S.I.L.Po.L. Fiadel-Cisal / C.S.A.
Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale
SEGRETERIA
NAZIONALE
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Roma, 18 luglio 2003
RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
TEMPO DI UNITÀ E DI LOTTA
A quasi due anni dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro, dopo ben due scioperi generali tenuti a distanza di poco più di un mese l’uno dall’altro e con i lavoratori della PL al primissimo posto in termini di partecipazione, finalmente il signor ministro per la funzione pubblica, in data odierna, ha incontrato le confederazioni sindacali del comparto per ribadire da un lato il poco o niente di prima (uno striminzito 0,99% in più da inserire nella retribuzione, attraverso, però, il meccanismo della cosiddetta produttività; meccanismo quanto mai incerto e vero e proprio strumento di ricatto nelle contrattazioni decentrate) e, dall’altro, che il Governo convocherà (ancora!) il Comitato tecnico di settore all’Aran per definire le direttive per l’avvio delle trattative per il rinnovo.
Incredibile!
I lavoratori della Polizia Locale e i loro sindacati devono mobilitarsi ed essere pronti alla lotta per imporre le loro rivendicazioni di sempre.
La riforma del Titolo V della Costituzione ha dato dignità e autonomia costituzionale agli enti locali. Allora è venuto il momento di pretendere dagli enti - nostri datori di lavoro - scelte di campo nette e definitive.
1 - Vogliono mantenere i loro corpi e servizi di polizia? Bene, adeguino gli istituti normativi, assicurativi, previdenziali e retributivi dei loro componenti a quelli della polizia di stato.
2 - Non sono in grado di assicurare ciò? Rinuncino alle loro polizie e chiedano allo Stato, con la sua polizia, di farsi carico di assicurare alle comunità locali quello che essi non sono in condizione di fare.
Non consentiremo più di celebrar nozze con i fichi secchi sulla nostra pelle.
È VENUTO IL MOMENTO PER I
LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE E PER I SUOI SINDACATI DI VOLTARE PAGINA E DI
CORREGGERE IL TIRO:
SUL BERSAGLIO, la nostra controparte negoziale non potrà più essere limitata a quella naturale, composta da ANCI, UPI e governo nazionale, ma dobbiamo necessariamente includervi anche quelle organizzazioni sindacali che soffocando e frustrando le nostre aspettative le sviliscono, mortificandole e confondendole nel mare magnum dell’intero comparto. Il più vario e complesso di tutto il pubblico impiego;
E SUL RISULTATO, non consentiremo che si sottoscriva un altro contratto di lavoro senza che sia stata affrontata e pienamente riconosciuta la nostra specificità professionale.
La categoria è stanca di aspettare.
O ORA O MAI PIÙ
IL
SEGRETARIO NAZIONALE
Rosario
PALAZZOLO