pdfÉ probabile che il principio sancito dalla Cassazione sui festivi infrasettimanali, tra i tanti espressi nel tempo e tutti contrastanti, diventi norma contrattuale.
Della Polizia Municipale, un colpo alla volta, non rimarrà nulla e purtoppo essa si sfracellerá sulle rive degli interessi di bottega. Per noi, per il SILPoL, resta sempre viva quella grande passione di lotta, che ci vede impegnati e determinati sul fronte della resistenza al potere della politica becera e del burocratismo sfrenato, all’indifferenza legislativa ed alla violenza verbale e materiale; ma anche sul fronte della disobbedienza civile alla pratica di quanti vogliono la polizia locale schiava, subdola, remissiva.

Chiediamo a tutti di ritrovarci uniti e solidali, per contrastare questa nuova ondata di medioevo politico e culturale, che vuole cancellare le conquiste dei lavoratori, molte delle quali siglate col sangue, e nel nostro caso particolare la specificità e la professionalità, con le quali “i vigili urbani” coniugano ogni giorno il proprio impegno nelle località con sacrificio spesso personale e con senso del dovere civile e morale.

Ora o mai più contro l’ennesimo atto della privatizzazione della categoria e della sicurezza urbana (si legga il comma 3^ bis, art. 22, legge 96/2017), che mette la testa della polizia municipale sul piatto d’argento in pasto ai privati e ai sindaci. Blocco del turn over, mantenimento del patto di stabilità, scippo delle risorse contrattuali, gravi criticitá della sicurezza del lavoro e delle condizioni della salute dei lavoratori, esclusione dall’elenco dei lavori usuranti ed altro ancora sono elementi oggettivamente sufficienti, per spingerci a saltare gli steccati ed a sottoscrivere una piattaforma unitaria di dura rivendicazione, ancorata ad un progetto contrattuale e normativo serio e concreto, da sostenere fino allo stremo nei luoghi di lavoro e nelle piazze. È il momento di fare baccano, non di pietire o di elemosinare; é il momento di alzare la posta ed il tiro. Altrimenti soccomberemo.

10/12/2017

Nello Russo
(Segretario Nazionale)

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La legge Minniti non è una legge di sinistra, né di destra, solleticando le paure del cosiddetto elettorato medio, essa si risolve in una legge pericolosamente reazionaria, antica come la disuguaglianza, moderna come la crescente ingiustizia. La nuova legge, lungi dal rappresentare il cavallo di Troia, il buon inizio delle magnifiche sorti e progressive del riscatto della polizia locale e dei suoi appartenenti, rappresenterà la pietra tombale delle sacrosante rivendicazioni.

 

pdfI frequenti attacchi mediatici alla Polizia Municipale Italiana sono la dimostrazione della legittimazione ideologica del processo di istituzionalizzazione della demolizione non solo della P.M., ma anche in via più generale dei Comuni, mediante l'opera doviziosa del governo centrale che, nel tentativo di accentrare sempre più il potere, sta portando alle estreme conseguenze la politica dei tagli finanziari ai servizi pubblici dei Comuni, nello stesso momento in cui gli Italiani, invece, hanno scelto con il referendum del 4 Dicembre di consegnare al cittadino maggiore autonomia e un più efficiente decentramento amministrativo, che aprano la strada al principio costituzionale della partecipazione alle scelte ed al processo decisionale delle comunità locali. Diventa dunque ineludibile il fatto che, per tutelare la Polizia Municipale è necessario innanzitutto riposizionare i Comuni nell'alveo della dignità giuridica e costituzionale, che la politica nazionale sta invece cancellando. Gli inviti lanciati all'Anci dalla nostra organizzazione sindacale mirano ad avviare la discussione in questi termini, chiamando i Sindaci alle loro oggettive responsabilità di governo e ad una nuova coscienza civica scevra da inquinamenti, con cui opporsi alla vulnerabilità alla quale il sistema delle autonomie locali è quotidianamente sottoposto. Dunque, non vogliamo sindaci più forti, ma sindaci maggiormente consapevoli del loro ruolo e con un profilo più alto e più concreto. Nel contempo, tuttavia, è divenuto inaccettabile guardare una categoria che continua a perdersi in chiacchiere e lacerazioni interne, divenuta incapace di reagire al malcostume del vilipendio nei suoi riguardi. Una categoria che da un lato si piange addosso e dall'altro si esalta per attività di servizio che bisogna invece evitare, fino a quando non sarà inquadrata come forza di polizia. È la mentalità a volte servile, altre volte votata al protagonismo ed alla emulazione, che fa del male a noi stessi.
Ci vogliono Coscienza e Conoscenza, senza le quali siamo niente, carne da macello a costo zero.

