento della Scuola regionale di polizia locale viene ripartito fra la Regione e i Comuni interessati, con apposita convenzione, in relazione al numero degli addetti alla polizia locale che ciascuna Ente invia ai corsi.


ARTICOLO 14
(Comitato Tecnico Consultivo)
1.
 Il Consiglio regionale entro 60 giorni dall' entrata in vigore della presente legge, nomina, con delibera, un Comitato Tecnico Consultivo regionale per la polizia locale.
2. Il Comitato svolge la propria attività consultiva oltre che nei casi previsti dalla presente legge, ogniqualvolta la Regione o i Comuni intendano adottare provvedimenti riguardanti la polizia locale.


ARTICOLO 15
(Composizione del Comitato Tecnico Consultivo)
1.
 Il Comitato di cui al precedente art. 14 è così composto:
a) il Presidente della Giunta regionale o un Assessore da lui delegato, che le presiede;
b) il Comandante del Comune capoluogo;
c) tre esperti in materia di polizia locale;
d) il Direttore della Scuola regionale di polizia locale o un suo delegato;
e) tre rappresentanti dei Comuni designati dalle Associazioni dei Comuni;
f) tre rappresentanti dell' Associazione Valdostana degli operatori di polizia locale;
g) quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale.


ARTICOLO 16
(Ufficio regionale di polizia locale)
1.
 la Regione entro 90 giorni dall' entrata in vigore della presente legge, sentito il Comitato tecnico consultivo, istituisce, presso il Servizio rapporti con gli enti locali, gestione segretari comunali e affari di culto, di cui al comma 3 della legge regionale 21 maggio 1985, n. 35, l' Ufficio regionale di polizia locale, cui è preposto un impiegato con qualifica di << segretario>> 
2. L' Ufficio regionale di cui al comma precedente ha lo scopo di svolgere funzioni di informazione e di consulenza tecnico - giuridica a favore degli operatori di polizia locale.
3. nella pianta organica dei posti assegnati alla Presidenza della Giunta regionale è aggiunto un posto di << segretario >> (7° livello - ruolo del personale amministrativo).


ARTICOLO 17
(Regolamento di esecuzione)
1.
 Il Consiglio regionale entro 90 giorni dall' entrata in vigore della presente legge, predispone il regolamento di esecuzione diretto a disciplinare, oltre a quanto disposto dal precedente art. 9:
a) le modalità per la costituzione ed il funzionamento dei consorzi di cui all' art. 2;
b) gli indirizzi per l' individuazione della dotazione tecnica dei servizi inerenti, in particolare, ai veicoli per il pattugliamento, alla centrale radio operativa, agli strumenti di rilevazione;
c) le disposizioni per il funzionamento dei Servizi o dei Corpi di polizia locale;
d) ogni altra direttiva riguardante il reclutamento e la formazione del personale di polizia locale.
2. Le modificazioni del regolamento di cui al precedente comma, sono apportate sentito il parere del Comitato tecnico consultivo.


ARTICOLO 18
(Comunicazione dei regolamento comunali)
1.
 I regolamenti comunali previsti dalla presente legge e i loro eventuali atti di modifica sono trasmessi al Governo per mezzo del Presidente della Giunta regionale, a norma dell' art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 22 febbraio 1982, n. 182, << Norme di attuazione dello Statuto Speciale della Regione Valle d' Aosta... >>, dopo che essi sono diventati esecutivi.


ARTICOLO 19
(Applicazione della legge agli altri enti locali)
1. 
Agli enti locali diversi dai comuni che svolgono, anche a mezzo di appositi servizi, funzioni di polizia locale di cui sono titolari o che ad essi sono delegate si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della presente legge, intendendosi sostituiti ai Comuni ed ai loro organi l' ente locale e gli organi corrispondenti.
2. Ove almeno tre di detti enti svolgano l' attività disciplinata dalla presente legge, il Comitato di cui all' art. 14 è integrato da un loro rappresentante designato dal Presidente della Giunta regionale tra le persone indicate da ciascun ente.


ARTICOLO 20
(Disposizioni transitorie)
1.
 Fino a quando non sarà istituita la Scuola regionale di polizia locale e non sarà applicato il procedimento di reclutamento del personale previsto dall' art. 12, continueranno ad essere applicate le disposizioni normative vigenti.


