MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/2D6446CF/Sciop_Sulpm_Ragionidissenso.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" SCIOPERO IL 2 GIUGNO

S.I.L.Po= .L.  Fiadel-Cisal / C.S.A.
Sindacato  Italiano  Lavorat= ori  Polizia  Locale
SEGRETERIA NAZIONALE  -=   00187 ROMA, Via delle Convertite (ang. Via del Corso), 5 Telefax 1780 010644 - Sito int= ernet: www.silpol.it    posta elettronica:   silpol@s= ilpol.it

 

SCIOPERO IL 2 GIUGNO? 

PERCHÉ NON SIAMO D’AC= CORDO

 

Credo che ci siano almeno tre buone ragioni per indi= re uno sciopero nazionale della categoria e per manifestare in piazza, con la partecipazione del maggior numero di appartenent= i ai corpi e servizi delle polizie municipali e provinciali d’Italia.

1^ - Per l’approvazione di una legge che disci= plini ex novo, e con norme quadro vincolanti per le re= gioni investite della competenza esclusiva in materia di “Polizia Locale Amministrativa” (domani, forse, a processo di revisione costituzionale concluso, esclusiva in materia di “Polizia Locale”), anche ai s= ensi dell’art. 118 Cost.;

2^ - Per ottenere subito un’area separata di contrattazione collettiva nazionale di lavoro, IL COMPARTO DELLE POLIZIE LOCALI, composto dagli addetti ai corpi e servizi de= lle polizie municipali e provinciali, nel quale si applicano i medesimi istituti normativi, retributivi, previdenziali ed assistenziali<= /span> riconosciuti agli operatori del Comparto Sicurezza;

3^ - Per ricompattare, nello spirito della massima intesa e della più efficace sinergia, la categoria che si riconosce negli obiettivi comuni e nei suoi sindacati professionali.

 

La mancata inclusione di = una rappresentanza dei corpi e servizi delle polizie municipali e provinciali n= ella tradizionale rivista militare del 2 giugno – festa nazionale della Repubblica – come ho avuto modo di rilevare in altre occasioni, indig= na ed offende tutti noi, perché, sostanzialmente, ci viene ancora una v= olta negato quel riconoscimento cui aspiriamo più di = ogni altra cosa: l’inclusione a pieno titolo nella Forza Pubblica, tra gli operatori, cioè, di sicurezza.

 

Passa= re però dal risentimento e dal senso di frustrazione, più che giustificati, alla proclamazione di una giornata di sciopero - e proprio pe= r il 2 giugno, ai margini di quella rivista negata – sortirebbe l’effetto di collocare al primo posto del diffuso malessere, che inve= ste tutta la categoria, solamente l’esclusione dalla parata, con rischio concreto di oscurare completamente tutte le altre, certamente più pregnanti e sicuramente più generalmente condivise. Col risultato, in definitiva, di fuorviare l’opinione pubblica sulle nost= re complessive rivendicazioni.

Per questo siamo convinti (naturalmente parlo a nome del mio sindacato, nel quale, prima di assumere qualsiasi importante decisione di rilievo nazional= e, quale la proclamazione o l’adesione ad uno sciopero, si usa sentire t= utta la Segreteria nazionale) che la decisione di ricorrere allo sciopero andava ponderata al massimo e, possibilmente, ricercando la partecipazione del maggior numero possibile di rappresentanti della categoria.

 

Ben aldilà delle perplessità di ordine meramente tecnico, = quali, per esempio, la validità di una giornata di sciopero nazionale, anche sul piano dell’accertamento della partecipazione dei lavoratori, coincidente con un giorno festivo, quando la forza lavoro complessiva ̵= 1; a parte il Corpo di Roma su cui, proprio per i motivi connessi alla parata che ivi si svolge, andrà a ricadere interamente l’onere della rius= cita o meno dello sciopero – è di poco più numerosa di quella normalmente destinata ai servizi essenziali durante gli stessi scioperi, cr= edo che andavano, in ogni caso, valutate ben altre conseguenze e, soprattutto, = calcolati ben altri possibili risultati di successo e dello sciopero e della manifestazione in termini di visibilità concreta e di efficacia dell’azione.