Nello Russo
Segretario Nazionale

Il SILPoL sempre in prima linea sul fronte della battaglia per la riforma dell'ordinamento della P.M.
Nel pomeriggio del 12 Dicembre una delegazione nazionale del S.I.LPo.L è stata ricevuta dal senatore Pagliari del PD, membro della Commissione Affari Costituzionali, al quale è stata rappresentata la necessità di superare concretamente l'insostenibile quanto inconcludente balletto istituzionale sulla riforma dell'Ordinamento della Polizia locale. L'incontro, programmato ben prima del verificarsi della crisi di governo, è servito per segnare qualche passaggio nell'attesa della nuova designazione degli incarichi e delle commissioni e per poter così essere ricevuti dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali, alla quale il SILPoL presenterà ancora una volta l'unico progetto di riforma possibile della Polizia Municipale

Un ringraziamento particolare va al nostro PierPaolo Contini, delegato dell'Emilia Romagna nonché membro del CDN SILPoL, il quale ha preparato l'incontro e mantiene i contatti con il senatore Pagliari, nel prosieguo dell'iniziativa del SILPoL.

Nello Russo
Segretario Nazionale

Equo indennizzo, addio! di tanta speranza non rimangono che il desiderio ed una struggente delusione. La riforma della Polizia Locale non s'ha da fare, nemmeno a piccoli passi, ed il governo nazionale dice di no ad ogni tipo di apertura riguardo alla  questione attuale.  
E così anche stavolta i fatti danno ragione al SILPoL, con buona pace, o per meglio dire alla faccia dei convegni romani (leggasi ospol csa) e dei proclami del tipo "noi ci siamo, questa è la terza vittoria ed altre amenità " (leggasi sulpl/sulpm) e delle facili quanto banali asserzioni di tutte quelle associazioni e quei gruppi, che predicano bene e razzolano male, molto male. In mezzo vivacchia una categoria, che va a caccia di mosche e che si lascia imbonire e persuadere dai profeti dell'ultima ora, o che addirittura si compiace della vittoria, in "prima facie," per il rifiuto del porto d'arma opposto dai vigili obiettori di coscienza, invece di lottare unita e coi piedi per terra!
In tempi di propaganda, la lotta sindacale più vera e sincera è  quella che si fa per il piacere dell'onestà! quella che si conduce senza inganni di sorta e con le gambe ben salde nei territori, da Torino a Messina, da Nord a Sud, dalle Alpi al Mediterraneo, per fare valere le ragioni concrete e reali della categoria dalle più piccole alle più grandi.
Allora riflettiamo: o lotta dura, continua e capillare, o morte della categoria! 
È ormai tempo di scegliere senza più tergiversare, altrimenti la polizia locale si disintegrerà per sua stessa mano, coi colpi inferti dall'ignavia.
Nello Russo 
Segretario Nazionale