ARTICOLO 21
(Disposizioni finanziarie)
1. 
Gli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge sono così determinati e graveranno sui capitoli sottoindicati del bilancio di previsione della Regione per l' esercizio 1989 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci:
- per l' applicazione dell' art. 13 annue Lire 55.000.000 a gravare sul capitolo di nuova istituzione n. 23990;
- per l' applicazione dell' art. 16 Lire 16.000.000 per l' anno 1989 e annue Lire 32.000.000 a decorrere dal 1990 a gravare sui capitoli n. 20900 e n. 20910;
2. Alla copertura degli oneri di cui al comma precedente si provvede:
- per l' anno 1989 mediante riduzione per Lire 71 milioni dello stanziamento previsto al capitolo 50000 << Fondo globale per il finanziamento di spese per l' adempimento di funzioni normali (Spese correnti) del bilancio di previsione per l' esercizio finanziario 1989, a valere sull'accantonamento iscritto all' allegato n. 8 al bilancio stesso relativo al rinnovo contrattuale del personale regionale comprensivo del premio incentivante la produttività ;
su detto intervento risulta, quindi, disponibile la minor somma di Lire 9.929 milioni;
- per gli anni 1990 e 1991 mediante utilizzo per Lire 174 milioni delle risorse disponibili iscritte al programma 3- 2 << altri oneri non ripartibili >> del bilancio pluriennale 1989/ 1991;
- per gli anni successivi gli oneri previsti dalla presente legge saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.


ARTICOLO 22
(Variazioni di bilancio)

OMISSIS

La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Aosta, 31 luglio 1989

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- prestare opera di soccorso in occasione di calamità e disastri e privati infortuni.

Gli appartenenti ai servizi di cui sopra adempiono inoltre alle incombenze di Polizia amministrativa previste dal DPR 24 luglio 1977, n. 616, nonché da quanto previsto dalla legge 7 marzo 1986, n. 65.


ARTICOLO 4
Protezione Civile

In caso di calamità il personale preposto ai servizi di Polizia locale assicura l' immediato intervento ed i collegamenti con gli altri servizi operanti nel settore, nel quadro dei provvedimenti regionali.
La Giunta Regionale, sentiti gli organi cui è attribuita la competenza in materia, impartirà specifiche direttive che devono essere attuate dal personale dipendente dei singoli Enti interessati.
I competenti organi degli Enti locali territoriali sono tenuti a mantenere in efficienza operativa i mezzi e strumenti in carico alla Polizia locale e assicurare l' aggiornamento professionale per gli operatori addetti.


ARTICOLO 5
Struttura dei servizi di Polizia locale

L' ordinamento e la struttura dei servizi di Polizia locale sono determinati dagli Enti di appartenenza con regolamento, nei limiti posti dalla legislazione vigente e nel rispetto delle indicazioni e parametri stabiliti con legge regionale in relazione alla classe di appartenenza del Comune.
Nell' articolazione dell' ordinamento e della struttura si dovranno tenere presenti:
- popolazione complessiva, sua densità insediativa, andamento demografico e fluttuazioni;
- estensione della zona interessata, collegamenti logistici, e caratteri urbanistici;
- sviluppo chilometrico delle strade, densità e complessiva del traffico;
- sviluppo edilizio;
- tipo e quantità degli insediamenti industriali e commerciali;
- importanza turistica della località ;
- fasce di copertura dei servizi;
- suddivisione del territorio in circoscrizioni, zone, frazioni o altro;
- altri criteri di carattere socio - economico, che risultino particolarmente significativi nella specificità del territorio.