 

Intanto, andava verificato preliminarmente se la maggioranza dei lavoratori avrebbe effettivamente con= diviso le ragioni della protesta, di quella specifica protesta= , per quella specifica motivazione e proprio per quella data giornata.

 

Alcuni di noi che frequen= tano i forum telematici, tra i quali questo del Silpol, sanno bene come questa protesta sia nata e si sia sviluppata principalmente su questi forum. Praticamente= , allo stato dei fatti, sarebbero coinvolti, in questa protesta alla fin fine virtuale proprio perché nata in internet, non più di alcune decine di persone, con la fondata sensazione che la stessa protesta sia scarsamente nota (e perciò avvertita) nei vari corpi e comandi sparsi per gli oltre 8.300 enti che costituiscono il comparto.

 

Poi andava ponderata al m= assimo l’opportunità di mischiare ragioni di carattere prevalentemente politiche e di immagine - la mancata partecipazi= one alla rivista militare - seppure validissime e legittime, con altre di natura squisitamente sindacale e categoriale, altretta= nto valide e, forse, più pregnanti per l’intera categoria. Ovviame= nte mi riferisco alle tre ragioni di sciopero sopra indicate.

 

Andava valutata al massim= o, altresì, non tanto la visibilità e la riuscita della manifestazione pubblica, ammesso che si faccia, e che indubbiamente si registreranno, non fosse altro che per il richia= mo mediatico della manifestazione principale - la parata= - in sé, alla quale si affiancherebbe, eventualmente, la nostra; ma soprattutto l’effetto fuorviante, se non di vero e proprio oscuramento delle altre ragioni che stanno alla base del malessere dell’intera categoria, inevitabilmente dissolte nel motivo più a portata di mano= e, tutto sommato, più ghiotto per la stampa, notoriamente alla ricerca = di notizie sensazionali e che non ama tanto, soprattutto per quel che ci rigua= rda, andare per il sottile.

 

Nessuna categoria di lavo= ratori può oggi permettersi di indire giornate di sciopero frequentemente (ricordo a me stesso le tre giornate effettuate - non da tutte le oo.ss. di categoria, però, anzi qualcuna non ne ha fatto proprio - lo scorso a= nno per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro), né tanto meno portare migliaia di lavoratori a Roma per una manifestazione nazionale. E m= eno che meno la nostra, non solo per le sue ridotte dimensioni, registrando men= o di 55.000 unità lavorative, quanto per la dispersione nelle migliaia e migliaia di enti su tutto il territorio nazional= e.

Solo per queste semplici = ragioni le nostre giornate di sciopero dovrebbero essere armi da utilizzare con est= rema parsimonia, tenendo sempre ben presente l’obiettivo di portare a casa= il maggior risultato possibile.

 

Ritornando alla protesta scoppiata in seguito all’inopinata dichiarazione del ministro Martino, mentre qualcuno (tra questi il sottoscritto) proponeva, attraverso quei for= um certamente frequentati dai maggiori esponenti dei vari sindacati di categor= ia, una riunione di quest’ultimi, per valutare il da farsi, uno solo di questi, il Sulpm, bruciando le tappe per ragioni incomprensibili - alla fin fine non si sarebbe trattato che di qualche gior= no – proclama una giornata di sciopero “di tutta la categoria̶= 1; da effettuarsi proprio il 2 giugno.

Iniziativa pienamente leg= ittima e che rispettiamo al massimo, ma che non condividiamo per le ragioni sopra esplicitate e che abbiamo reso note, sintetizzandole, in un documento, crediamo, alquanto corretto e rispettoso.

Decisione la nostra sulla= quale ci aspettavamo altrettanta considerazione e risp= etto.

Urlare invettive, incolpa= re di ignavia e vergogne, invece, chi non condivide le pr= oprie scelte, certamente non giova alla categoria e, anzi, gli fa correre il risc= hio di riportarla ai tempi bui che tutti, credo, vorremmo definitivamente dimenticare.

 

Rosario Palazzolo