pdfEgr. Presidente A.N.C.I.
dott. Antonio DECARO

La nostra organizzazione sindacale, nel congratularsi per la sua recente elezione quale massimo rappresentante della prestigiosa A.N.C.I, ha potuto cogliere come Ella abbia dimostrato, da subito, una certa attenzione riguardo aIIa materia della Sicurezza Urbana, i cui riflessi rimandano inevitabilmente aIIa figura del Sindaco quale referente primario delle comunità locali. In tale ambito occorre evidenziare la funzione fondamentale affidata aIIa Polizia Locale, nel suo ruolo di Vera Forza di polizia di prossimità e di organismo reale di primario contatto con la cittadinanza.Tuttavia, ci corre iI duplice obbligo, da attenti rappresentanti sindacali e da professionisti della sicurezza Urbana, di evidenziare lo stato di totale crisi e disagio che investe i Corpi e i Servizi di Polizia Locale in tutte le realtà territoriali, grandi e piccole, e che stta determinando sempre di più  una criticità grave, che pregiudica la funzionalità e I'operatività dei Corpi col rischio, come di fatto accade, di non potere offrire servizi adeguati anche per le restrizioni ed i limiti logistici ed ordinamentali, che oggi non sono rispondenti aIIe aspettative delle collettività locali ed ai bisogni sempre più pressanti di sicurezza
e di tutela del corretto vivere civile.

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CONTRATTO NAZIONALE - EQUO INDENNIZZO - ATTIVITÀ USURANTI - RIFORMA DELLE LEGGE QUADRO E TANTI MOTIVI ANCORA PER UNA PROPAGANDA DI GOVERNO OVVIAMENTE SENZA RISULTATI TANGIBILI

Mentre il Governo nazionale rema contro la nostra categoria, noi registriamo il silenzio della triplice e di sedicenti confederazioni autonome, che si intestano vittorie inesistenti e conquiste fantasiose. A tutto questo si aggiunge l'opera disgregatrice di numerose associazioni e gruppuscoli vari di Vigili Urbani, usi a denigrare

l'attività di quanti invece quotidianamente lottano con coraggio, mettendoci la passione e la faccia anche a rischio della propria serenità personale, oltre che professionale.
Ecco perché gli uomini e le donne del SILPoL - con le loro riflessioni e la loro azione di contrasto all'illegittimità di certi atti amministrativi ed alla illiceità di alcuni comportamenti riscontrabili nei territori in danno alla Polizia Municipale - spingendosi sul territorio oltre ogni convenzione mandano forti segnali di combattività e di
resistenza sul difficile terreno del confronto coi sindaci e col governo nazionale. In tal modo il SILPoL mette in luce la gravità della nuova condizione di disagio e di sofferenza della Polizia Municipale ed alza i toni della protesta, muovendosi con grande realismo "fuori dai cori e dagli opportunismi", operando nelle località su una
piattaforma di rivendicazioni possibili. 

pdfDopo il tanto desiderato riposo estivo, durante il quale ognuno di noi ha potuto riflettere sulla propria condizione attuale di operatore di Polizia Locale e sulle prospettive future, è arrivato settembre.
Come ogni anno, al ritorno delle vacanze, ognuno di noi è animato da una rinnovata voglia di fare, dalla frenesia dettata dai buoni propositi e dalla continua ricerca di obiettivi da raggiungere, di ostacoli da superare, di cambiamenti da fare. Ciò nella sempre viva speranza di migliorare, di avere anche solo la speranza di un futuro migliore.
Ed è con questo auspicio che il SILPoL SICILIA apre la campagna sindacale d'autunno attenzionando tra i molti problemi che affliggono la Polizia Locale siciliana:
• la vicenda della mai avvenuta abrogazione dell'indennità ex art.13 della L.r. n.17/90;
• l'annosa questione del precariato siciliano e non soltanto di quello all'interno dei Corpi e Servizi di P.M.;
• la necessità ed il dovere di essere vicini ad ogni operatore di Polizia Locale siciliano che vive oggi la propria quotidianità con grande disagio e sofferenza sballottato, combattuto e disorientato com'è tra quello che dovrebbe essere (ed a nessuno importa!!!!), quello che si sente di essere (nella logica delle proprie competenze e funzioni) e quello che di fatto è ed è chiamato a fare dalle istituzioni, dalle proprie amministrazioni e dai propri concittadini.
Per questo il SILPoL SICILIA annuncia il ritorno al territorio non come punto di arrivo ma di partenza della propria lotta per la dignità, il decoro e la credibilità della Polizia Locale siciliana.