ARTICOLO 6
Dipendenza del servizio di Polizia locale

Le strutture organizzative del servizio di Polizia locale od i corpi dei Vigili urbani, dove esistano, dipendono per l' esercizio delle funzioni dal Sindaco o dall' Assessore da lui delegato, il quale impartisce le direttive e gli ordini.
Allorquando il servizio è consorziato il personale, pur essendo inquadrato nell' organico del Consorzio, esercita le proprie funzioni alle dipendenze del competente organo dell' Amministrazione presso il quale è comandato.
Negli altri casi saranno i regolamenti comunali a determinare la dipendenza gerarchica e funzionale.
Quando si renda necessario l' impiego degli operatori della Polizia locale in concorso con quelli di altri Enti locali, o con le forze dell' ordine dello Stato o della Protezione Civile, il Sindaco promuove le opportune intese ed impartisce le necessarie direttive organizzative, attraverso la struttura gerarchica, sia per quanto attiene le modalità che i limiti dell' impiego, compatibilmente con le altre esigenze locali.
In tal caso non resta modificata la primitiva dipendenza gerarchica degli operatori.
In conformità alle norme dei regolamenti organici di ciascun Ente il personale assegnato al servizio può essere distaccato o comandato temporaneamente a svolgere funzioni di Polizia locale sul territorio di un Ente locale diverso da quello di appartenenza nell' ambito delle proprie attribuzioni, dandone preventiva comunicazione al Prefetto competente per territorio.


ARTICOLO 7
Sezioni territoriali di Polizia locale

Il servizio di Polizia locale può essere articolato in sezioni coincidenti con il territorio delle circoscrizioni o in zone di perimetro inferiore.
L' assegnazione di personale e mezzi alle sezioni dovrà essere proporzionata alle esigenze del territorio, con particolare riferimento agli elementi elencati al precedente art. 5.


ARTICOLO 8
Doveri degli operatori della Polizia locale

I responsabili dei Servizi di Polizia locale hanno l' obbligo di assicurare l' impiego ottimale degli operatori, il loro aggiornamento professionale e la disciplina.
Gli addetti alle attività di Polizia locale sono tenuti, nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi ad eseguire le disposizioni impartite dai superiori gerarchici in esecuzione degli indirizzi e delle direttive formulate dai Capi delle Amministrazioni di appartenenza o di assegnazione, in base all' ultimo comma dell' art. 6 della presente legge.


ARTICOLO 9
Professionalità degli operatori della Polizia locale

Agli agenti di Polizia locale dovrà essere garantita l'acquisizione, anche attraverso i corsi di cui ai successivi artt. 13 e 14, di una sufficiente professionalità volta soprattutto al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- conoscenza di leggi, regolamenti, circolari, ecc.;
- autosufficienza operativa;
- capacità di intessere, con il cittadino un rapporto di reciproca fiducia atta ad agevolare l' espletamento delle funzioni degli agenti di Polizia locale.


ARTICOLO 10
Qualifiche giuridiche

Agli appartenenti ai servizi di Polizia locale si applicano le norme di cui all' art. 5 della legge 7 marzo 1986, nº 65, per quanto attiene alle funzioni ivi previste, nonché l' art. 273 della legge 3 marzo 1934, n. 383, relativamente alla funzione di messo - comunale o provinciale e della legge 3 febbraio 1957, n. 16, relativamente a quella di messo di conciliazione.


ARTICOLO 11
Qualifiche funzionali e denominazione degli addetti alla Polizia locale

Per il personale addetto a funzioni di Polizia locale sono stabilite ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge 29 marzo 1983, n. 93 e delle normative di recepimento degli accordi sindacali ivi previsti specifiche figure professionali, articolate eventualmente su diverse qualifiche funzionali in relazione alla dimensione del servizio ed alle esigenze operative dell' Ente.


ARTICOLO 12
Assunzioni - Passaggi di qualifica

Le assunzioni degli operatori della Polizia locale avvengono in base alla normativa presente nel contratto di lavoro vigente.
L' accesso alle qualifiche professionali superiori avviene previa partecipazione ai vari corsi di formazione professionale, organizzati dalla Regione o da altri organismi a ciò abilitati oltrechè in base alla capacità professionale acquisita nell' esercizio delle funzioni.
Gli Enti locali, singoli o consorziati, sono tenuti a dare comunicazione alla Regione entro il 30 aprile ed il 31 ottobre di ogni anno del numero dei partecipanti ai corsi del semestre successivo.
Gli Enti locali, singoli o consorziati, sentite le OOSS e nel rispetto delle leggi di recepimento dei CCNL, stabiliscono nei propri regolamenti organici le norme per l' accesso alle singole qualifiche, le attribuzioni, i doveri e le responsabilità , nonché quanto altro si riferisce ai limiti di impiego.


ARTICOLO 13
Periodo di prova e corso di qualificazione per l' immissione in ruolo

Ai fini dell' immissione definitiva in ruolo il superamento degli esami conclusivi dello specifico corso di formazione a ciò predisposto costituisce titolo necessario per la valutazione del periodo di prova secondo la normativa contenuta nel contratto di lavoro vigente.
Le Commissioni esaminatrici dei corsi saranno nominate con decreto del Presidente della Giunta Regionale e costituite dal dirigente o da un funzionario di qualifica non inferiore alla settima dell' Assessorato regionale Polizia locale con funzione di Presidente, dal direttore tecnico del corso, che provvederà anche alla verbalizzazione dei lavori della Commissione, da due docenti del corso dei quali almeno uno Comandante di Polizia municipale inquadrato in una qualifica non inferiore alla settima, di un rappresentante dell' Amministrazione Comunale presso la quale è stato effettuato il corso da designarsi tra i dirigenti o funzionari purché di qualifica non inferiore alla settima, anche estranei all' Amministrazione Comunale o docenti di materie giuridiche o liberi professionisti esperti, tutti, nelle materie trattate nel corso.


ARTICOLO 14
Corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale

La Regione Piemonte, tenuto conto delle esigenze degli Enti locali, direttamente o tramite organismi abilitati, istituisce, per gli operatori della Polizia locale, corsi di aggiornamento e, per coloro che sono inquadrati in livelli funzionali superiori, corsi di specifica qualificazione professionale.
Alla fine dei corsi, di cui al presente articolo, a seguito dell' esame finale verrà rilasciato apposito attestato che costituirà requisito necessario per la valutazione ai fini dell' avanzamento e progressione nella carriera.
La Commissione esaminatrice verrà costituita con le modalità dell' art. 13, 3o comma, della presente legge.


ARTICOLO 15
Requisiti per l' ammissione ai concorsi

Per l' ammissione ai concorsi pubblici per la copertura dei posti vacanti, negli organici dei servizi di Polizia locale, sono richiesti i requisiti previsti dalla vigente normativa e dai regolamenti organici dei singoli Enti.
Nei regolamenti organici vanno tuttavia stabiliti i seguenti requisiti:
- possesso della patente di guida per la conduzione dei veicoli, non inferiore alla cat. B;
- idoneità fisica accertata mediante visita medico - attitudinale da svolgersi presso i centri di medicina legale della USSL competente per territorio.
I regolamenti dovranno altresì prevedere parità di mansione e di condizioni di lavoro tra gli appartenenti ai due sessi.


ARTICOLO 16
Commissione tecnica per la Polizia locale

La Giunta Regionale, entro trenta giorni dall' entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione nomina una Commissione tecnica per la Polizia locale, composta da:
- l' Assessore regionale alla Polizia locale, che la presiede, o dal responsabile del servizio competente;
- sei esperti in materia di Polizia locale, di cui tre scelti tra i comandanti della Polizia municipale dei Comuni piemontesi;
- tre rappresentanti degli Enti locali, designati rispettivamente da ANCI, UPI ed UNCEM;
- tre rappresentanti sindacali designati dalle OOSS maggiormente rappresentative a livello regionale.
La Commissione ha il compito di:
- suggerire studi sui problemi relativi alla Polizia locale urbana e rurale;
- formulare proposte per la formazione, l' aggiornamento e l' approfondita qualificazione professionale per gli addetti;
- promuovere la standardizzazione delle uniformi, dei gradi e delle attrezzature ed il rinnovamento degli strumenti operativi;
- promuovere l' aggiornamento degli adempimenti procedurali della Polizia locale;
- individuare opportune modalità per incontri, scambi con altre realtà nazionali ed europee nell' ambito della Polizia locale.
Ai membri della Commissione esterni all' Amministrazione Regionale verrà corrisposto, per la partecipazione alle sedute il gettone di presenza dell' importo previsto dalla LR 33/ 76.
La segreteria dei lavori della Commissione è svolta dai funzionari dei competenti uffici regionali.


ARTICOLO 17
Uniformità delle attrezzature - Divise

Il Consiglio Regionale, su proposta della Commissione tecnica di cui all' art. 16 e sentite le rappresentanze degli Enti locali e le organizzazioni maggiormente rappresentative degli operatori, definisce con apposita legge le attrezzature ed i mezzi tecnici di cui i servizi di Polizia locale debbono essere dotati; definisce il tipo, i colori ed il modello di tutti i capi della divisa, nel rispetto del divieto di assimilazione a quelli militari.
La Giunta Regionale stabilirà i tempi e le norme di attuazione.