Caltagirone, 27/09/2016

f.to Il Segretario Regionale
Massimo Mastrosimone

pdfNon è più il momento di spendere soltanto parole e buoni propositi. Ormai è tempo di fatti. Ecco perché noi ci saremo e ci ritroveremo tutti a Palermo il prossimo 30 giugnocon tutti i lavoratori “precari” della Sicilia. Ci ritroveremo sotto un unico vessillo, perchè noi ci siamo sempre stati accanto e con i precari siciliani, e non soltanto a parole. Ci siamo sempre occupati di precariato, ce ne occupiamo e ce ne occuperemo sempre perchè ci sentiamo vicini a loro, anzi loro sono noi e noi siamo loro. Basta con questa incertezza, con la graticola alimentata ad arte, per abietti motivi elettorali e propagandistici, con un fuoco acceso ed ormai incontrollato edincontrollabile che rischia di incendiare e bruciare il nostro domani, il futuro dei nostri “precari” siciliani, delle loro famiglie, la loro dignità.

COME SI PUÒ PENSARE, DI AFFRONTARE DOPO SETTE ANNI DI VUOTO CONTRATTUALE UN RINNOVO, SENZA INVESTIRE RISORSE ECONOMICHE PER MIGLIORARE I SERVIZI, INCENTIVARE IL PERSONALE E SVECCHIARE LE DOTAZIONI ORGANICHE RIMODULANDO IL FABBISOGNO DEL PERSONALE?

pdfCon l’accordo per i nuovi comparti e le aree di contrattazione del pubblico impiego siglato tra l’ARAN e le OO.SS., si chiude un altro spiraglio di riscatto dalla inaccettabile costrizione nei gangli della privatizzazione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, che conferma la condizione di soccombenza della Polizia Locale all’inadeguato ed anacronistico processo normativo in atto, che non le consente, in via ordinaria, di emergere dalla palude, fin troppo insidiosa, del travagliato rapporto tra gli aspetti professionali e i principi dell’Ordinamento Quadro della Legge 65/1986 e che sacrifica il lavoro di ogni singolo operatore sull’altare dell’incoscienza e dell’immaturità amministrativa della generale classe politica. Si allarga così, in maniera quasi irreversibile, la porta della contrattualizzazione della Polizia Municipale, che conduce, lungo la strada della definitiva privatizzazione, ad un punto di non ritorno e che metterà in crisi, rischiando di delegittimarle, persino le stesse pubbliche funzioni da essa esercitate, allorquando verranno fortemente messe in discussione in relazione ai principi pubblicistici sui quali è stato costruito l’Ordinamento giuridico ed amministrativo della Repubblica. L’aran e le oo.ss. firmatarie hanno suonato congiuntamente le trombe, per il conseguimento dell’accordo del 5 Aprile.

 LA SEGRETERIA NAZIONALE SILPOL

pdfsulla vicenda delle selezioni per la progressione economica orizzontale esprime la massima solidarietà ai colleghi del Nucleo Nomadi del Corpo di P.M. di Torino e stigmatizza l'evidente atteggiamento di sufficienza tenuto dall'amministrazione comunale e lo scarso interesse da essa manifestato riguardo all'impegno profuso dai colleghi, in prima fila nel contrasto delle criticità dei campi Rom in città. Il mancato rispetto di alcune fondamentali prerogative, in materia di valutazione del personale, ha penalizzato un gran numero di Agenti nonostante il pregevole ed indispensabile servizio svolto da essi quotidianamente sul territorio, con cui viene assicurato alla città di Torino un livello di sicurezza non indifferente. Condividiamo pertanto la lotta avviata dai nostri dirigenti sindacali e dalle rsu a tutela dei diritti dei nostri lavoratori e per la valorizzazione della loro attività svolta con sacrificio ed abnegazione nell'interesse non solo dei cittadini, ma anche dell'amministrazione comunale torinese.