ARTICOLO 18
Inizio dei corsi

Il Presidente della Giunta con proprio decreto stabilisce l' inizio e la durata dei corsi di formazione ai vari livelli.


ARTICOLO 19
Norma finanziaria

L' onere derivante dall' applicazione della presente legge è valutato per l' anno 1987 in L. 150.000.000, cui si fa fronte mediante riduzione di pari importo in termini di competenze e di cassa dello stanziamento del cap. 12800 dello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per l' anno finanziario 1987, e l' istituzione nello stato di previsione stesso di apposito capitolo con la seguente denominazione: << Spese per lo svolgimento delle funzioni in materia di Polizia locale >> e lo stanziamento di L 150.000.000 in termini di competenza e di cassa.
Agli oneri relativi agli esercizi finanziari 1988 e successivi si provvederà in sede di predisposizione dei relativi bilanci.
Il Presidente della Giunta Regionale è autorizzato ad apportare con proprio decreto le occorrenti variazioni di bilancio.


ARTICOLO 20
Norme transitorie

Gli Enti locali dovranno provvedere entro il termine di 180 giorni dall' entrata in vigore della presente legge ad adeguare i propri regolamenti alle norme in essa contenute.
Le norme relative ai corsi per primo inquadramento previste dalla presente legge non sono applicabili ai concorsi già banditi prima dell' entrata in vigore della stessa.


ARTICOLO 21
Entrata in vigore

La presente legge entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel << Bollettino Ufficiale >> della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 30 novembre 1987

REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 57 DEL 16-12-1991
Integrazione alla legge regionale 30 novembre 1987, n. 58, concernente << Norme in materia di Polizia locale >>

Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto il visto.
Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1
Determinazione del contingente numerico del servizio di Polizia municipale

1. Fermi restando i criteri, di cui all' art. 5 della legge regionale 30 novembre 1987, n. 58, la dotazione organica di ogni corpo o servizio di Polizia municipale è stabilita in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 1.000 abitanti.
2. Nel Comune capoluogo di Regione il rapporto è fissato in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 550 abitanti, mentre per i Comuni di classe 1A, 1B e 2A, di cui alla tabella A della legge 8 giugno 1962, n. 604 e successive modificazioni, la dotazione organica è costituita in misura non inferiore ad 1 addetto ogni 800 abitanti.
3. I parametri, di cui ai commi uno e due, si applicano anche in caso di gestione del servizio in forma associata.


ARTICOLO 2
Personale stagionale

1. Per sopperire a particolari esigenze stagionali del servizio i Comuni possono procedere all' assunzione temporanea di personale in conformità con la normativa vigente in materia.
2. I Comuni stabiliscono i periodi nei quali si può procedere all' assunzione del personale stagionale.


ARTICOLO 3
Funzioni di studio in materia di Polizia locale

1. La Regione, al fine di promuovere il miglioramento dei servizi di Polizia locale, svolge e favorisce iniziative specifiche, studi, ricerche, convegni, seminari in materia.


ARTICOLO 4
Uniforme e segni distintivi

1. Le attività di Polizia municipale vengono svolte in uniforme.
2. L' uniforme degli addetti di Polizia municipale è stabilita, dall' Allegato A della presente legge, sia nella dotazione che nel modello e nel colore previsto per ciascuno capo.
3. Con provvedimento del comandante del corpo o del responsabile del servizio per il personale può essere dispensato dall' indossare l' uniforme, quando ne ricorrono motivi di impegno tecnico operativi.
4. I simboli distintivi del grado, attribuito a ciascun addetto alla Polizia municipale in relazione alle funzioni svolte, sono stabiliti dall' Allegato B della presente legge.
5. Le singole Amministrazioni stabiliscono le mostrine ed il fregio da apporre al copricapo.
6. Gli appartenenti ai corpi o servizi di Polizia municipale con conoscenza di una o più lingue straniere, accertata previa prova orale d' esame da sostenersi dinanzi ad apposita Commissione d' esperti, portano sulla manica sinistra il distintivo con i colori del Paese, di cui conoscono la lingua. Tale distintivo ha le dimensioni di cm. 4x1, 5.
7. E' vietato variare la foggia dell' uniforme, nonché l' uso di elementi ornamentali, in modo da alterare l' assetto formale della stessa.
8. I comuni possono adottare divise di rappresentanza.


ARTICOLO 5
Mezzi operativi
1.
 Ai mezzi di trasporto in dotazione agli addetti alla Polizia municipale sono applicati i colori, i contrassegni e gli accessori stabiliti nell' Allegato C della presente legge.
2. Gli autoveicoli in dotazione alla Polizia municipale sono muniti di sirena e monoblocco contenente altoparlante e dispositivo lampeggiante a luce blu.
3. Nel caso di utilizzo di mezzi nautici, essi sono muniti di sistema di allarme, collegamento radio ed attrezzatura atta ad assicurare una efficiente operatività .


ARTICOLO 6
Placca e tesserino di riconoscimento
1.
 Gli operatori della Polizia municipale sono dotati di placca e tesserino personale di riconoscimento.
2. La placca di riconoscimento, che contiene la denominazione dell' Ente di appartenenza ed il numero personale di matricola, ha le dimensioni e la forma stabilita nell' Allegato D della presente legge.
3. La placca va applicata al petto, all' altezza del taschino sinistro dell' uniforme.
4. Il tesserino plastificato di riconoscimento, del formato di cm. 10x6, contiene, oltre alla foto ed ai dati anagrafici, le seguenti indicazioni:
1) la qualifica di agente o di ufficiale di Polizia giudiziaria;
2) il decreto prefettizio di riconoscimento di qualifica di agente di Pubblica sicurezza;
3) il gruppo sanguigno;
4) il numero di matricola dell' arma in eventuale dotazione.
5. Le caratteristiche del tesserino di riconoscimento sono quelle stabilite nell' Allegato E della presente legge.
6. Il tesserino è portato sempre con sé dagli operatori, sia in uniforme che in abito civile.
7. Il documento ha validità di cinque anni, salvo eventuali motivate limitazioni, ed è restituito all' Amministrazione Comunale di appartenenza all' atto della cessazione dal servizio, per qualsiasi causa.


ARTICOLO 7
Variazioni alle uniformi, agli strumenti ed ai mezzi operativi

1. Eventuali variazioni della foggia dei capi dell' uniforme, dei distintivi, dei gradi, nonché delle caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi rispetto a quanto stabilito dalla presente legge, resesi necessarie a causa di esigenze sopravvenute, sono approvate con legge regionale, sentita l' apposita Commissione tecnica regionale, di cui all' art. 16 della LR n. 58/ 87.


ARTICOLO 8
Servizio a cavallo
1.
 Per pattugliamento in zone agricole, forestali o in parchi pubblici e per motivi di rappresentanza possono essere istituiti servizi di Polizia municipale a cavallo, se tale forma di vigilanza risulta, in relazione all' ambiente ed al tipo di utenza, efficace ed adeguata.


ARTICOLO 9
Norma finanziaria
1.
 Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge si fa fronte con le somme iscritte nei capp. 2391 e 2394 del bilancio di previsione per l' anno finanziario 1991, aventi rispettivamente le seguenti denominazioni:
cap. 2391 - Contributi per lo svolgimento delle funzioni di Polizia locale( LR n. 58/ 87);
OMISSIS
2. La spesa per gli anni finanziari successivi è determinata con legge di approvazione dei relativi bilanci.


ARTICOLO 10
Norma transitoria
1.
 I Comuni adeguano, entro due anni dall' entrata in vigore della presente legge, la foggia delle uniformi a quanto stabilito negli articoli precedenti.
2. Per il distintivi di grado, la placca ed il tesserino di riconoscimento l' adeguamento si compie entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge.
Allegato A - Uniformi - Capo di vestiario ed accessori
(omissis)
Allegato B - Segni distintivi del grado
(omissis)
Allegato C - Contrassegni ed accessori dei mezzi
di trasporto
(omissis)
Allegato D - Placca
(omissis)
Allegato E - Tessera di riconoscimento
(omissis)
Gli allegati A, B, C, D, E, sono stati allegati al testo di legge approvato dal Consiglio il 16 luglio 1991 e non sono stati modificati nel nuovo testo.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel << Bollettino Ufficiale >> della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 16 dicembre 1991

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